E attraverso l’Emilia Romagna ho conosciuto il profumo della Toscana

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Quando mi chiedono quale sia, a mio parere, il piatto tipico regionale o un prodotto culinario adatto a rappresentare la Toscana, il mio primo pensiero va al pestino di mia nonna.

Che poi proprio un pesto non è, si tratta semplicemente di aglio, rosmarino e sale tritati al coltello (o con la mezzaluna, nonna style), così semplice ma essenziale per esaltare il sapore di alcuni piatti. Nella tradizione Toscana ne esistono diverse varianti, con l’aggiunta di scorza di limone o di salvia, ed è largamente utilizzato come condimento di svariate carni, qualche pesce e anche per le verdure. Così anche mia nonna, emiliana di nascita ma residente in Toscana da più di trent’anni, non è mai riuscita a farne a meno, proprio come una toscana DOC.

Il primo ricordo legato a questo pestino risale a una ventina di anni fa, in quel periodo vivevo felicemente in simbiosi con mia nonna e lei, oltre ad insegnarmi un sacco di cose, giocare con me e ascoltare tutti i miei vaneggiamenti da piccola sognatrice, mi preparava dei pranzi meravigliosi, tra i quali ricordo per l’appunto il famigerato pestino, condimento per eccellenza delle sue patate al forno (sulle quali poi spruzzavo anche del succo di limone, una goduria!). Non ho memoria di aver mai visto lo scaffale del pestino vuoto, era sempre lì, appena scostavi la tenda del mobiletto, vicino al sale fino.

Lei se n’è andata questo febbraio, lasciando dietro di sé un’enorme vuoto e non c’è giorno che non la pensi o che non mi manchi da morire. Non era una semplice nonna, lei per me è stata una mamma, una compagna di avventure, è stata una grande amica e insegnante; a questo punto, l’unica cosa che mi rimane è il ricordo di momenti passati insieme, di tutto il suo amore incondizionato, delle risate, delle scoperte fatte assieme, dei momenti passati a cucinare e del tempo che sprecava cercando di farmi imparare qualche gioco di carte, dei milioni di puzzle completati a quattro mani, delle serate in bicicletta sul lago, delle giornate in giardino, delle maratone di Harry Potter o del Signore degli Anelli, delle serate passate a guardare i vecchi episodi di Star Trek o di Streghe, dei tentativi falliti di insegnarmi a cucire, delle cene strepitose a Natale (compreso il mio tentativo di una cena 100% vegetariana che hai apprezzato così tanto!), i momenti passati a giocare a pictionary, il Septemberfest che aspettavi con ansia per poter mangiare lo zampone, le tue parole dolci, il tuo modo di ascoltarmi e confortarmi, di sdrammatizzare in continuazione, anche nei momenti più brutti, e concludere sempre con “tanto l’importante è che ci vogliamo bene!”. E sì, ti voglio tanto bene nonna, tantissimo, ti voglio un bene immenso, più grande del mondo.

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Ingredienti:

sale fino

rosmarino (buono!)

aglio

pepe (se gradito)

La ricetta è semplicissima e non ci sono delle dosi ben definite, varia tutto a seconda del gusto personale. Si inizia lavando il rosmarino e asciugandolo bene, dopodiché bisogna mondare l’aglio (togliendo anche la parte centrale) e infine basta tritare il tutto a coltello o con la mezzaluna sul tagliere. Quando si ha un trito molto fine aggiungere il sale e il pepe a piacere e conservare in un barattolo chiuso in frigo.

Ed ecco qua, la Toscana in un barattolo, direttamente nel vostro frigo;

dedicato, con tutto l’amore possibile, alla meravigliosa donna che ho avuto la fortuna di poter chiamare nonna.

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