Alla scoperta del divino nettare: Idromele

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Infine, Gandalf spinse via piatto e boccale – aveva mangiato due enormi filoni di pane (con una montagna di burro, miele e fiocchi di crema di latte) e bevuto almeno un litro di idromele – e tirò fuori la pipa. […] Ma che bellezza! Questo si che è un posto splendido per fare anelli di fumo”. E così per un bel po’ non riuscirono a cavargli fuori nient’altro, occupato com’era a lanciare in aria anelli di fumo che andavano ad attorcigliarsi intorno ai pilastri della sala, trasformandosi in una varietà di forme e colori, e facendoli poi fluttuare in maniera che si rincorressero a vicenda fuori dal buco sul tetto.

[ Lo Hobbit ]

Che sia Gandalf a berlo, gli Alti Elfi o personaggi di semplici racconti  fantastici ambientati in Egitto o tra i Celti o Vichinghi, questo nettare degli Dei mi ha sempre incuriosito. Caso vuole che, durante una fiacca serata di lavoro mi fossi messa per caso a sbirciare tra i libricini di liquori home made di mio padre, e che ti ci trovo?! Ecco che, scritto a caratteri cubitali,vedo la ricetta dell’idromele, con tanto di storiellina correlata accanto. E siccome era tanto che volevo farlo ed il libricino era veramente troppo bellino che mi saprebbe dispiaciuto chiuderlo e rimetterlo nel cassetto, ho preso baracca (senza burattini perché mi spaventano), spezie, limoni, alcol e barattolini, e via di idromele!

Ingredienti:

400 g di miele

2 g di stecca di cannella

2 chiodi di garofano

1 limone

3,5 dl di alcol 80°

1 l di acqua

Mescolare insieme l’alcol, la scorza del limone privata della parte bianca, la cannella e i chiodi di garofano. Mettere tutto in un barattolo chiuso e lasciar macerare per una decina di giorni. Trascorso il tempo filtrare il liquido e mettere da parte. Far bollire il miele con l’acqua in un pentolino finché il volume del composto non è dimezzato, lasciar raffreddare e unire all’alcol aromatico. Imbottigliare, possibilmente in delle belle bottigline, chiudere con cera lacca e strappare dopo due mesetti (io la sera stessa ma non faccio testo :b).

Bene vi lascio con questa ricettina e vado a preparare la valigia per l’Irlanda, domani gli hobbit partono per Dublino, ci vediamo fine settimana prossimo! ;)

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Di ritorno all’uscio dal quale la Via parte e la marmellata di fichi

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“La Via prosegue senza fine
Lungi dall’uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo seguirla a ogni costo
Rincorrendola con piedi stanchi
Sin all’incrocio con una più larga
Dove i uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.”

“Sembrano versi del vecchio Bilbo”, disse Pipino […] “Certo mi ricordano molto il Bilbo degli ultimi anni prima della partenza. Diceva spesso che la Via è unica, ed è come un grande fiume: le sue sorgenti si trovano davanti a ogni singola soglia, e ogni sentiero ne è l’affluente . ‘È pericoloso e impegnativo uscire di casa, Frodo’ mi ripeteva sempre. ‘Cammini per strada e, se non fai attenzione, chissà fin dove sei trascinato […]”. “Ebbene la strada non mi trascinerà in nessun posto, almeno per un’ora” sentenziò Pipino, liberandosi dal peso del suo fagotto.

[Il Signore degli Anelli]

Così come Pipino si libera dal suo fagotto per riposarsi un’ora davanti a una bella colazione, così io mi lascio alle spalle la stagione di lavoro massacrante per avvicinarmi a periodi più tranquilli e alla possibilità di riprendere in mano tutto ciò che va al di fuori della sfera lavorativa, nonché tutta la mia vita, mentre anelo a quei giorni in cui non sarà più un lusso impossibile mettersi a leggere un libro.

E ritorno qui dopo due mesi di lavoro full-time senza giorno libero, stanchissima ma piena di aspettative e idee per questo inverno, mi sento come se fosse fine anno, pronta a redigere la mia lista di buoni propositi per l’anno nuovo. Evito di perdermi in elucubrazioni e racconti della mia stagione, a nessuno piacere leggere racconti di lavoro altrui e io stessa non ho voglia di perdere anche il poco tempo libero che ho parlandone, quindi parto subito con i buoni propositi e i progetti vari ancora in embrione, che sono sicuramente più interessanti: per prima cosa devo riprendermi tutto il tempo per finire la saga de “La Ruota del Tempo”, leggere veloce in qualche momento di pausa rubato non è il massimo, ho un estremo bisogno di starmene accoccolata sul letto con una tazza di tè fumante accanto. Avere del tempo da dedicare alla mia dolce metà, lavoriamo insieme ma, sembra assurdo, non stiamo mai assieme; sperimentare, provare, scoprire nuove ricette e cucinare le mie preferite; viaggiare il più possibile, in ogni modo, con ogni messo e in ogni dove, che sia con la fantasia, con la mente, una semplice passeggiata sulle montagne dietro casa o al mareo, più lontano, come il viaggio programmato a Ottobre in Irlanda. Dipingere insieme al mio nerd-hobbit le numerose miniature dell’esercito Dark Eldar di WarHammer 40.000; stare con la mia famiglia come si deve, senza inghippi lavorativi nel mezzo, sistemare l’appartamento, dipingerlo, comprare la cucina, nuovi mobili e accessori geek per addobbarlo a dovere. stare assolutamente con le mie meravigliose amiche (quasi più sorelle, per l’esattezza), che mi mancano sempre da impazzire. Andare al cinema con una rigorosa vasca di pop corn da sgranocchiare senza ritegno; riprendere gli studi, migliorare (e ricordare) il mio giapponese e perfezionare l’inglese, mettermi alla ricerca di un impiego che mi permetta di sfruttare il mio bagaglio universitario. Passare una serata a cena fuori; ascoltare buona musica girando in bicicletta; imparare tassativamente a nuotare; girare per il centro tra negozi e librerie e concludere con una bella passeggiata sul mare  piedi nudi. E, infine, riposarmi il più possibile.

Le cose sono tante, ma nel frattempo sono riuscita a soddisfare almeno una parte piccolina di un punto sopracitato con la preparazione della marmellata di more, colte nel bosco con il babbo-hobbit. Questa è stata la mia prima prova di marmellata sugar free, completamente inventata ma abbastanza soddisfacente e, sull’onda dell’entusiasmo, non ho potuto fare a meno di acquistare il libro “Confetture al naturale” di Federica del Guerra, Terra Nuova Edizioni, che mi accompagnerà in questa nuova avventura tra preparazioni marmellatose. La prima sperimentata è stata quella di fichi, cosa molto strana, doto che, ogni qual volta mi trovi di fronte a tonnellate di fichi, magicamente, non ne rimane abbastanza per la marmellata, ma questa volta la curiosità ha dato un freno alla gola per poter sperimentare questa deliziosa marmellatina, completamente sugarfree e 100% naturale, solo con frutta, succo di mela e limone.

Ingredienti:

2,5 kg di fichi

2 bicchieri circa di succo di mela

il succo di mezzo limone

Per prima cosa tagliare i fichi a metà e lasciarli a macerare in una ciotola grande con il succo di mela e il succo di mezzo limone per circa un’ora. Dopodiché mettere la frutta  in una casseruola dal bordo alto e cuocerla inizialmente a fiamma vivace. Quando raggiunge il bollore, abbassare la fiamma e lasciar cuocere, mescolando spesso. La marmellata sarà pronta quando avrà raggiunto la giusta densità in modo da “superare” la prova piattino. A questo punto potete frullarla o lasciarla a pezzettoni, come ho fatto io, metterla nei vasetti e lasciarli capovolti per almeno 48 ore. Deliziosa sul pane integrale e con i formaggi!

A breve marmellata di more, di fragole e di limone,

Buon lunedì ;)

Questa ricetta partecipa all’iniziativa 100% VEGETAL MONDAY!

http://lacucinadellacapra.wordpress.com/2013/02/18/100-vegetal-monday/

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Crostata di more del Puledro Impennato

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“Quando il signor Cactaceo e Nob tornarono con le pietanze, essi si erano già lavati e tracannavano grossi bicchieri di birra. La tavola fu apparecchiata in un batter d’occhio. C’erano minestra calda, carne fredda, una crostata di more, pagnotte di pane fresco, panetti di burro e una mezza forma di formaggio invecchiato; l’insieme poteva competere con i migliori pasti della Contea e il buon cibo semplice e sano dissipò gli ultimi dubbi di Sam (già notevolmente diminuiti dalla bontà della birra).”

[Il  Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello]

Sono sicura che nella loro crostata le more erano freschissime e immerse in una deliziosa e morbida crema al latte. Beh, noi, che le more fresche non ce l’abbiamo, ci siamo limitati a una buona marmellata di frutta e, ahimè, senza aggiunta di cremine varie (ma rimedierò con la crostata di more 2.0!). Una crostatina leggera, dolce e che dà soddisfazione. Attenzione però che se siete come l’altro hobbit qua, che ama le cose dolci, vi conviene aggiungere un po’ di zucchero alla frolla, credo bastino 70 g. Che dire allora, buona colazione / merenda al Puledro Impennato!

Ingredienti:

170 g di farina 1 Floriddia

30 g di crusca di avena

50 g di zucchero di canna grezzo (o  70 g a seconda dei gusti)

30 ml di olio di oliva

1 cucchiaino di lievito

acqua

marmellata di more

Mescoliamo farina con la crusca, lo zucchero, il lievito e  l’olio, e aggiungiamo acqua quanto basta per creare un impasto simile alla frolla. Impastiamo bene e dividiamo l’impasto in due parti, una un pochino più grande dell’altra. Prendiamo la pallina di pasta più grande e stendiamola con il mattarello alta circa mezzo centimetro. Ungiamo bene una teglia per crostate (io ne ho usata una piccolina da 20 cm di diametro) e foderiamo con la frolla, facendola aderire bene ai bordi e alla base. Ricopriamo con la marmellata, una dose generosa ma non troppa se no esce tutta, e mettiamo da parte. Nel frattempo prendiamo l’altra pallina di impasto e la stendiamo sottile per ricavarne le “striscine” da mettere sopra la crostata come decorazione. Finito l’assemblaggio inforniamo a 180° per 30 minuti circa. Servire fredda rigorosamente accompagnata da un infuso fruttato :)

“In realtà io sono uno hobbit (in tutto tranne che nella statura). Amo i giardini, gli alberi e le fattorie non  meccanizzate; fumo la pipa e apprezzo il buon cibo semplice (non surgelato), ma detesto la cucina francese […] Vado matto per i funghi (raccolti nei campi); ho un senso dell’umorismo semplice […]” [ J.R.R. Tolkien ]

Pipa a parte posso dire lo stesso. Nonostante lo smartphone, l’indossare scarpe, la comodità di internet, non c’è “razza” alla quale mi senta più affine degli hobbit. Una hobbit avventurosa, che si è allontanata dalla Contea toscana da circa 3 anni e trasferita in una grigia città del nord  che non le piace per niente. Tuttavia, fortunatamente, mancano solo pochi mesi al mio rientro in patria, ma, come si può immaginare, gli ultimi momenti sono sempre i più duri. Però, come ogni buona avventura che si rispetti, questo viaggio a livello spaziale è stato in parallelo anche un percorso individuale molto importante; ho imparato molto, scoperto nuove passioni e la voglia irrefrenabile di condividerle. Così nascono le interminabili telefonate con mammahobbit sui miei dubbi amletici in ambito culinario “maaaa le patate le lesso prima o no?, ma la temperatura sarà troppo alta?, forse ci vuole un pochino più di cannella, che dici?”, ed il mio appartamento diventa un laboratorio di esperimenti, che, molto spesso, lasciano il segno… sia olfattivo che visivo (come le “profumatissime” zuppe di cavolo e cipolla che solitamente cucino la sera!!). Sono una hobbit che ama cucinare e, naturalmente, mangiare! Considero i momenti dedicati ai pasti come qualcosa di mistico e magico, momenti importanti della giornata in cui ti fermi e ti metti a sedere con la famiglia, il compagno hobbit o chicchessia, assapori un buon piatto, parli della tua giornata, nel tuo ambiente confortevole e caldo. Il pranzo e la cena “sanno di famiglia”; per non parlare della colazione!

Bene, dopo questa lunghissima introduzione (il mio standard solitamente sono messaggi stile telegramma!) inizio questo blog, per condividere le avventure culinarie (e non solo!) di una hobbit vegetariana e un po’ matta, che vive nel suo buchetto con il compagno hobbit (amante di gilet e panciotti lui!), primo giudice/cavia dei miei “artistici” esperimenti.