Burgerini senza glutine di fagioli e zucca con salsa al radicchio, cipolla e mele

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Lo scorso ottobre decisi di cambiare endocrinologo per affidarmi ad un professionista nel campo della tiroide. Le analisi da fare furono molte e lunghissime ma, ancor prima di visitarmi mi disse che avrei dovuto eliminare completamente il glutine dalla mia dieta. Per me quello fu un vero e proprio shock. Adoro il pane, la focaccia e la pizza, rinfrescavo settimanalmente la pasta madre ed ero solita panificare a casa con molta frequenza e tutto questo era andato in frantumi nel giro di mezzo secondo. Certo, l’uomo non vive di solo pane, ma per una che preferisce un pezzo di focaccia a una fetta di torta abituarsi a un regime alimentare del genere può essere molto difficile. Non potevo pensare niente di più sbagliato, con il senno di poi posso ammettere che eliminare il glutine è stata letteralmente una benedizione, il mio corpo si è risvegliato dal torpore, le mie energie si sono fatte più presenti e la stanchezza è stata debellata. In generale, anche se all’inizio, come succede in tutte le disintossicazioni, è stata dura ora sto notando i macroscopici cambiamenti del mio corpo e i benefici apportati dal cambiamento di dieta priva di glutine e quasi priva di carboidrati (a parte quelli presi dalle verdure e dalla frutta). Tuttavia una volta ogni tanto, non essendo allergica, una birra me la concedo, o un pezzettino minuscolo di pane con l’olio novo (un vizio al quale ho ceduto giusto l’altra sera, quando un amico ci ha portato una bottiglina di olio novo che aveva spremuto al suo frantoio il pomeriggio stesso, squisito!!!). Il pane e la focaccia mi mancano ma posso farne a meno, il seitan idem, quando voglio straviziare con un dolce posso prepararlo senza glutine ma come fare per quanto riguarda i miei burger? Beh cos’altro se non armarsi di tanta pazienza e voglia di sperimentare per creare una nuova versione tutta gluten free?! Le prove sono state molteplici ma alla fine ne sono venuta a capo con questi burger dal sapore autunnale che si sposano perfettamente con questa salsina di radicchio e mele, dove l’amaro viene copensato dalla dolcezza della frutta.

Non facciamoci mai scoraggiare dai cambiamenti, per quanto possa sembrare che ci cambino la vita, che ci impediscano di vivere come abbiamo fatto fino ad ora quasi sempre si tratta di cambiamenti positivi che, alla lunga, daranno i suoi frutti ed è proprio in quei momenti che, guardandoci indietro, possiamo essere felici del cammino percorso e sentirci soddisfatti per non aver mollato!

“Con questa ricetta partecipo al contest The Mystery basket ideato da La mia famiglia ai fornelli e ospitato per il mese di Settembre da Senza è buono”.

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Ingredienti per 7 mini burger:

250 g di fagioli secchi già ammollati e cotti

250 g di zucca cotta al vapore o al forno

2 cucchiai abbondanti di farina di ceci

sale

1 cucchiaio di battuto di rosmarino e aglio

farina di mais per la panatura

Per la salsina:

1 cipolla bionda

1/2 mela

4 foglie di radicchio

Dopo aver cotto sia i fagioli che la zucca eliminare la buccia da quest’ultima (se non fosse stato fatto previa cottura) e frullate grossolanamente il composto. Aggiungere il pesto di rosmarino e aglio, il sale e lasciar raffreddare per bene. Quando il composto sarà ben freddo aggiungere la farina di ceci, mescolare bene ed iniziare a fare delle palline con le mani, che andranno successivamente schiacciate e impanate con la farina di mais. Nel frattempo tritare finemente la cipolla, la mela e metterle a cuocere in un padellino antiaderente senza aggiungere liquido, solo un pizzico di sale. Mescolare spesso e dopo circa 5 minuti aggiungere il radicchio tagliato a striscine fini, lasciar cuocere per almeno altri 5 minuti mescolando frequentemente. Quando le verdure saranno stufate per bene frullarle con il frullatore ad immersione aiutandosi con uno o due cucchiai di acqua. La nostra salsina ora è pronta. Scaldare un padellino antiaderente con un cucchiaino di olio e cuocere le polpettine due minuti per lato. Servire freddo o calde accompagnate alla salsina agrodolce :)

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Ricordi di delica(tezze) arancioni al forno

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Certo che è sempre così, non riesci mai ad apprezzare a pieno una cosa fintanto che non la perdi. Se dovessi infatti dire tutte le cose che mi mancano del Veneto di certo nessuno ci crederebbe, dato che, quando ancora me ne stavo al Nord, continuavo incessantemente a lamentarmi di quanto fosse grigia la città, dello smog.. senza riuscire a focalizzarmi sulle cose che invece avrei rimpianto. Anche qui in Toscana ci sono cose che proprio non mi vanno giù e altre cose venete delle quali ho molta nostalgia; tuttavia sono riuscita a cambiare e ad imparare a guardare le cose nella loro interezza, cercando di analizzare (anche molto matematicamente) gli aspetti positivi e negativi, senza farmi prendere troppo la mano nello spostare la bilancia da una parte o dall’altra soltanto sotto l’impeto di una qualche forte reazione emozionale troppo spesso negativa. Io amo la mia regione e le sue meraviglie ma c’è qualcosa che, ahimè mi spiace dirlo, qui proprio non si trova, qualcosa per cui ho una dipendenza spietata: la zucca. Ora direte voi: “ma certo che si trova, basta andare in un qualsiasi supermercato o fruttivendolo che trovi certe zuccone!”. Eh beh sì, certamente, ma sapete perché non posso comprare quelle belle zuccone?! Per lo stesso principio per cui non compro le zucchine, i peperoni o i pomodori a gennaio, perché sono essenzialmente surrogati pseudoplastici immangiabili e noi in Toscana, Signore e Signori, le zucche proprio non le sappiamo fare! Sarà il clima, la vicinanza del mare, il dialetto toscano che sdegna i semini di zucca che non si sentono stimolati a produrre un bel frutto dalla polpa morbida, saporita e polposa; sarà quel che sarà ma da quando son tornata sono solo riuscita a sognare e ricordare vagamente le deliziose zucche venete. Lì non c’era verso, qualsiasi zucca tu potessi comprare (violina, tonda, lunga, gialla, arancione, verde..) era sempre ottima, il che è veramente importantissimo per chi, come me, la mangia il più al naturale possibile (compresa la buccia). Qui invece neanche a parlarne, già quando le guardi lo senti, sì sì, lo senti proprio a pelle, ti trasmettono una sensazione di finto, di costruito, tanto che pure loro si vergognano di essere lì in esposizione e bollate come vere e proprie zucche. Fortunatamente, come tutte le belle favole della buonanotte, c’è stato un lieto fine; sì perché in un giorno qualsiasi mentre mi aggiravo nel mio negozio bio di fiducia vedo una zucchina, non tanto grande di colore verde scuro. La guardo, mi metto i guanti di plastica e la tocco, la studio e immediatamente provo un senso di calore e felicità: era lei l’avevo trovata (anche se a caro prezzo!)! Così scopro questa qualità di zucche, la “Delica” (che diosanto non è la Mantovana come tutti voi fruttivendoli vi ostinate a dirmi con faccina pseudo sorridente da chi ne sa di più), meravigliosa, arancionissima e che sa di zucca!

La zucca, come le mele ( e un miliardo di altre cose) la mangerei in tutte le salse, ma voglio proporvi il mio modo preferito di gustarla, mi raccomando però dev’essere una zucca veramente buona e di qualità, se no non è buona nemmeno per un passato di verdura.

Ingredienti:

Zucca delica

sale

cumino ( a piacere)

Tagliare la zucca a metà, privarla dei semi (conservateli se volete tostarli, sono buonissimi!) e sciacquarla bene sotto l’acqua corrente, soprattutto la buccia. Tagliarla a pezzi possibilmente simili e metterli in una pirofila. Cospargere la zucca con un pochino di sale e cumino a piacere. Cuocere in forno a 180°-200° per una ventina di minuti circa, finché la forchetta non affonderà bene nella polpa di zucca. Servire come contorno o, in abbondanza, come piatto unico accompagnato a una proteina, magari un delizioso hummus di ceci o uno speziato dahl di lenticchie ;)

There is no Halloween without a delicious pumpkin pie

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Trascorse ferie e vacanze siamo arrivati ad Halloween e al Lucca Comics, due momenti magici dell’anno (insieme al Natale che ovviamente adoro) dove il travestimento e la fiction fanno da padroni, dove per qualche ora puoi non essere te stesso, hai super poteri, parli lingue aliene, sai combattere, sei coraggioso, e chi più ne ha più ne metta; insomma sei un personaggio fico, quel personaggio che sogni di interpretare da un anno o due, il tempo che mediamente ti è occorso per preparare il costume e per adattarti alla parte. Saranno ormai due anni che non riesco a parteciparvi e ammetto che mi manca da morire, per quest anno ormai è andata e penso che mi consolerò con le foto del festival filtrate dai social network in attesa del prossimo anno. Non posso però di certo lamentarmi visto che sono fresca fresca di vacanza, e che vacanza; meravigliosa e avventurosa nella terra d’Irlanda. Sono stati giorni molto intensi, lunghe scampagnate per la città, one-day tour per i parchi, nelle zone del Connemara, Galway, Hill of Tara, Kylemore Abbey (per chi volesse provare gli one-day tour, consiglio Extreme Ireland, consigliatomi da una mia cara amica l’ho provato e sono rimasta entusiasta!); per non parlare della città di Dublino, colorata e festosa come non avrei mai potuto immaginare; ed il cibo? delizioso, ho mangiato praticamente ogni sorta di zuppa, ogni posto ha la sua “soup of the day” diversa dalle altre e tutte buonissime, il pane da leccarsi i baffi e le patate altrettanto, cucinate in ogni maniera possibile e sempre buonissime. In breve il più bello e godurioso viaggio fatto fino ad ora, nonostante Stoccolma sia nel mio cuore, le precedenti gite sono state molto meno vissute di questa, ecco perché faccio uno spazietto anche all’Irlanda come posto preferito nel quale sicuramente tornerò. Il prossimo anno invece? Norvegia e Inghilterra si contendono il podio, chi vincerà?

Tornando al presente, data la mia impossibilità di festeggiare Halloween come si deve, spaventosamente vestita e dietro ai fornelli per preparare una super paurosa cenetta con gli amici, mi accontento di festeggiarlo a pranzo, con una dolce pumpkin pie da dividere in due (muahuahauh)! Alla fine non mi va così male!

Ingredienti per una tortiera da 24 cm circa:
Per la pasta:

200 g di farina tipo 1

70 g di zucchero grezzo di canna

30 ml di olio evo

5 g di lievito per dolci

acqua

Per il ripieno:

1 panetto di tofu (circa 125/150 g)

zucca tagliata a pezzetti

3 cucchiaioni di zucchero di canna grezzo

cannella

noce moscata

Tagliamo la zucca a tocchetti, io ne ho tagliata una bella quantità senza preoccuparmi di avanzi, la zucca non è mai troppa! E infiliamola in forno a 200° dentro una pirofila coperta di carta stagnola per una mezz’oretta/ quaranta minuti. Intanto mescoliamo la farina con lo zucchero, l’olio ed il lievito,  aggiungiamo acqua, poca alla volta e impastiamo fino a raggiungere una consistenza simile alla frolla e lasciamo riposare. Quanda la zucca sarà morbida, frullarla nel frullatore assieme al panetto di tofu tagliuzzato a cubetti, aggiungere lo zucchero, la cannella e la noce moscata (se avete le bustine di “allspice” ancora meglio) e assaggiare, mi raccomando, magari non assaggiate quanto me ma assaggiate e correggete con spezie o zucchero in caso. Oliare la tortiera e stendere la pasta, bucherellarla e adagiare il generoso  ripieno di polpa di zucca. Infornare a 170°/175° per 45 minuti circa. La casa sarà invasa da un delizioso aroma di zucca e spezie, quale modo migliore per festeggiare la giornata di Halloween?! :)
Vi lascio anche qualche scatto della mia vacanza (altre su Instagram), così tanto per condividere dei bei momenti immersa nella natura,
Buon fine settimana, buon Halloween e buon Comics ;)

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