Abbracciare la diversità per creare l’armonia, le girelle

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Strano a dirsi, quando ho avuto molto tempo a disposizione le novità non sono state molte, ma non appena è iniziata la stagione lavorativa sono stata letteralmente investita da un sacco di nuove ispirazioni ed esperienze, anche piccole, ma comunque significative. Prima tra tutte è stato l’iniziare a partecipare ai corsi di aerobica della mia palestra, una news che può sembrare di poco conto, ma che in realtà ha aggiunto un pizzico di fiducia in più alla mia scarsa autostima; adoro allenarmi duramente, sentire i muscoli in fiamme, fare esercizi creativi che mettono a dura prova la stabilità e la potenza fisica, adoro incastrarmi con il trx, cadere per poi imparare, sudare come se fossi insieme a Frodo e Sam dentro il Monte Fato.. sono cose che mi fanno sentire libera, soddisfatta e capace di fare qualsiasi cosa, sì, tutto questo solo grazie a delle lezioni di aerobica!

Come seconda news posso felicemente annunciare di essere diventata mamma! Eh si, perchè contribuendo all’iniziativa ‘Adotta un castagno’ dell’Azienda Agricola Cerasa, per la salvaguardia dei famosi alberi del pane ora minacciati da un terribile insetto nocivo, (per info e adozioni www.associazionecastanicoltori.it) ho ricevuto in adozione un bellissimo castagno di nome Raimondo. Sfortunatamente l’adozione è a distanza, ma non vedo l’ora che sia ottobre per andare a visitare il mio bambino secolare e cogliere i suoi meravigliosi frutti. Prendo quindi l’occasione per consigliare a chinque sia interessato alla salvaguardia dell’ambiente di pensare seriamente a questa iniziativa ci sono ancora 130 castagni secolari che hanno bisogno di essere adottati, diamoci da fare!

Ed eccoci all ‘ ultima novità, che è anche il punto focale di questo post. Venerdì 19 giugno, come regalo di compleanno (anche se in anticipo di un mese), sono stata ‘spedita’ a Bologna da mia madre, per partecipare al ‘Festival dell’Oriente’. Ovviamente nel pacchetto regalo era compresa la sua compagnia, non si sarebbe mai lasciata sfuggire l’occasione di poter godere di centinaia di monili, incensi, abiti, cibi, musiche.. provenienti da ogni parte dell’Oriente, e neanche io, per niente al mondo! Non appena siamo entrate (eravamo davanti allo stabile di Bologna Fiere già un’ora prima dell’apertura, neanche fosse un concerto) siamo state catapultate in un mondo fantastico, dove le etnie, le culture e le diverse lingue si mescolavano in una melodia perfetta. Siamo state guidate dai profumi delle spezie marocchine, trasportate dai fantastici spettacoli di danza e di canto che offrivano bellissimi e diversi scorci culturali, siamo rimaste incantate dai monili tibetani, ipnotizzate dai mantra musicali recitati dai monaci Buddhisti, deliziate dalle prelibatezze indiane, meravigliate dalla cerimonia del tè e dalla vestizione del kimono giapponesi, per poi concludere un un favoloso massaggio ayurvedico, non potevo chiedere una giornata migliore di questa, mi sono letteralmente emozionata ogni cinque minuti. Trovarsi immersa in un luogo del genere, dove le diversità e le mescolanze culturali sono in perfetto accordo tra di loro è assolutamente un’esperienza unica. Personalmente credo che l’eterogeneità sia importante, il confronto e le diversità non possono fare altro se non accrescerti, darti la possibilità di esplorare universi diversi dal tuo, considerare punti di vista estranei al proprio modo di pensare; può sembrare strano ma sono proprio queste situazioni che favoriscono il percorso conoscitivo di se stessi e aiutano a scoprire nuove cose del proprio essere, o almeno così capita a me.
Ed è così che nascono questi biscotti di frumento orientale, dove si mescolano armoniosamente il sapore amaro e caldo del caffè con la dolcezza vanigliata del grano egiziano; una perfetta celebrazione di connubio tra le diversità!

Ingredienti:

300 g di farina di kamut

180 g di malto di riso

1 cucchiaio raso di cacao amaro

2 cucchiaini di polvere di caffè

1 caffè espresso lungo

70 ml di olio evo

1 pizzico di bicarbonato

Per prima cosa ho preparato due impasti dividendo la farina, il malto e l’olio in due parti uguali. Per l’impasto bianco ho mescolato 150 g di farina di kamut con 90 g di malto, 35 ml di olio, un pizzichino di bicarbonato e ho impastato bene il tutto. A questo punto lasciar riposare in frigo il tempo necessario per dedicarsi all’altro impasto. Per la pasta al caffè basta mescolare gli altri 150 g di farina con i restanti 90 g di malto, i 35 g di olio, la polvere di caffè ed il cacao amaro.  Stendere i due impasti con il mattarello, aiutandosi con un pochino di farina, fino ad arrivare a uno spessore di pochi millimetri e cercando di dare ad entrambi la stessa forma rettangolare. Adagiare l’impasto al caffè sopra a quello bianco, avvolgere la girella con attenzione e lasciarla riposare in freezer per una ventina di minuti (in alternativa, dopo aver sovrapposto i due impasti, si possono tagliare delle striscioline e poi arrotolarle per creare direttamente i biscotti, in questo caso non credo sia necessario il riposo in freezer). Trascorsi i venti minuti tagliare con un coltello a sega affilato i biscotti, io li ho fatti alti circa 1/5 cm, cercando di non spiaccicare il nostro salamino. Adagiare i biscotti nella teglia coperta di carta forno e schiacciarli in po’ con le dita, in modo da non avere dei biscottoni troppo alti, altrimenti tenderanno a essere crudi all’interno.  Cuocere a forno caldo a 180° per circa 10-12 minuti.

Buona settimana ;)

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