Non è mai troppo tardi per la torta di San Giuseppe

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‘Vivo la vita un quarto di miglio alla volta’, disse una volta un tamarrissimo Vin Diesel (sinceramente non ho mai visto il film da cui è presa la citazione, ma ormai l’ho sentita così tante volte da farla mia e annoverarla tra quelle di ‘cultura generale’), sulla falsa riga di questo il Capitano Picard (anche se io sono della fazione Kirk o Janeway) o Han Solo potrebbero dire ‘Vivo la  vita un quarto di parsec alla volta’, la sottoscritta invece vive la sua vita un quarto d’ora di ritardo ogni volta. Giuro che ci provo a essere puntuale, ma succede sempre qualcosa che mi fa perdere tempo o, magicamente grazie alla mia ‘memoria di ferro’, mi torna in mente qualcosa che devo assolutamente fare prima di uscire quando, ormai, sto già mettendo un piede fuori dalla porta. Questa volta, ad esempio, non ho scordato dove ho messo occhiali/chiave/cellulare, non ho blandamente cancellato dalla memoria un appuntamento o ricordato, giusto cinque minuti prima di uscire, di stendere una lavatrice infinita di panni bagnati, questa volta invece ho dimenticato di postare un dolce che, insieme alla torta di mele, alla frolla e a molti altri dolci che non mancherò di riproporre in versione 100% vegetale, fa parte della mia infanzia e mi ricorda dei momenti passati a pasticciare con mia madre dietro ai fornelli. Si tratta di una crostata golosissima, che nella cittadina dove sono cresciuta, viene tradizionalmente preparata il giorno di San Giuseppe. La base è una crostata di frolla farcita con riso, cioccolata, uvetta e pinoli. Inutile dire che è qualcosa di buonissimo, per chi come me è affezionato ai sapori dei dolci ripieni di riso, ma anche di abbastanza consistente. Soluzione?! Beh come al solito provare a riproporla in versione più leggera e vegetale, ma senza penalizzare il gusto. Mi sarebbe piaciuto proporla nel giorno della sua festività, ma ero a lavoro e sinceramente me ne ero completamente dimenticata., tuttavia non è mai troppo tardi per una bella crostata di San Giuseppe, al massimo ne gustiamo una fettina per festeggiare l’inizio della primavera ;)

Per la frolla senza glutine ho preso spunto da questa bellissima ricetta di cui mi sono seriamente innamorata. La frolla non ha niente da invidiare a quella classica all’olio, rimane fragrante ma non dura e si mantiene per giorni, in poche parole è perfetta!!! Ho soltanto modificato un pochino gli ingredienti in base alle cose che avevo a disposizione.

Ingedienti per tre crostatine o una crostata piccola:

35 g di mandorle tritate quasi ridotte in farina

75 g di farina di grano saraceno

50 g di farina di riso

35 ml di olio di mais

50 g di zucchero di cocco

50 ml di acqua (a me sono bastati, ma se serve aggiungere)

1/2 cucchiaio di lievito

Per il ripieno:

70 g circa di riso

2-3 cucchiai di zucchero di cocco

2 manciate di uvetta

2 manciate di pinoli

2 cucchiai di cacao amaro

Mettere il riso a cuocere con abbondante acqua insieme a due cucchiai di zucchero e l’uvetta. Nel frattempo preparare la frolla: mescolare le farine con le mandorle tritate, il lievito e lo zucchero. Aggiungere olio e acqua poco per volta fino a raggiungere la consistenza di una frolla, impastare bene e lasciar riposare qualche minuto. Adesso il riso dovrebbe essere a metà cottura e pronto per aggiungere i pinoli ed il cacao amaro. Mescolare bene, aggiustare di zucchero e lasciar stracuocere il riso fino a che non diventerà una crema, aggiungendo acqua all’occorrenza. Quando sarà pronto aggiustare di cacao o zucchero e lasciar raffeddare. A questo punto riprendere la frolla e foderare gli stampini da crostatina (precedentemente oliati), riempirli di crema di riso e infornare a 180° per 12 minuti circa, quando in casa si diffonderà l’inconfondibile profumo di cacao. Servire possibilmente fredde, se riuscite a resistere ;)

Buona settimana e buona primavera!!!

There is no Halloween without a delicious pumpkin pie

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Trascorse ferie e vacanze siamo arrivati ad Halloween e al Lucca Comics, due momenti magici dell’anno (insieme al Natale che ovviamente adoro) dove il travestimento e la fiction fanno da padroni, dove per qualche ora puoi non essere te stesso, hai super poteri, parli lingue aliene, sai combattere, sei coraggioso, e chi più ne ha più ne metta; insomma sei un personaggio fico, quel personaggio che sogni di interpretare da un anno o due, il tempo che mediamente ti è occorso per preparare il costume e per adattarti alla parte. Saranno ormai due anni che non riesco a parteciparvi e ammetto che mi manca da morire, per quest anno ormai è andata e penso che mi consolerò con le foto del festival filtrate dai social network in attesa del prossimo anno. Non posso però di certo lamentarmi visto che sono fresca fresca di vacanza, e che vacanza; meravigliosa e avventurosa nella terra d’Irlanda. Sono stati giorni molto intensi, lunghe scampagnate per la città, one-day tour per i parchi, nelle zone del Connemara, Galway, Hill of Tara, Kylemore Abbey (per chi volesse provare gli one-day tour, consiglio Extreme Ireland, consigliatomi da una mia cara amica l’ho provato e sono rimasta entusiasta!); per non parlare della città di Dublino, colorata e festosa come non avrei mai potuto immaginare; ed il cibo? delizioso, ho mangiato praticamente ogni sorta di zuppa, ogni posto ha la sua “soup of the day” diversa dalle altre e tutte buonissime, il pane da leccarsi i baffi e le patate altrettanto, cucinate in ogni maniera possibile e sempre buonissime. In breve il più bello e godurioso viaggio fatto fino ad ora, nonostante Stoccolma sia nel mio cuore, le precedenti gite sono state molto meno vissute di questa, ecco perché faccio uno spazietto anche all’Irlanda come posto preferito nel quale sicuramente tornerò. Il prossimo anno invece? Norvegia e Inghilterra si contendono il podio, chi vincerà?

Tornando al presente, data la mia impossibilità di festeggiare Halloween come si deve, spaventosamente vestita e dietro ai fornelli per preparare una super paurosa cenetta con gli amici, mi accontento di festeggiarlo a pranzo, con una dolce pumpkin pie da dividere in due (muahuahauh)! Alla fine non mi va così male!

Ingredienti per una tortiera da 24 cm circa:
Per la pasta:

200 g di farina tipo 1

70 g di zucchero grezzo di canna

30 ml di olio evo

5 g di lievito per dolci

acqua

Per il ripieno:

1 panetto di tofu (circa 125/150 g)

zucca tagliata a pezzetti

3 cucchiaioni di zucchero di canna grezzo

cannella

noce moscata

Tagliamo la zucca a tocchetti, io ne ho tagliata una bella quantità senza preoccuparmi di avanzi, la zucca non è mai troppa! E infiliamola in forno a 200° dentro una pirofila coperta di carta stagnola per una mezz’oretta/ quaranta minuti. Intanto mescoliamo la farina con lo zucchero, l’olio ed il lievito,  aggiungiamo acqua, poca alla volta e impastiamo fino a raggiungere una consistenza simile alla frolla e lasciamo riposare. Quanda la zucca sarà morbida, frullarla nel frullatore assieme al panetto di tofu tagliuzzato a cubetti, aggiungere lo zucchero, la cannella e la noce moscata (se avete le bustine di “allspice” ancora meglio) e assaggiare, mi raccomando, magari non assaggiate quanto me ma assaggiate e correggete con spezie o zucchero in caso. Oliare la tortiera e stendere la pasta, bucherellarla e adagiare il generoso  ripieno di polpa di zucca. Infornare a 170°/175° per 45 minuti circa. La casa sarà invasa da un delizioso aroma di zucca e spezie, quale modo migliore per festeggiare la giornata di Halloween?! :)
Vi lascio anche qualche scatto della mia vacanza (altre su Instagram), così tanto per condividere dei bei momenti immersa nella natura,
Buon fine settimana, buon Halloween e buon Comics ;)

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Crostata di more del Puledro Impennato

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“Quando il signor Cactaceo e Nob tornarono con le pietanze, essi si erano già lavati e tracannavano grossi bicchieri di birra. La tavola fu apparecchiata in un batter d’occhio. C’erano minestra calda, carne fredda, una crostata di more, pagnotte di pane fresco, panetti di burro e una mezza forma di formaggio invecchiato; l’insieme poteva competere con i migliori pasti della Contea e il buon cibo semplice e sano dissipò gli ultimi dubbi di Sam (già notevolmente diminuiti dalla bontà della birra).”

[Il  Signore degli Anelli: La Compagnia dell’Anello]

Sono sicura che nella loro crostata le more erano freschissime e immerse in una deliziosa e morbida crema al latte. Beh, noi, che le more fresche non ce l’abbiamo, ci siamo limitati a una buona marmellata di frutta e, ahimè, senza aggiunta di cremine varie (ma rimedierò con la crostata di more 2.0!). Una crostatina leggera, dolce e che dà soddisfazione. Attenzione però che se siete come l’altro hobbit qua, che ama le cose dolci, vi conviene aggiungere un po’ di zucchero alla frolla, credo bastino 70 g. Che dire allora, buona colazione / merenda al Puledro Impennato!

Ingredienti:

170 g di farina 1 Floriddia

30 g di crusca di avena

50 g di zucchero di canna grezzo (o  70 g a seconda dei gusti)

30 ml di olio di oliva

1 cucchiaino di lievito

acqua

marmellata di more

Mescoliamo farina con la crusca, lo zucchero, il lievito e  l’olio, e aggiungiamo acqua quanto basta per creare un impasto simile alla frolla. Impastiamo bene e dividiamo l’impasto in due parti, una un pochino più grande dell’altra. Prendiamo la pallina di pasta più grande e stendiamola con il mattarello alta circa mezzo centimetro. Ungiamo bene una teglia per crostate (io ne ho usata una piccolina da 20 cm di diametro) e foderiamo con la frolla, facendola aderire bene ai bordi e alla base. Ricopriamo con la marmellata, una dose generosa ma non troppa se no esce tutta, e mettiamo da parte. Nel frattempo prendiamo l’altra pallina di impasto e la stendiamo sottile per ricavarne le “striscine” da mettere sopra la crostata come decorazione. Finito l’assemblaggio inforniamo a 180° per 30 minuti circa. Servire fredda rigorosamente accompagnata da un infuso fruttato :)