Un pampapato ferrarese rivisitato per un Natale molto speciale e consapevole

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Quest’anno il Natale è arrivato in punta di piedi, silenzioso e inesorabile. Già a metà Novembre avevo iniziato a comprare i regali, cosa stranissima per me che sono solita prendermi sempre all’ultimo minuto e, invece, per i primi di Dicembre avevo già impacchettato tutto. Ero riuscita a meravigliarmi di me stessa, quest’anno mi sono organizzata bene, mi dicevo, vedrai che riuscirò a fare tutto in tempo e mentre mi crogiolavo in questa grandissima soddisfazione non mi sono accorta dello scorrere dei giorni e, in men che non si dica, è già praticamente Natale, come lo scorso anno, ho dimenticato di festeggiare il compleanno del blog (tre anni!!!! auguriauguriauguriii), non ho ancora preparato niente per la nostra cena di Natale in famiglia né fatto post natalizi come avrei voluto tanto fare, non ho ancora sfornato i biscotti né preparato il vinglögg. Insomma a parte  aver impacchettato per bene i regali  e fatto l’alberello sono un po’ indietro su tutta la linea, ma cosa importa?! Sorridi, canta, muoviti e liberati! Non creare ansie e problemi per le sciocchezze quotidiane, assicurati di risparmiare le energie  per i momenti nei quali i problemi saranno più importanti, reali, quando questi si presenteranno più forti e duri che mai, invalicabili, a quel punto allora tu sii più forte, più dura, affrontali con lo spirito giusto, con la forza ed il sorriso della sicurezza, della serenità interiore che non può portare altro che al successo più grande e importante: al successo dentro se stessi.

Quest’anno non è stato semplice, non mi sono sentita sempre bene, non mi sono sentita forte né all’altezza di fare niente di importante o di utile, ma ho imparato che tutto passa, le cose cambiano, noi stessi cambiamo in continuazione e ci innalziamo sempre più verso qualcosa di più grande, la consapevolezza e le esperienze ci accrescono e la sicurezza e la serenità ci pervadono. Siamo esseri speciali in grado di fare cose meravigliose per noi e per gli altri, utilizziamo questo nostro potere per rendere la nostra vita migliore e passo dopo passo, per rendere anche il mondo un posto più sicuro, un luogo empatico, un pianeta ricco di amore e povero di indifferenza.

Questo Panpepato (o Pampapato come direbbe lei) ferrarese in versione crudista senza glutine e zucchero è dedicato a mia nonna, anche lei di origine ferrarese, una donna stupenda, che ha vissuto una vita difficile e ha affrontato situazioni che per me sarebbero inimmaginabili con una forza e una tenacia incredibili; forse lei non so sa ma per me è veramente un onore essere sua nipote e sarò felice se riuscirò a diventare almeno la metà della donna che è lei. Questo vale anche per mia madre, mio padre ed il mio compagno che non hanno mai smesso di credere in me, di sostenermi quando ne avevo bisogno e di stringermi la mano quando avevo paura. Ora è il momento di rendervi tutto quello che mi avete donato, è il momento di mostrarvi che la vostra fiducia in me era ben riposta, è il momento di  dare una scossa alla routine e di aiutarvi a ottenere la serenità che meritate. Non posso poi non nominare i miei amici e le mie sorelle, sparsi per l’Italia ( e non solo!) che mi mancano ogni giorno ma che porto sempre con me dentro a bellissimi ricordi, anche se qualche volta i soli ricordi non riescono a bastarmi e la lontananza si fa sentire terribilmente. Un grandissimo pensiero va anche alla mia allenatrice che mi sta aiutando a raggiungere obiettivi che non mi sarei mai sognata, sono soltanto all’inizio ma sono determinata ad andare sempre avanti senza mollare mai (a parte dopo un minuto di sedia, ecco in quel caso mollo volentieri!), che mi ha fatto scoprire un mondo bellissimo ed è una trainer fantastica!

Least but not last c’è la mia piccolina, la dolcezza fatta a micia, la cucciola più dolce e migliore che potessi desiderare, matta, scalmanata, chiacchierona e splendida.

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Vi lascio ora a questo dolce speciale, una mia versione rivisitata di quello originale, senza zuccheri, crudista, e ricco di grassi buoni, che profuma di Natale, non appesantisce come i soliti dolci delle feste ed è perfetto per chiudere un pasto assieme ad un caffè o, per rimanere in tema natalizio, ad una tazza di vin brulè o vinglögg.

Buon Natale e buon compleanno caro blog :)

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Ingredienti:

80 g di farina di mandorle

100 g di concentrato di dattero

60 g di  cacao amaro

80 ml di olio di cocco

1 cucchiaio abbondante di cannella

pepe nero

noce moscata

chiodi di garofano macinati

nocciole

mandorle

noci

Per prima cosa setacciare il cacao amaro in polvere in una ciotola, aggiungere l’olio di cocco sciolto (stando attenti a non superare i 40° di temperatura) e mescolare bene. Aggiungere anche il concentrato di dattero, la farina di mandorle e mescolare fino a che non si ottiene una crema leggermente liquida.  Questo è il momento delle spezie: aggiungere la cannella, due o tre chiodi di garofano tritati, una macinata generosa di pepe e di noce moscata, una manciata di nocciole, mandorle e noci (intere); mescolare bene e disporre in una tortiera (foderata di carta forno) e lasciar compattare in frigo per almeno 45 minuti. Si può anche trasferire il composto o uno stampo di silicone oppure, perché no, fare delle mini porzioni, utilizzando stampini più piccoli, arrotolarlo come un salame o utilizzare una scatolina quadrata per ottenere un cubo di cioccolato da affettare tipo “cremino”.. beh le scelte sono molteplici, quindi via libera alla fantasia e buone e dolci feste :)

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Un dolce dono per le persone amate : i Ra(w)faello

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Se da una parte a Febbraio siamo investiti da coriandoli e dolci fritti, dall’altra siamo bombardati da cuoricini e da improbabili peluche venduti assieme a scatole di cioccolatini di diversa forma e colore, dalle più fantasiose alle più tradizionali. Il Carnevale ed i suoi dolci non mi piacciono molto, troppo strafritti e pesanti, ma ho comunque deciso di provare, con gran soddisfazione, quelli più famosi in una versione più leggera, senza frittura ma non per questo meno buoni; sto parlando dei cenci, chiacchiere, crostoli, frappe, o come vi torna più familiare chiamarli. Conclusa così anche la mia piccola soddisfazione carnevalesca rimane soltanto un altro demone da affrontare: il quattordici Febbraio. Mai festeggiato in vita mia, San Valentino rimane per me una festa oscura dalla dubbia utilità. Anche se negli anni la tendenza si è spostata verso un ragionevole “amiamoci tutto l’anno non solo per San Valentino”, vorrei vedere chi, veramente, riesce a seguire questo principio, anche se giustissimo. È facile amarsi per una sera, dimenticare i problemi, le incomprensioni, i momenti no; è veramente semplice e forse, in un modo di pensare diverso dal mio,  aiuta anche nella vita di coppia, che, per una sera, vuole lasciare tutto il mondo al di fuori della propria bolla d’amore e fare come se nient’altro importasse. Sarà anche facile ma, per me, sarebbe difficilissimo; anche perché ognuno di noi ha il proprio e unico modo di amare ed il bello sta proprio nel riuscire a capire la chiave di lettura delle persone che ci stanno accanto e così comprendere e apprezzare il loro modo di dimostrarci amore e affetto. Non parlo quasi mai di amore o di sentimenti, preferisco sentirli nel profondo e lasciare che mi scaldino, che mi facciano emozionare, come tutte le volte che lo rivedo dopo qualche giorno di lontananza, quando scorgo il suo viso sorridente e soddisfatto mentre gusta qualcosa che gli ho preparato, quando mi sprona e mi dice di seguire i miei sogni ed il mio istinto, di mettercela tutta  e avere fiducia in me stessa, quando semplicemente lui ed io siamo noi stessi e viviamo la nostra vita ‘da soli ma insieme’, che dopo quasi sei anni di convivenza, ogni volta che lo vedo o lo abbraccio, è come se non fosse passato nemmeno un giorno dal nostro primo incontro. Ed è proprio a lui, dipendente da cocco, che dedico questi dolcetti raw, ispirati ai famosi Raffaello da donare alle persone a cui volete bene senza dover aspettare un giorno particolare, amate e donate sempre, soprattutto se si parla di regali commestibili, credo che i destinatari apprezzeranno molto ;)
Ingredienti per 6 mini Ra(w)faello:

50 g di noci brasiliane

1 cucchiaio abbondante di malto di riso

1 cucchiaio abbondante di farina di cocco

farina di cocco per la copertura

Mettere le noci brasiliane nel robot e frullare alla massima potenza fino a ridurle in farina. Aggiungere il cocco e continuare a frullare. Quando si raggiunge una consistenza pastosa aggiungere il malto, dare le ultime frullate e iniziare a lavorare la pasta dividendola in palline. Passarle nella farina di cocco e riporle per una ventina di minuti in frigo. Altrimenti, se siete di fretta, va bene anche una decina di minuti in freezer, ma ricordatevi di toglierli qualche minuto prima di servirli!

Buon fine settimana ;)