Patate al curry con riduzione al vino e uno nuovo arrivato in famiglia

 photo DSC_0867_zpscrpnmjzo.jpg

Il 2017 si è aperto con una bellissima novità, la famiglia si è allargata e abbiamo una piccola palletta pelosa che si aggira per l’appartamento, ovviamente sotto l’attentissima supervisione della regina di casa che, con una serie indefinita di versi e soffiate,  ricorda continuamente al povero micetto dal carattere da bodhisattva chi è che comanda, anche se, tuttavia, quella che se la fa sotto è proprio lei. Inizialmente eravamo molto perplessi, il carattere di Therin è tremendamente schivo (con qualsiasi persona estranea e/o animale, anche se ne ha visti pochi essendo vissuta in appartamento) e timoroso, quindi eravamo incerti se fare o meno questo passo importante. Non volevamo in nessun modo turbarla o farla sentire trascurata ma la voglia di adottare un altro micio si faceva sentire sempre di più. Inoltre, a causa dei nostri orari a lavoro, eravamo costretti a lasciarla da sola per diverse ore il giorno e, per quanti giochini le avessimo preso, non ero mai tranquilla ad uscire per molto tempo temendo che potesse soffrire, anche se poco, la solitudine. Molti dicono che il gatto non è un animale sociale, che sta bene da solo, ma sinceramente, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, posso affermare che questa non è una verità assoluta; certo, ci sono sicuramente gatti che preferiscono starsene per conto proprio ma in definitiva il rapporto che un gatto ha con i suoi umani non potrà mai essere paragonato a quello che ha con i propri simili, per questo, secondo me, è necessario un confronto, è necessario il gioco tra gatti, la lotta e anche le soffiate, sono tutte cose che fanno parte del loro universo e, sinceramente, non ci sembrava giusto precludergliele. Così, in un’assolata giornata invernale è arrivato il maschietto di casa, Zephacleas, un cucciolo di cinque mesi che promette di diventare un bellissimo gattone (pesa già 3 kg a confronto con Therin che, a un anno e mezzo, ne pesa 4,1!!!!), armato di calzini bianchi sul davanti e calzettoni sulle zampette inferiori si è fatto spazio nel nostro cuore e in casa con una velocità impressionante. Appena ha posato i suoi gommini pezzati nel nostro appartamento abbiamo capito che era amore: è il tipico micio-peluche, morbido (quasi da sembrare liquido e privo di uno scheletro), coccolone e pronto a farsi fare di tutto, dai bacini sulla pancia allo stare in braccio a mo’ di bebè. Therin inizialmente, com’era logico aspettarsi, non l’ha presa molto bene, tendeva a soffiargli in continuazione e ad evitare qualsiasi contatto, con il passare dei giorni però il timore sembra affievolirsi per lasciar posto alla curiosità e alla voglia di stare insieme. I due ora iniziano a giocare, a farsi gli agguati e a rincorrersi. Con il tempo sono sicura che riusciranno ad apprezzarsi sempre di più, nel frattempo non posso certo lamentarmi, dopo solo una settimana le cose sono migliorate radicalmente!

Per l’occasione ho pensato di cucinare una cosa che ricordasse l’inizio dei rapporti, che siano di amicizia o amorosi, inizialmente caratterizzati dall’energia della passione e frammentati da qualche piccola asprezza, tipica delle cose appena nate, non ancora mature. In questo caso ho scelto come ingrediente primario le patate che rappresentano perfettamente il carattere del nuovo arrivato e che, cotte in questo modo, sprigionano un’energizzante aroma di curry mitigato dalla riduzione al vino dolce-aspra creando un connubio perfetto e completando un perfetto quadretto chiamato famiglia!

  photo 1f158133-8292-45b5-aff4-14729971bf12_zpskpywtiqu.jpg

Ingredienti:

patate di piccole dimensioni

vino rosso, possibilmente morbido e corposo

zucchero

1 cucchiaio di curry

sale e pepe

olio evo

Lavare bene le patate sotto l’acqua corrente (se necessario utilizzare anche una spugnina in modo da eliminare tutte le impurità e la terra in eccesso) senza sbucciarle, tagliarle in quattro e mettere in una ciotola capiente. A parte prepariamo la riduzione di vino rosso: mettiamo vino e zucchero in una padella (2 cucchiaini di zucchero ogni 100 ml di vino) e lasciamo cuocere a fiamma  bassa finché il composto non sarà abbastanza addensato. A questo punto condire le patate con sale, pepe, il cucchiaio di curry e una spruzzata d’olio, mescolare bene in modo da amalgamare tutti i sapori e versare le patate ben condite in una teglia antiaderente che cuoceremo a 180° per 35 minuti circa, finché le nostre patate non avranno fatto una bella crosticina esterna e saranno morbidissime all’interno. Innaffiare le patate con la riduzione al vino rosso e servire.

Buon appetito ;)

Ps. Le bellissime tovagliette nella foto sono un regalo di mia madre, amorosamente e meravigliosamente ricamate da lei ♥♥

Insalata di patate alla tedesca

 photo DSC_0614_zps53pa2nin.jpg

Quando andavo alle elementari ero perseguitata da una sorta di maledizione: ovunque andassi un sacco di bambine si chiamava con il mio stesso nome ed io venivo chiamata per cognome o soprannome. Una cosa da niente, certo, per un adulto non ha molta importanza ma per una bambina e in particolar modo per me ce l’aveva. Ho sempre sognato infatti di chiamarmi in modo strano, con un nome esotico, che nessuno avrebbe storpiato, abbreviato o sostituito con il cognome. Caso vuole però che proprio una di queste mie omonime fosse la mia migliore amica, una bambina dolcissima con la quale passavo intere giornate a giocare e che riusciva a capire il mio disagio legato al nome, essendo anch’essa “vittima” di storpiature varie. Una cosa che ricordo benissimo, oltre alle stupende giornate spensierate che passavamo assieme, sono i manicaretti di sua mamma, di origine tedesca, che mi mettevano di fronte a sapori nuovi, particolari e gustosi. Il piatto al quale sono rimasta più affezionata è sicuramente l’insalata di patate fatta come la faceva sua mamma (che fortunatamente poi l’ha insegnato alla mia!), perfetta sia d’inverno che d’estate, per me è una sorta di comfort food salato, godurioso ma da mangiare con moderazione :b

Ingedienti:

4 patate medio/piccole

150/200 ml circa di brodo vegetale

1 cipolla rossa di tropea (fresca)

Salsa di soia

Aceto di vino bianco

3/4 cucchiai di olio evo

Mettere le patate a bollire con  abbondante acqua e nel frattempo preparare il brodo e tritare finemente la cipolla (io ne ho usata una molto grande). Quando le patate saranno lesse sbucciarle ancora calde e riporle dentro una ciotola. Spezzarle grossolanamente, aggiungere la cipolla, un giro di salsa di soia bello generoso, una spruzzata di aceto di vino bianco, l’olio  e il brodo vegetale. Scalzare le patate e far sì che il brodo penetri per bene al di sotto (versarlo poco alla volta, l’effetto finale non deve assolutamente essere liquido, quindi ne potrebbe bastare anche meno), assaggiare e, in caso aggiustare di sale. Lasciar riposare l’insalata di patate per almeno un’ora e servirla accompagnata con le  verdure che più vi piacciono. Unico consiglio: se pensate di prepararla in inverno è imbattibile servita assieme ai crauti :)

Happiness is only real when shared

 photo 1938f20c-bc42-4a9a-a88e-c2b6b5de5a23_zpsvdxnzprq.jpg

Da circa una settimana una delle mie migliori amiche è partita per l’Australia dove starà (per il momento) solo (solo?!oddio no è tantissimo) sei mesi. Si chiama Nicole, l’autrice di questo meraviglioso blog, la conoscete? Beh conoscetela, seguitela e appassionatevi alle sue vicende talvolta tragicomiche, alla sua naturalezza, semplicità e dolcezza, alla sua capacità di parlare di argomenti forti e controversi in maniera divertente ma senza sminuirne l’importanza (la trovate anche su youtube, dove gestisce anche la posta del “quore” con lo pseudonimo di NiQ, ma nessuno sa che è lei, shhh!). Cosa stavo dicendo? Ah si, Nicole è partita, ed io e Viola la supportiamo quotidianamente da lontano grazie ai potenti mezzi della tecnologia. Sinceramente la sua partenza mi ha fatto riflettere,  non sono mai stata così lontano da una di loro; inseparabili al liceo, con il passare degli anni ognuna ha preso la sua strada, ma siamo sempre rimaste unite, nonostante gli spostamenti in su e giù per l’Italia c’è sempre stato un legame e abbiamo sempre trovato il modo di vederci, anche se, in certi periodi, molto poco. E ora mi trovo a pensare a tutte le vicende trascorse, al bellissimo presente e al futuro ancor più bello che ci aspetta, a tutte le cose che abbiamo ancora da vivere e a tutte quelle vissute assieme e non posso che dirvi grazie per la felicità condivisa con voi. E che dire di Alessio? Anche lui storico membro del nostro quartetto (pensavi mi fossi dimenticata eh?! scherzetto!), il mio primo compagno di avventure nerdiche e di sessioni di gioco che si prolungavano fino alle prime luci dell’alba (e continuavano dopo una bella colazione), grazie amico mio. Ok, ora io sono imbarazzata per la piega sentimentale presa dal mio post e voi sarete altrettanto perplessi, perché alla fine questo è un blog di cucina, mica un diario segreto, ma si sa che senza amore e senza felicità non si può cucinare (almeno cose buone e fatte con il cuore), quindi immersa nella mia gioia vi propongo i miei semplicissimi gnocchi di patate, veloci e buonissimi, 100% vegetali e dalla consistenza così vellutata che si sciolgono in bocca ;)

 photo 20150224_190954_zpsxqcgiyze.jpg

Ingredienti:

250 g di patate cotte al vapore o lesse

80 g circa di farina tipo 1 (circa un terzo del peso delle patate)

sale

pepe

Per prima cosa cuocere le patate al vapore oppure lessarle, con la buccia però, mi raccomando, almeno assorbiranno meno acqua. Infilzare le patate con una forchetta per controllare la cottura e quando saranno pronte spellarle da calde (e gioia e giubilo per le nostre povere dita) e schiacciare in una ciotola con lo schiacciapatate o con la forchetta. Lasciar intiepidire un pochino (se le patate sono troppo calde tendono ad incorporare più farina) ed iniziare a versare la farina, poco per volta, mescolando con un cucchiaio e poi impastando con le mani, ma non con troppa forza. Quando l’impasto avrà una consistenza lavorabile fare dei filoncini e tagliarli a pezzettini di 1/2 cm a seconda del tipo di gnocco che volete fare, se delle palline o gnocchetti un po’ più grandi con le righe. Lasciarli riposare un quarto d’ora circa e poi tuffali in acqua bollente con un cucchiaio di olio per non farli attaccare. Quando verranno a galla saranno cotti e pronti per essere spadellati con il sugo preferito.

Buon inizio settimana ;)

Torta salata di patate cipolle e porri

 photo 20140227_154321_zpsxqn04ftv.jpg

Durante le cene tra amici, gli apericena casalinghi o le feste, le torte salate non mancano mai (fortunatamente!). Semplici, veloci, perfettamente customizzabili e d’effetto sono una prelibatezza a cui è difficile rinunciare e di cui, ovviamente, vado pazza! Oltre ad essere un ottimo piatto che, quasi sempre, mette d’accordo tutti le torte salate sono anche un favoloso espediente “svuota frigo”, quando, il giorno prima della data designata “alla spesa”, si ha solo qualche pezzo di verdura solitaria che occhieggia nel frigo e, per i più fortunati, magari anche qualche rimasuglio di tofu! Dopo aver visto di recente la quiche della Capra e l’altrettanto favolosa crostata di radicchio di Peanut la voglia di una bella torta salata, croccante e saporita era irrefrenabile. L’occasione di dare sfogo a questo desiderio si è presentata proprio qualche sera fa, in uno di quei momenti pre-giorno di spesa, quando grattare i rimasugli dal frigo e dalla dispensa e mescolarli insieme rimane l’unico modo serio di cibarsi, e mica c’è andata male! :)
Per la pasta :

150 g di farina di grano duro Senatore Cappelli

30 g di farina di tipo 1 Floriddia

20 g di cruschello

un pizzico di bicarbonato

un pizzico di sale

3 cucchiai d’olio di oliva

acqua fredda

Per il ripieno:

1 cipolla bionda media

1 porro

2 patate grandi

sale

pepe

prezzemolo

rosmarino

erbette miste secche

Preparare la pasta mescolando in una ciotola le farine, il cruschello, il pizzico di bicarbonato, il sale e i cucchiai d’olio. Impastare il composto in modo che l’olio venga assorbito donando una consistenza briciolosa alla farina e aggiungere, un cucchiaio alla volta, acqua fredda. Impastare bene fino al raggiungimento della consistenza desiderata e lasciar riposare in frigo per una mezz’oretta. Nel frattempo tagliare grossolanamente la cipolla ed il porro e stufarle in padella con un pochino di acqua e un rametto di rosmarino, cuocendole con il coperchio. Dopo una decina di minuti o poco più aggiungere alle verdure anche le patate tagliate a rondelle di mezzo centimetro circa, aggiungere un pochino d’acqua o brodo vegetale e lasciar cuocere ancora un quarto d’ora. A cottura ultimata delle verdure aggiustare di sale, pepe, prezzemolo tritato ed erbette a piacere. Togliere la pasta dal frigo e stenderla alta circa mezzo centimetro, ricoprire bene una tortiera precedentemente oliata (ho utilizzato una teglia da crostate di 22-24 cm di diametro) e riempire con le verdurine ormai intiepidite, spargendole in modo uniforme. Cuocere a 180° per 30 minuti circa. Servire tiepida, o, anche meglio, fredda; meglio ancora il giorno dopo :)

Buon lunedì!

Questa ricetta partecipa all’iniziativa 100% VEGETAL MONDAY!

http://lacucinadellacapra.wordpress.com/2013/02/18/100-vegetal-monday/

 photo 100-veg-monday-logo_zps1c27bd84.jpg