Profumo di settembre e di colazione croccante ai fichi, uvetta e cioccolato

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Oggi la sveglia è suonata alle 7:01, ho fatto una doccia veloce, una bella colazione energetica e mi sono diretta in palestra a cavallo della mia fidata bici. Ho deciso di non mettere il cardigan, volevo sentire l’aria fresca del mattino accarezzarmi la pelle anche se a metà strada stavo quasi per pentirmene; ma dico io voglio per caso ammalarmi?! Tuttavia in quel momento non mi importava proprio di niente, scacciato mentalmente il freddo ho continuato a pedalare mentre i capelli mi sferzavano le spalle ed il corpo veniva avvolto dalla dolce brezza settembrina. Sorridevo e odoravo l’aria, sapeva di fumo, di legno, di umidità, ma soprattutto sapeva di settembre, che arriva con il suo ineguagliabile profumo di cambiamento, speranza, profumo di casa, di coperte e tè caldi, è il profumo dei ricordi  e mi fa stare veramente bene, mi fa sentire viva e determinata. Peccato che il mio essere terribilmente lunatica mi impedisca di attaccarmi a questa sensazione, la provo, è bellissima, mi sento padrona di me stessa e poi puff di colpo svanisce e mi sento come se fossi cascata da un pero, piena di lividi e senza neanche una misera pera. Almeno ne avessi raccattata qualcuna, mi dico, avrei fatto una buona marmellata, una macedonia, o che so, pere e cannella al forno o…. ed eccola lì, quella piccola entourage di persone a me care che viene a soccorrermi, chi porta acqua fresca, chi del ghiaccio per le escoriazioni, chi crema per i lividi e chi delle pere per non farmi restare troppo delusa dai miei fallimenti; sono sempre lì, pronte a tendermi la mano, a rassicurarmi, ad ascoltare i miei infiniti ragionamenti che inevitabilmente si intrecciano come un labirinto e mi impediscono di trovare l’uscita. La loro presenza è di incommensurabile aiuto, anche se nell’immediato spesso non me ne rendo conto, ho bisogno di metabolizzare con i miei tempi e riuscire a capire da sola come sciogliere la matassa. Tuttavia non posso negare di essere una persona altamente sensibile (anche se cerco di mascherarlo spesso), misantropa ma recettiva all’empatia, tanto che anche  solo  con qualche piccolo gesto o input esterno la mia giornata migliora drasticamente. Basta un sorriso, una parola distratta, un consiglio che viene dispensato distrattamente, tutto conta e  ogni piccolo gesto, qualsiasi cosa, benché minima e all’apparenza insignificante, può essere una piccola ancora di salvezza per qualcun’altro. Ognuno di noi può fare la differenza ed è bene tenerlo sempre a mente quando ci troviamo di fronte ad un altro essere vivente (sìsì, anche con gli animali, non vi è mai capitato che le fusa di un micio vi migliorassero l’umore?), cerchiamo di entrare in contatto con la nostra empatia e di trasmetterla, perché non c’è cosa più bella di riuscire a far sorridere qualcuno. Ed io ora, proprio in questo momento, sto sorridendo. Perché?! Perché oltre a tutte le cose belle che la vita mi offre e per le quali sono mooolto grata, ho appena ricevuto una mail con le istruzioni  per l’iscrizione e la partecipazione al corso di sommelier che inizierò a breve, perché tra poco parto alla volta della Polonia con la mia Viola (Niki dovevi esserci anche tu!), perché a fine ottobre andrò a trovare i castagni Raimondo e Lino (rispettivamente mio figlio e fratello) per poter raccogliere i loro bellissimi frutti, perché fuori è più fresco e perché partecipo al primo contest del buco hobbit, creato da La tana del riccio. Favolosa come sempre questa volta propone un contest sulla colazione che, come probabilmente si può intuire dai miei post, è il mio pasto preferito. Una colazione sana, lenta, energetica e senza crudeltà, la mia colazione perfetta! E devo assolutamente ringraziarla per aver creato un contest così perfetto per i miei gusti anche non sapendolo :b

Ma qui il dramma, con cosa partecipo?! Avevo subito pensato al porridge, già postato qui, è la mia colazione quotidiana, è energetico, buono, veloce e sano, ma non me la sentivo di ri-condividere una mini preparazione striminzitina; allora i pancake?! una crostata? torta di farro? biscotti alla frutta secca? Beh dopo un brainstorming di settimane, signore e signori, rullo di tamburi, ha vinto la granola! Questa ricetta è simile a quella già postata qui, solo un pochino più autunnale. Che dire allora, buon appetito e partecipate al contest, mancano pochissimi giorni!!!!

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Ingredienti:

300 g di mix di 6 cereali

40 g di nocciole

20 g di mandorle

1 cucchiaio raso id semi di lino

1 cucchiaio raso di semi di sesamo

1 cucchiaio di cannella

3 cucchiai di malto di riso

1 cucchiaio di olio evo

70-80 ml di acqua

un pizzico di sale

30 g di uvetta

40 g di cioccolata fondente cruelty free

Per completare la colazione:

125 g di yogurt di soia

fichi freschi

400 ml di tè nero ai fichi

Mescolare i cereali e aggiungere la frutta secca tritata grossolanamente.  Nel frattempo sciogliere a fuoco bassissimo il malto con l’acqua, il pizzico di  sale ed il cucchiaio di olio. Versare la bagna sui cereali e mescolare bene, in maniera che siano tutti ben impregnati di liquido. Ora bisogna tostare la granola. Personalmente preferisco farlo in padella, a fuoco bassissimo, mescolando spesso con un cucchiaio di legno. Ma anche la tostatura al forno è perfetta. Basta solo stendere il composto su una teglia ricoperta di carta da forno e cuocere a 150°-160° per 20-30 minuti, a seconda della potenza del forno. E’ importante però mescolarla spesso, in modo che la tostatura sia uniforme. Quando la granola si è freddata, si aggiunge la frutta disidratata, il cioccolato tagliato a scaglie e si conserva in un barattolo a chiusura ermetica.

Ora che la granola è pronta componiamo la nostra colazione. Mettiamo ad infondere il tè, in una ciotola versiamo 125 g di yogurt di soia, aggiungiamo 30-40 g di granola e completiamo con i fichi freschi tagliati a pezzetti. Una colazione energetica e sana, un buon modo per iniziare al massimo la giornata ;)

Con questa ricetta partecipo al contest “Il buongiorno si vede dal mattino” per le colazioni dolci

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Di ritorno all’uscio dal quale la Via parte e la marmellata di fichi

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“La Via prosegue senza fine
Lungi dall’uscio dal quale parte.
Ora la Via è fuggita avanti,
Devo seguirla a ogni costo
Rincorrendola con piedi stanchi
Sin all’incrocio con una più larga
Dove i uniscono piste e sentieri.
E poi dove andrò? Nessuno lo sa.”

“Sembrano versi del vecchio Bilbo”, disse Pipino […] “Certo mi ricordano molto il Bilbo degli ultimi anni prima della partenza. Diceva spesso che la Via è unica, ed è come un grande fiume: le sue sorgenti si trovano davanti a ogni singola soglia, e ogni sentiero ne è l’affluente . ‘È pericoloso e impegnativo uscire di casa, Frodo’ mi ripeteva sempre. ‘Cammini per strada e, se non fai attenzione, chissà fin dove sei trascinato […]”. “Ebbene la strada non mi trascinerà in nessun posto, almeno per un’ora” sentenziò Pipino, liberandosi dal peso del suo fagotto.

[Il Signore degli Anelli]

Così come Pipino si libera dal suo fagotto per riposarsi un’ora davanti a una bella colazione, così io mi lascio alle spalle la stagione di lavoro massacrante per avvicinarmi a periodi più tranquilli e alla possibilità di riprendere in mano tutto ciò che va al di fuori della sfera lavorativa, nonché tutta la mia vita, mentre anelo a quei giorni in cui non sarà più un lusso impossibile mettersi a leggere un libro.

E ritorno qui dopo due mesi di lavoro full-time senza giorno libero, stanchissima ma piena di aspettative e idee per questo inverno, mi sento come se fosse fine anno, pronta a redigere la mia lista di buoni propositi per l’anno nuovo. Evito di perdermi in elucubrazioni e racconti della mia stagione, a nessuno piacere leggere racconti di lavoro altrui e io stessa non ho voglia di perdere anche il poco tempo libero che ho parlandone, quindi parto subito con i buoni propositi e i progetti vari ancora in embrione, che sono sicuramente più interessanti: per prima cosa devo riprendermi tutto il tempo per finire la saga de “La Ruota del Tempo”, leggere veloce in qualche momento di pausa rubato non è il massimo, ho un estremo bisogno di starmene accoccolata sul letto con una tazza di tè fumante accanto. Avere del tempo da dedicare alla mia dolce metà, lavoriamo insieme ma, sembra assurdo, non stiamo mai assieme; sperimentare, provare, scoprire nuove ricette e cucinare le mie preferite; viaggiare il più possibile, in ogni modo, con ogni messo e in ogni dove, che sia con la fantasia, con la mente, una semplice passeggiata sulle montagne dietro casa o al mareo, più lontano, come il viaggio programmato a Ottobre in Irlanda. Dipingere insieme al mio nerd-hobbit le numerose miniature dell’esercito Dark Eldar di WarHammer 40.000; stare con la mia famiglia come si deve, senza inghippi lavorativi nel mezzo, sistemare l’appartamento, dipingerlo, comprare la cucina, nuovi mobili e accessori geek per addobbarlo a dovere. stare assolutamente con le mie meravigliose amiche (quasi più sorelle, per l’esattezza), che mi mancano sempre da impazzire. Andare al cinema con una rigorosa vasca di pop corn da sgranocchiare senza ritegno; riprendere gli studi, migliorare (e ricordare) il mio giapponese e perfezionare l’inglese, mettermi alla ricerca di un impiego che mi permetta di sfruttare il mio bagaglio universitario. Passare una serata a cena fuori; ascoltare buona musica girando in bicicletta; imparare tassativamente a nuotare; girare per il centro tra negozi e librerie e concludere con una bella passeggiata sul mare  piedi nudi. E, infine, riposarmi il più possibile.

Le cose sono tante, ma nel frattempo sono riuscita a soddisfare almeno una parte piccolina di un punto sopracitato con la preparazione della marmellata di more, colte nel bosco con il babbo-hobbit. Questa è stata la mia prima prova di marmellata sugar free, completamente inventata ma abbastanza soddisfacente e, sull’onda dell’entusiasmo, non ho potuto fare a meno di acquistare il libro “Confetture al naturale” di Federica del Guerra, Terra Nuova Edizioni, che mi accompagnerà in questa nuova avventura tra preparazioni marmellatose. La prima sperimentata è stata quella di fichi, cosa molto strana, doto che, ogni qual volta mi trovi di fronte a tonnellate di fichi, magicamente, non ne rimane abbastanza per la marmellata, ma questa volta la curiosità ha dato un freno alla gola per poter sperimentare questa deliziosa marmellatina, completamente sugarfree e 100% naturale, solo con frutta, succo di mela e limone.

Ingredienti:

2,5 kg di fichi

2 bicchieri circa di succo di mela

il succo di mezzo limone

Per prima cosa tagliare i fichi a metà e lasciarli a macerare in una ciotola grande con il succo di mela e il succo di mezzo limone per circa un’ora. Dopodiché mettere la frutta  in una casseruola dal bordo alto e cuocerla inizialmente a fiamma vivace. Quando raggiunge il bollore, abbassare la fiamma e lasciar cuocere, mescolando spesso. La marmellata sarà pronta quando avrà raggiunto la giusta densità in modo da “superare” la prova piattino. A questo punto potete frullarla o lasciarla a pezzettoni, come ho fatto io, metterla nei vasetti e lasciarli capovolti per almeno 48 ore. Deliziosa sul pane integrale e con i formaggi!

A breve marmellata di more, di fragole e di limone,

Buon lunedì ;)

Questa ricetta partecipa all’iniziativa 100% VEGETAL MONDAY!

http://lacucinadellacapra.wordpress.com/2013/02/18/100-vegetal-monday/

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