Salame al cioccolato, mandorle e mandarino

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“Vedo che cominciano ad arrivare,” disse il nano […] “Balin, al vostro servizio!” “Grazie!” disse Bilbo sbigottito. Non era la risposta giusta, ma la frase cominciano ad arrivare l’aveva sconvolto. I visitatori gli piacevano, ma gli piaceva conoscerli prima che arrivassero, e preferiva essere lui a invitarli. Fu colto dal terribile sospetto che le torte potessero scarseggiare, e che a quel punto – come anfitrione conosceva il suo dovere, e lo faceva anche se doloroso – gli sarebbe toccato rinunciare alla sua. […] “Proprio una bella combriccola! Spero che ci sia ancora qualcosa da mangiare per i ritardatari! Cosa ci sarà? Del tè? No grazie tante! Per me un goccio di vino rosso, direi.” “E anche per me,” disse Thorin. “E marmellata di lamponi e torta di mele!” disse Bifur. “E crostata di mele e frutta secca e formaggio!” disse Bofur. “E pasticcio di maiale e insalata!” disse Bombur. “E ancora dolci! e birra! e caffè! se non vi dispiace…”

[J.R.R. Tolkien- Lo Hobbit]

Vi siete mai trovati in una situazione simile?! Beh non proprio come quella del povero Bilbo (fortunatamente!) ma le situazioni tipo “Ah si, stasera abbiamo persone a cena, te l’avevo detto?! No?! Ah, bene ora lo sai. Che cucini? Ma un dolcino ce lo fai vero?”. Queste situazioni scatenano il panico allo stato puro e, guarda caso, capitano quai sempre quando la dispensa ed il frigo sono più vuoti di una zucca. Fortuna che il riso in casa non manca mai e risolviamo facilmente con una bella risottata, un po’ di pinzimonio e qualche veg burger che tengo di scorta per le situazioni disperate. E il dolcino? Non ci sarebbe alcun problema, potrei fare una bella torta di mele, veloce, semplice e buonissima, se non fosse che sono ancora senza forno. Che fare allora con poche ore di tempo e niente forno? La risposta sa di cioccolato, di biscotti tritati, frutta secca e mandarino, un goloso salame al cioccolato, velocissimo da preparare, con tempi di riposo un po’ più lunghi rispetto a una torta, ma cosa importa?! La serata è lunga, avrà tempo di riposare al fresco le giuste ore prima di essere avidamente spolverato.

Ingredienti:

150 g di cioccolato fondente al 90%

150 g di biscotti secchi o frollini

una manciata di frutta secca (mandorle, noci brasiliane, nocciole)

la scorza di un mandarino

acqua o latte di soia

Iniziare tritando le frutta secca in modo grossolano, la scorza di mandarino e lasciare da parte. Mettere i biscotti in un sacchetto e schiacciarli bene con un mattarello (cercando di non rompere la busta) per tritarli un po’ e trasferirli in una ciotola assieme alla frutta secca e alla scorza di mandarino. Sciogliere il cioccolato a bagno maria con un pochino di acqua o latte di soia e versarlo sugli altri ingredienti. Mescolare con un cucchiaio e verificare la consistenza, deve essere lavorabile ma non troppo appiccicosa. Regolare di acqua o latte (ce ne vuole veramente pochino, se no si rischia di bagnare troppo l’impasto) e impastare con le mani, cercando di dare la classica forma cilindrica del salame. Avvolgere con la carta stagnola e riporre in frigo qualche ora, meglio ancora tutta la notte.

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Crostata di more del Puledro Impennato

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“Quando il signor Cactaceo e Nob tornarono con le pietanze, essi si erano già lavati e tracannavano grossi bicchieri di birra. La tavola fu apparecchiata in un batter d’occhio. C’erano minestra calda, carne fredda, una crostata di more, pagnotte di pane fresco, panetti di burro e una mezza forma di formaggio invecchiato; l’insieme poteva competere con i migliori pasti della Contea e il buon cibo semplice e sano dissipò gli ultimi dubbi di Sam (già notevolmente diminuiti dalla bontà della birra).”

[Il  Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello]

Sono sicura che nella loro crostata le more erano freschissime e immerse in una deliziosa e morbida crema al latte. Beh, noi, che le more fresche non ce l’abbiamo, ci siamo limitati a una buona marmellata di frutta e, ahimè, senza aggiunta di cremine varie (ma rimedierò con la crostata di more 2.0!). Una crostatina leggera, dolce e che dà soddisfazione. Attenzione però che se siete come l’altro hobbit qua, che ama le cose dolci, vi conviene aggiungere un po’ di zucchero alla frolla, credo bastino 70 g. Che dire allora, buona colazione / merenda al Puledro Impennato!

Ingredienti:

170 g di farina 1 Floriddia

30 g di crusca di avena

50 g di zucchero di canna grezzo (o  70 g a seconda dei gusti)

30 ml di olio di oliva

1 cucchiaino di lievito

acqua

marmellata di more

Mescoliamo farina con la crusca, lo zucchero, il lievito e  l’olio, e aggiungiamo acqua quanto basta per creare un impasto simile alla frolla. Impastiamo bene e dividiamo l’impasto in due parti, una un pochino più grande dell’altra. Prendiamo la pallina di pasta più grande e stendiamola con il mattarello alta circa mezzo centimetro. Ungiamo bene una teglia per crostate (io ne ho usata una piccolina da 20 cm di diametro) e foderiamo con la frolla, facendola aderire bene ai bordi e alla base. Ricopriamo con la marmellata, una dose generosa ma non troppa se no esce tutta, e mettiamo da parte. Nel frattempo prendiamo l’altra pallina di impasto e la stendiamo sottile per ricavarne le “striscine” da mettere sopra la crostata come decorazione. Finito l’assemblaggio inforniamo a 180° per 30 minuti circa. Servire fredda rigorosamente accompagnata da un infuso fruttato :)

La zuppa di cipolle e il Natale

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È   Natale e due certi hobbit sono tornati nella loro amata Contea, anche se solo per pochissimo, giusto il tempo di godersi una bella cena natalizia in famiglia, bere del buon vin brulè e scartare i regali. Come ogni anno l’atmosfera natalizia è nell’aria, e mi crogiolo nel suo calore, tra il dolce profumo di biscotti,  le brillanti luci della città agghindata a festa e la voglia di stare con chi ami. Questo è l’anno in cui si rompono delle tradizioni, se ne portano di nuove e se ne perpetuano altre. La cena tradizionale in famiglia verrà “rinnovata” dalla mia presenza dietro i fornelli, per la creazione di un gustoso banchetto totalmente vegetale e legumoso; seguito dal nostro abituale vin brulè accompagnato da uno speziatissimo e profumatissimo pain d’épices de noel.  Dopodiché seguirà la nostra rituale partita all’ultimo sangue a Pictionary, costellata da risate e da tazze fumanti di (altro!) vin brulè! In fine, tra baci a abbracci alcolici ci sarà lo scambio dei regali, una smangiucchiatina di pandoro o di panettone e via, tutti a letto, felici e con le gote rosse! 

Per l’occasione speciale volevo un primo dal sapore particolare, che scaldasse il cuore, ma che non riempisse troppo. La scelta allora è caduta sulla cipolla: buonissima, diuretica, “antibiotica” e con innumerevoli proprietà benefiche. E che zuppa di cipolla sia!

Ingredienti per circa 4 porzioni:

1 kg circa di cipolle bionde

brodo vegetale

una foglia di alloro

due bei cucchiai colmi di farina

olio extravergine di oliva

erbe aromatiche (io ho usato un mix di 10 erbette secche)

Tritare la cipolla finemente, cercando di fare pezzettini più o meno tutti uguali. Ungere leggermente una pentola capiente, trasferire il trito di cipolla, mescolare bene e lasciar cuocere a fuoco bassissimo fino a completa doratura (ci vorrà un po’), mescolando di tanto in tanto facendo attenzione che non si bruci. Quando la cipolla avrà assunto un bel color caramello aggiungere due cucchiai abbondanti di farina, mescolare in modo che i pezzi siano ben impastati e sfumare con brodo vegetale caldo. Unire la foglia di alloro e aggiungere ancora brodo vegetale. Lasciate bollire per un’oretta circa (aggiungendo brodo quando serve).  Regolatevi poi a seconda della densità che desiderate ottenere. Nel frattempo tostate il pane (possibilmente fatto in casa..e con la pasta madre eh :b). Assaggiate, aggiustate di sale e aggiungete le erbe aromatiche preferite. La zuppa sarebbe già pronta, ma per renderla ancora più gustosa dividetela in cocottine monoporzione e passatela a gratinare un po’ in forno (per questioni di tempo ho omesso il passaggio, viene buonissima comunque!). Servire con fette di pane tostato e un buon giro d’olio buono!

Buon Natale hobbit!

 

“In realtà io sono uno hobbit (in tutto tranne che nella statura). Amo i giardini, gli alberi e le fattorie non  meccanizzate; fumo la pipa e apprezzo il buon cibo semplice (non surgelato), ma detesto la cucina francese […] Vado matto per i funghi (raccolti nei campi); ho un senso dell’umorismo semplice […]” [ J.R.R. Tolkien ]

Pipa a parte posso dire lo stesso. Nonostante lo smartphone, l’indossare scarpe, la comodità di internet, non c’è “razza” alla quale mi senta più affine degli hobbit. Una hobbit avventurosa, che si è allontanata dalla Contea toscana da circa 3 anni e trasferita in una grigia città del nord  che non le piace per niente. Tuttavia, fortunatamente, mancano solo pochi mesi al mio rientro in patria, ma, come si può immaginare, gli ultimi momenti sono sempre i più duri. Però, come ogni buona avventura che si rispetti, questo viaggio a livello spaziale è stato in parallelo anche un percorso individuale molto importante; ho imparato molto, scoperto nuove passioni e la voglia irrefrenabile di condividerle. Così nascono le interminabili telefonate con mammahobbit sui miei dubbi amletici in ambito culinario “maaaa le patate le lesso prima o no?, ma la temperatura sarà troppo alta?, forse ci vuole un pochino più di cannella, che dici?”, ed il mio appartamento diventa un laboratorio di esperimenti, che, molto spesso, lasciano il segno… sia olfattivo che visivo (come le “profumatissime” zuppe di cavolo e cipolla che solitamente cucino la sera!!). Sono una hobbit che ama cucinare e, naturalmente, mangiare! Considero i momenti dedicati ai pasti come qualcosa di mistico e magico, momenti importanti della giornata in cui ti fermi e ti metti a sedere con la famiglia, il compagno hobbit o chicchessia, assapori un buon piatto, parli della tua giornata, nel tuo ambiente confortevole e caldo. Il pranzo e la cena “sanno di famiglia”; per non parlare della colazione!

Bene, dopo questa lunghissima introduzione (il mio standard solitamente sono messaggi stile telegramma!) inizio questo blog, per condividere le avventure culinarie (e non solo!) di una hobbit vegetariana e un po’ matta, che vive nel suo buchetto con il compagno hobbit (amante di gilet e panciotti lui!), primo giudice/cavia dei miei “artistici” esperimenti.