Crostata con frolla al cacao, crema di mandorle, pere e noci caramellate al dattero

 photo DSC_0516_zps4qj6kptg.jpg

La primavera, così come l’inverno e l’autunno, mi mette sempre di buon umore. I prati si ricoprono di erbetta fresca, le gemme degli alberi iniziano a comparire e le prime foglioline, verdissime, iniziano a cercare i raggi del sole, ora più intensi. In più, da qualche anno a questa parte, la primavera è sempre un periodo di novità. Soltanto due anni fa scrivevo un post simile sui cambiamenti che avrei affrontato di lì a poco: una nuova casa, un lavoro al ristorante, il ritornare in patria lasciando il Veneto; tutte cose che all’inizio mi hanno abbastanza destabilizzato, nonostante, generalmente, affronti con positività i cambiamenti. Quest’anno, invece, i cambiamenti saranno meno radicali, ci sposteremo nel centro Toscana, più vicini al lavoro, dove, tuttavia, ci troveremo davanti situazioni nuove da dover affrontare e nelle quali dovremo cercare di ricreare nuovamente il nostro equilibrio. Sono fermamente convinta che non avremo problemi; ho già trovato una bellissima palestra dove andare (anche se i corsi che mi interessano non seguono i miei orari abituali di allenamento), dove fare la spesa e comprare frutta e verdura, l’erboristeria e anche il negozio bio dove prendere gli ingredienti più strani. L’appartamento, a parte la mancanza di giardino e terrazzo, è adorabile: ci sono le travi di legno a vista, la cucina è strepitosa e provvista di forno (finalmente!!!) e abbiamo una stanza in più dove storare tutto lo stuff geek/nerd, questa stanza in particolare è già stata minuziosamente organizzata, sarà infatti provvista di due scrivanie con i nostri pc, le librerie strabordanti di libri e vetrine con miniature di Wharhammer con tanto di mini studio di pittura. Che dire, si percepisce la mia emozione?! Nonostante mi dispiaccia moltissimo lasciare questo appartamento al quale ero tanto affezionata, le mie favolose allenatrici, i vecchissimi amici ai quali ero finalmente riuscita ad avvicinarmi, i miei negozietti.. beh nonostante  questo sono comunque felice, è una nuova avventura ed io sono innamorata delle avventure! E poi mica vado in capo al mondo, anche se un giorno forse potrei farlo :b

Oggi, per festeggiare l’arrivo della primavera e i cambiamenti che ci aspettano ho pensato di fare una golosa crostatina primaverile con frolla la cacao senza glutine, una vellutata cremina di mandorle e malto e pere e noci caramellate al concentrato di datteri; una vera golosità 100% senza glutine, zucchero e derivati, con la quale partecipo al bellissimo contest di Senza è buono, perché a noi piacciono le sfide e perché senza è più che buono ;)

Con questa ricetta partecipo alla raccolta L’orto del bimbo intollerante di Senza è buono e Una favola in tavola – Il Mondo di Ortolandia”

image93

Ingredienti (per una tortiera da 18cm):

40 g di nocciole tritate finemente

100-110 g di farina di riso

1 cucchiaio abbondante di cacao amaro

2 cucchiai di malto di riso

30 ml di olio di girasole

30-40 ml circa di acqua

1/2 cucchiaio di lievito

Per il ripieno:

4 perine abate (o 2 grandi)

2 manciate generose di noci

2 cucchiai di concentrato di dattero

200 g di malto di riso

100 g di mandorle pelate

50 g di amido di mais o mix senza glutine

270-300 ml di acqua

Per prima cosa preparare il ripieno. Tagliare a cubettini le pere dopo averle lavate e mondate (io ho comunque lasciato la buccia perché rimanessero più compatte) e metterle in una padella antiaderente con le noci e il concentrato di dattero. Cuocere a fuoco medio e mescolare spesso finché, dopo una ventina di minuti circa, le pere e le noci saranno ben caramellate; lasciar raffreddare e dedicarsi alla crema. Per creare il latte di mandorle macinare finemente le mandorle e frullarle con l’acqua, che andrà aggiunta poco per volta. In un pentolino versare circa 250 ml di latte di mandorle, unire il malto e mescolare a fuoco basso in modo che si sciolga per bene. Nel frattempo mescolare l’amido di mais con il restante latte di mandorle e, quando il composto di latte e malto avrà raggiunto l’ebollizione, aggiungerlo poco alla volta mescolando bene con una frusta per non creare grumi. Mescolare energicamente finché la crema non diventerà abbastanza soda ed inizierà a ‘fare le bolle’; lasciar raffreddare e iniziare a preparare la frolla.  Tritare le nocciole fino a renderle quasi burrose, aggiungere la farina di riso, il malto, il cacao amaro ed il lievito. Di seguito aggiungere l’olio a filo, mescolare bene e versare l’acqua poco alla volta, regolandosi sulla quantità necessaria. Impastare bene e lasciar riposare il panetto una ventina di minuti (fuori frigo). Oliare leggermente la tortiera e rivestirla con la frolla al cacao, lasciandola alta circa 3-4 mm. Riempire con le pere e noci caramellate e infornare a forno già caldo a 175° per 25 minuti circa. Lasciar raffreddare completamente (anche se nessuno vieta di rischiare di scottarsi per assaggiare qualche noce caramellata che ‘sicuramente’ è di troppo e rischia di stonare con l’equilibrio cosmico del dolce, anzi è un nostro dovere!!) e servire accompagnata da tè nero alla pera o da un english breakfast ;)

Buona settimana ;)

Annunci

Primavera nel piatto: quinoa con asparagi e cipollotti

 photo 20150428_190252_zpszsxswhss.jpg

“Cosa prepari oggi?!”

“Beh pensavo di fare un po’di quinoa con le verdure, magari con gli asparagi, li adoro!”

“Chi-.. che?”

È capitato anche a voi? A me spessissimo, ma il vero problema è quando inizi a spiegare questo ingrediente sconosciuto. Solitamente l’interlocutore si guarda intorno spaesato, cercando di non far notare il proprio disappunto e conclude con frasi del tipo “Ah, si ma allora è tipo il miglio. Nono quella cosa la faccio mangiare agli uccellini”. Medesima reazione verso il porridge “Avena??! Ma non sei mica un cavallo”.

11264916_471733286336826_4906017891292121411_n

Vediamo allora che cos’è questa fantomatica quinoa, tanto di moda e anche tanto snobbata. Prima di tutto bisogna specificare che la quinoa di per se non è effettivamente un cereale, nonostante i suoi semi siano ricchissimi di amido, viene considerata uno pseudocereale, fa infatti parte della stessa famiglia di spinaci e barbabietole. I semini della quinoa, cioè la parte della pianta che solitamente ci troviamo nel piatto, sono vagamente somiglianti al miglio, molto energetici (60/70% di carboidrati) e proteici, ricchi di sali e microelementi (come manganese, potassi, ferro, fosforo, zinco e vitamine A ed E), un preziosissimo tesoro alimentare. Appurato che ci troviamo di fronte ad un cibo che tutti noi dovremmo consumare per le sue proprietà benefiche ora vediamo come consumarlo.

 “Eh si non dev’essere facile cucinare queste cose, hai bisogno di tempo. Io?! no seeee, io di tempo non ne ho mica, butto la pasta e via, così faccio prima!”

Sbagliato, sbagliatissimo! La preparazione della quinoa è semplicissima, simile alla preparazione del riso, anzi molto più semplice. Si inizia sciacquando bene i semi per eliminare una sostanza chiamata saponina che li renderebbe amari in cottura, dopodiché si cuoce in pentola con una quantità di acqua doppia rispetto al peso della quinoa, si fa arrivare a bollore l’acqua a fuoco vivo e poi si abbassa il fuoco al minimo e si mette il coperchio. La quinoa sarà pronta quando l’acqua sarà completamente assorbita. Ed ora siamo pronti a condirla con il sugo o le verdure che più si preferisce, se no la si può cucinare anche “a risotto”, aggiungendo l’acqua poco alla volta; la si può utilizzare per delle polpette, per sformati, addirittura per preparazioni dolci, insomma come al solito questi ingredienti sono terribilmente versatili e  l’unica cosa della quale hanno bisogno per essere cucinati non è il tempo, ma la fantasia e la creatività, quindi sbizzarritevi e giocate con gli accostamenti ;)

Ingredienti (1 porzione):

70 g di quinoa

12 asparagi

2 cipollotti bianchi

vino bianco per sfumare (a piacere)

sale, pepe

Tritare i cipollotti e mondare gli asparagi, privandoli anche delle punte e lasciarle da parte. Coprire la pentola con un velo d’olio e far soffriggere dolcemente le verdure (si può fare anche senza olio mettendo solo l’acqua, come faccio di solito). Nel frattempo sciacquare bene la quinoa e aggiungerla alle verdure. Mescolare bene per farla tostare un pochino e sfumare con il vino bianco, se si preferisce, se no aggiungere acqua poco alla volta. A metà cottura unire un pochino di sale e le puntine degli asparagi, continuando ad aggiungere acqua finché la quinoa non risulterà cotta. A cottura ultimata aggiustare di sale e pepe, servire con un giro d’olio buono e magari un bel bicchiere di vino bianco fresco e profumato ;)

Edit 18.05.2016:

Con questa ricetta partecipo alla raccolta L’orto del bimbo intollerante di Senza è buono e Una favola in tavola – Il Mondo di Ortolandia”

image93

 

 

Mele di polistirolo e plumcake alle fragole

 photo 20150502_163205_zpsba4csato.jpg

È primavera, e credo che fin qui ci eravamo già arrivati tutti viste le ultime giornate dove caldo e sole facevano da padroni. Ma nonostante tutto volevo continuare a credere che l’inizio di maggio fosse solo un prosieguo di aprile e che, così facendo, potessi comunque gustarmi delle ottime mele ancora per un po’. Allora sono andata a fare la spesa dal mio ortofrutta di fiducia e, tra le tante cose, ho preso anche le solite mele trentine, tanto buone e succose, e non troppo fuori stagione, pensavo, visto che il clima trentino è molto più fresco di quello toscano. La mattina dopo, convinta e felice del mio acquisto, non vedevo l’ora di gustarmi la mia mela che, se non si fosse capito, è il mio frutto preferito. Inizio a prepararmi un buon porridge, un tè verde (anche con 25° all’ombra, sì, continuo a bere tè) e a tagliare a pezzettini la mela da tuffare nell’avena cotta. Era una perfetta mattinata di primavera e lì, alla prima cucchiaiata di porridge,  ho compreso e realizzato che il tempo delle mele ahimè era finito e che, a meno che io non voglia mangiare polistirolo, sono costretta ad abbandonarle per un po’ e tuffarmi dentro un cesto di fragole. E così ho fatto!

Ingredienti:

120 g di farina integrale

80 g di farina di mais fioretto

130 g di malto di riso

1 banana matura schiacciata

45 ml di olio evo

1 bustina di lievito

6 fragole a pezzettini + 3 per la decorazione

acqua

Mescolare la farina integrale con quella di mais e aggiungere il lievito.  In un’altra ciotola schiacciare bene la banana con il malto,  aggiungere l’olio e gli ingredienti secchi poco alla volta sempre mescolando. Aggiungere acqua quanto basta, circa mezzo bicchiere, e, per ultimo le fragole a pezzettini. Mescolare delicatamente e versare in una teglia da plumcake. Infornare a 175º/ 180º per mezz’ora/ quaranta minuti.

Buon inizio settimana e buona primavera, io scappo a fare un giro in bici ;)

 

Edit 18.05.2016:

Con questa ricetta partecipo alla raccolta L’orto del bimbo intollerante di Senza è buono e Una favola in tavola – Il Mondo di Ortolandia”

 

image93