Non è mai troppo tardi per la torta di San Giuseppe

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‘Vivo la vita un quarto di miglio alla volta’, disse una volta un tamarrissimo Vin Diesel (sinceramente non ho mai visto il film da cui è presa la citazione, ma ormai l’ho sentita così tante volte da farla mia e annoverarla tra quelle di ‘cultura generale’), sulla falsa riga di questo il Capitano Picard (anche se io sono della fazione Kirk o Janeway) o Han Solo potrebbero dire ‘Vivo la  vita un quarto di parsec alla volta’, la sottoscritta invece vive la sua vita un quarto d’ora di ritardo ogni volta. Giuro che ci provo a essere puntuale, ma succede sempre qualcosa che mi fa perdere tempo o, magicamente grazie alla mia ‘memoria di ferro’, mi torna in mente qualcosa che devo assolutamente fare prima di uscire quando, ormai, sto già mettendo un piede fuori dalla porta. Questa volta, ad esempio, non ho scordato dove ho messo occhiali/chiave/cellulare, non ho blandamente cancellato dalla memoria un appuntamento o ricordato, giusto cinque minuti prima di uscire, di stendere una lavatrice infinita di panni bagnati, questa volta invece ho dimenticato di postare un dolce che, insieme alla torta di mele, alla frolla e a molti altri dolci che non mancherò di riproporre in versione 100% vegetale, fa parte della mia infanzia e mi ricorda dei momenti passati a pasticciare con mia madre dietro ai fornelli. Si tratta di una crostata golosissima, che nella cittadina dove sono cresciuta, viene tradizionalmente preparata il giorno di San Giuseppe. La base è una crostata di frolla farcita con riso, cioccolata, uvetta e pinoli. Inutile dire che è qualcosa di buonissimo, per chi come me è affezionato ai sapori dei dolci ripieni di riso, ma anche di abbastanza consistente. Soluzione?! Beh come al solito provare a riproporla in versione più leggera e vegetale, ma senza penalizzare il gusto. Mi sarebbe piaciuto proporla nel giorno della sua festività, ma ero a lavoro e sinceramente me ne ero completamente dimenticata., tuttavia non è mai troppo tardi per una bella crostata di San Giuseppe, al massimo ne gustiamo una fettina per festeggiare l’inizio della primavera ;)

Per la frolla senza glutine ho preso spunto da questa bellissima ricetta di cui mi sono seriamente innamorata. La frolla non ha niente da invidiare a quella classica all’olio, rimane fragrante ma non dura e si mantiene per giorni, in poche parole è perfetta!!! Ho soltanto modificato un pochino gli ingredienti in base alle cose che avevo a disposizione.

Ingedienti per tre crostatine o una crostata piccola:

35 g di mandorle tritate quasi ridotte in farina

75 g di farina di grano saraceno

50 g di farina di riso

35 ml di olio di mais

50 g di zucchero di cocco

50 ml di acqua (a me sono bastati, ma se serve aggiungere)

1/2 cucchiaio di lievito

Per il ripieno:

70 g circa di riso

2-3 cucchiai di zucchero di cocco

2 manciate di uvetta

2 manciate di pinoli

2 cucchiai di cacao amaro

Mettere il riso a cuocere con abbondante acqua insieme a due cucchiai di zucchero e l’uvetta. Nel frattempo preparare la frolla: mescolare le farine con le mandorle tritate, il lievito e lo zucchero. Aggiungere olio e acqua poco per volta fino a raggiungere la consistenza di una frolla, impastare bene e lasciar riposare qualche minuto. Adesso il riso dovrebbe essere a metà cottura e pronto per aggiungere i pinoli ed il cacao amaro. Mescolare bene, aggiustare di zucchero e lasciar stracuocere il riso fino a che non diventerà una crema, aggiungendo acqua all’occorrenza. Quando sarà pronto aggiustare di cacao o zucchero e lasciar raffeddare. A questo punto riprendere la frolla e foderare gli stampini da crostatina (precedentemente oliati), riempirli di crema di riso e infornare a 180° per 12 minuti circa, quando in casa si diffonderà l’inconfondibile profumo di cacao. Servire possibilmente fredde, se riuscite a resistere ;)

Buona settimana e buona primavera!!!

Muffin con gocce di cioccolato e granella di noci

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E’ primavera e giusto un anno fa stavamo facendo i bagagli per lasciare la Città e tornare a casa. Che cosa è cambiato? Tutto, assolutamente tuttissimo, ma questo non significa che le cose siano peggiorate, anzi, fortunatamente molte cose sono andate ancora in meglio e piano piano ogni pezzettino sta prendendo il suo posto nel grande puzzle dei progetti, che, come al solito, sono sempre tantissimi. Per dirne una nuova siamo tornati da qualche giorno dalla manifestazione che in assoluto preferisco e che aspetto ogni anno come se fosse Natale e finalmente ho preso il coraggio, e messo da parte i soldi, per fare un piccolo passettino in più verso un potenziale lavoro che possa abbracciare le mie passioni. Sto parlando del Vinitaly e del fatto che mi sono iscritta all’Associazione Italiana dei Sommelier, così a settembre inizierò il mio percorso per la carriera da Sommelier(a), sperando che, insieme a un’infarinatura delle lingua giapponese, questo mi posso fruttare un lavoro in qualche azienda vinicola od oleificio; sarebbe veramente il mio sogno. Intanto però torniamo con i piedi per terra e mettiamoci dietro ai fornelli dove vi propongo una ricetta che avevo scritto e fotografato l’anno scorso a Padova e ho ritrovato tra le bozze non ancora pubblicate.Sono dei morbidi muffin, forse gli ultimi cucinati nel mio buchetto padovano, ottimi a colazione con una buona tazzona di tè ma anche come spuntino nel pomeriggio e non c’è da preoccuparsi della consistenza (se riuscite a non divorarli tutti subito appena fatti), rimangono soffici almeno per due giorni ;)

Ingredienti per 12 muffin circa:

115 g di farina 1

35 g di fecola

70 g di zucchero grezzo di canna

150 ml di latte di soia

25 ml di olio evo

60-70 g di cioccolato fondente a pezzettini

1/2 bustina di lievito

noci per la granella

Mescolare la farina con la fecola, lo zucchero e il lievito. Aggiungere l’olio e di seguito il latte, pian piano sempre mescolando. Nel frattempo sgusciare le noci (io ne avrò usate una decina circa) e tritarle bene per fare la granella. Per ultimo aggiungere al composto la cioccolata fondente tagliata a pezzettini e riempire 9 stampini da muffin per 3/4 di profondità. Ora decorare ogni muffin con un’abbondante cucchiaiata di granella di noci e infornare a 170°-180° per 15-20 minuti.

Buona settimana ;)

Salame al cioccolato, mandorle e mandarino

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“Vedo che cominciano ad arrivare,” disse il nano […] “Balin, al vostro servizio!” “Grazie!” disse Bilbo sbigottito. Non era la risposta giusta, ma la frase cominciano ad arrivare l’aveva sconvolto. I visitatori gli piacevano, ma gli piaceva conoscerli prima che arrivassero, e preferiva essere lui a invitarli. Fu colto dal terribile sospetto che le torte potessero scarseggiare, e che a quel punto – come anfitrione conosceva il suo dovere, e lo faceva anche se doloroso – gli sarebbe toccato rinunciare alla sua. […] “Proprio una bella combriccola! Spero che ci sia ancora qualcosa da mangiare per i ritardatari! Cosa ci sarà? Del tè? No grazie tante! Per me un goccio di vino rosso, direi.” “E anche per me,” disse Thorin. “E marmellata di lamponi e torta di mele!” disse Bifur. “E crostata di mele e frutta secca e formaggio!” disse Bofur. “E pasticcio di maiale e insalata!” disse Bombur. “E ancora dolci! e birra! e caffè! se non vi dispiace…”

[J.R.R. Tolkien- Lo Hobbit]

Vi siete mai trovati in una situazione simile?! Beh non proprio come quella del povero Bilbo (fortunatamente!) ma le situazioni tipo “Ah si, stasera abbiamo persone a cena, te l’avevo detto?! No?! Ah, bene ora lo sai. Che cucini? Ma un dolcino ce lo fai vero?”. Queste situazioni scatenano il panico allo stato puro e, guarda caso, capitano quai sempre quando la dispensa ed il frigo sono più vuoti di una zucca. Fortuna che il riso in casa non manca mai e risolviamo facilmente con una bella risottata, un po’ di pinzimonio e qualche veg burger che tengo di scorta per le situazioni disperate. E il dolcino? Non ci sarebbe alcun problema, potrei fare una bella torta di mele, veloce, semplice e buonissima, se non fosse che sono ancora senza forno. Che fare allora con poche ore di tempo e niente forno? La risposta sa di cioccolato, di biscotti tritati, frutta secca e mandarino, un goloso salame al cioccolato, velocissimo da preparare, con tempi di riposo un po’ più lunghi rispetto a una torta, ma cosa importa?! La serata è lunga, avrà tempo di riposare al fresco le giuste ore prima di essere avidamente spolverato.

Ingredienti:

150 g di cioccolato fondente al 90%

150 g di biscotti secchi o frollini

una manciata di frutta secca (mandorle, noci brasiliane, nocciole)

la scorza di un mandarino

acqua o latte di soia

Iniziare tritando le frutta secca in modo grossolano, la scorza di mandarino e lasciare da parte. Mettere i biscotti in un sacchetto e schiacciarli bene con un mattarello (cercando di non rompere la busta) per tritarli un po’ e trasferirli in una ciotola assieme alla frutta secca e alla scorza di mandarino. Sciogliere il cioccolato a bagno maria con un pochino di acqua o latte di soia e versarlo sugli altri ingredienti. Mescolare con un cucchiaio e verificare la consistenza, deve essere lavorabile ma non troppo appiccicosa. Regolare di acqua o latte (ce ne vuole veramente pochino, se no si rischia di bagnare troppo l’impasto) e impastare con le mani, cercando di dare la classica forma cilindrica del salame. Avvolgere con la carta stagnola e riporre in frigo qualche ora, meglio ancora tutta la notte.

Tripudio di cioccolata degli eterni ritardatari

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Sono in ritardo, come sempre, potrei quasi dire che il famoso quarto d’ora accademico  fa parte della mia filosofia di vita, cosa che ovviamente manda su tutte le furie le persone precise, ordinate e anche un po’ pignole, come  per esempio il fidanzato che, un giorno o l’altro, son sicura, finirà per sabotare gli orologi di casa pur di vedermi puntuale almeno una volta. Insomma anche questa volta sono in ritardo, mi ero ripromessa di condividere gli esperimenti cioccolatosi del week end direttamente a inizio settimana e invece sono stata talmente sommersa da impegni di lavoro e privati da dimenticarmi di pubblicare (ma non di assaggiare!) la ricetta della torta glassata al cioccolato. Questa torta nasce giusto il mese scorso, ideata appositamente come dolce di compleanno per la mia cara Viola che, come me, ama il cacao amaro ed il suo connubio perfetto con l’arancia. Soprannominata da un amico “Saracher”, un gioco di parole tra il mio nome e quello della famosa torta austriaca, prende ovviamente ispirazione dalla Sachertorte, altrettanto cioccolatosa e glassata ma arricchita con arancia e noci, un tripudio di cioccolato e morbidezza! Ed ecco qui, meglio tardi che mai ;)

Ingredienti:

130 g di farina tipo 1

20 g di fecola di patate

50 g di cacao amaro

100 g di zucchero mascobado + qualche cucchiaio

50 ml di olio evo

200-220 ml di latte di soia 

1/2 bicchierino di Brandy

1 bustina di lievito

una manciata generosa di noci

3-4 arance

200 g circa di cioccolata fondente a barre

Mescolare la farina, la fecola, il cacao amaro, il lievito e mettere da parte. In un’altra ciotola mescolare lo zucchero con l’olio e aggiungere gli ingredienti secchi precedentemente mescolati. Tritare grossolanamente le noci e aggiungerle all’impasto insieme a mezzo bicchierino di Brandy e al latte di soia, poco per volta, sempre mescolando. Rivestire di carta forno una tortiera da 18 cm di diametro, versare il composto e infornare a 170º-180º per 30-40 minuti circa. Nel frattempo pelare le arance, frullarle, metterle in una casseruola con due cucchiai di zucchero e cuocere a fiamma viva. Continuare la cottura a fuoco dolce, finché non si raggiunge la consistenza di una marmellatina.Quando la torta sarà pronta lasciarla raffreddare bene e tagliarla a metà, farcirla con la marmellata di arance e procedere alla preparazione della glassa. Sciogliere la cioccolata a bagnomaria con poca acqua e rivestire tutta la torta. Lasciar raffreddare qualche ora (meglio tutta la notte) e servire. Buon appetito :)

Back to basic with a limoncello drop

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Ricomincia la settimana, arriva il mio giorno libero e, nonostante il caldo, sento il frizzante umore settembrino alla vista delle foglie ingiallite che iniziano a cadere dai grandi alberi. Con l’arrivo di settembre anche il lavoro è stato molto più calmo e ho avuto la possibilità di leggere un pochino più spesso e di cucinare cenette un po’ più gustose rispetto alla solita insalata o verdura cruda sgranocchiata all’ultimo minuto, tanto utili al corpo quanto allo spirito. Sembra che le cose inizino a tornare a posto, che la ruota stia girando per il verso giusto, ma allora che cosa c’è che non va in questo quadretto idilliaco?! Beh tanto per rompere le uova nel paniere mi sono ammalata e ho passato il primo giorno libero completamente raffreddata continuando a sembrare un untore di peste bubbonica per tutta l’intera settimana fino a che la cura intensiva di echinacea e propoli non mi ha portato fuori dal tunnel dei fazzoletti moccicosi; in più, non so come né  perché, in questi giorni avevo un umore nerissimo che, giuro non è proprio da me. Come al solito allora sono corsa ai ripari sicuri della mia terapia: cucinare. Stavolta non avevo voglia di novità o di esperimenti, avevo solo bisogno di qualcosa di rodato, una ricetta base, possibilmente del panorama comfort-food, e così sono tornati i miei biscottini alldays, con farina integrale e cacao ma con un pizzichino di brio in più dato dalle scorze di limone utilizzato dal babbo per la produzione di limoncello. Allora, accoccolata con due biscottini caldi appena sfornati, ho ritrovato il buon umore, e un po’ di sana alcolica allegria ;)

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Ingredienti:

200 g di farina di tipo 1

50 g di farina integrale

85 g di zucchero di canna

40 ml di olio evo

cioccolata fondente

scorze di limone (io alcoliche)

un pochino di limoncello

latte di soia

un pizzico di bicarbonato

Tritare le scorze di limone e la cioccolata fondente e mettere da parte. Mescolare le due farine con lo zucchero ed il pizzico di bicarbonato e di seguito aggiungere l’olio mescolando finché non si ottiene un composto bricioloso. Ora aggiungere le scorze e la cioccolata tritati e un pochino di limoncello. Iniziare ad impastare e aggiungere, poco alla volta, tanto latte di soia quanto basta ad ottenere un panetto simile alla frolla. A questo punto stendere l’impasto alto mezzo centimetro, ritagliare i biscotti e infornare a 175° circa per 15 minuti. La cucina sarà invasa da un dolce aroma alcolico di limone speziato, o almeno questo è quello che mi dicono quelli che ancora riescono a respirare con entrambe le narici senza problemi influenzali :)

Buona settimana!

 

 

 

Brownies morbidosi al cioccolato, noci e arancia

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La primavera si avvicina; di già?! Tra i mille progetti, le nuove avventure per il futuro, la preparazione della tesi ed il conseguimento della laurea mi ritrovo a controllare il calendario e a stupirmi di essere già in marzo inoltrato. Mi accorgo soltanto ora che il tempo è trascorso in maniera velocissima ed il momento di ritornare a casa e cambiare vita si avvicina sempre di più. C’è paura, incertezza, timore di non essere all’altezza, ma ci sono anche diverse sicurezze sulle quali so di poter contare, che mi danno forza e speranza e alimentano in maniera creativa, forse anche un po’ troppo, i millemila progetti che mi frullano nella testa. Presa allora coscienza del cambiamento stagionale ho immediatamente tirato fuori la giacca leggera, ho ripreso a correre sull’argine e a fare belle passeggiate sotto a un tiepido solicino. In realtà non sono mai stata una sostenitrice dell’estate, mi piacciono molto le mezze stagioni e l’inverno, potessi legherei indissolubilmente giugno a settembre, così da saltare a piè pari l’estate (sì, sacrificherei anche il mio compleanno in luglio!), però quest’anno, sicuramente complice un inverno troppo caldo e destabilizzante, mi ritrovo ad aspettare con trepidazione e a gioire per una bella giornata di sole! Tuttavia ormai ho imparato a non agitarmi troppo al primo segno di cambiamento, infatti, come volevasi dimostrare, stamani la città era coperta da uno spesso manto di nebbia e umidità: una scena comunque affascinante che mi ha invogliato a farmi una bella passeggiatina sull’argine e ispirato, al ritorno, a preparare dei morbidissimi brownies al cioccolato. Si lo so, è senza dubbio un dolcetto invernale, ma in una giornata del genere, una tiepida coccola al cioccolato proprio male non ci sta!

Ingredienti per una teglia 15 x 24:

75 g di farina 1

40 g di fecola di patate o maizena

35 g di cacao amaro in polvere

70 g di zucchero di canna grezzo

35 ml di olio evo

226 ml di latte di soia

1 cucchiaino di lievito

1 pizzico di bicarbonato

30 g di cioccolato fondente fatto a pezzi

4 noci a pezzettini

scorza d’arancia

Mescolare la farina con la fecola, il cacao amaro, il lievito ed il pizzico di bicarbonato. A parte sbattere bene lo zucchero con l’olio ed il latte di soia. Versare pian piano i liquidi nella ciotola dei secchi, sempre mescolando e, per ultimo, aggiungere le noci, la scorza d’arancia e il cioccolato fondente tagliati grossolanamente. Ungere una teglia rettangolare da 15×24, versare il composto.  Infornare a 180° per 20 minuti (regolarsi comunque con la potenza del proprio forno), controllando spesso verso fine cottura e stando attenti a non stracuocerli. La cottura è la parte più importante per la buona riuscita di questi dolcetti, che devono rimanere molto morbidi, quindi non c’è da allarmarsi se lo stecchino per verificare la cottura del dolce non esce completamente pulito, anzi deve avere un po’ di pasta umida attaccata, in modo che, una volta freddi, i brownies mantengano la loro scioglievolezza. A cottura ultimata lasciar intiepidire nella teglia e poi tagliare a quadrotti.

Buon inizio settimana :)

Budino morbido alla nocciola e cioccolato e autoproduzione del latte di nocciole

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Circa due mesetti fa, sotto consiglio di un’amica, sono andata a provare la pizza di un nuovo locale nel centro storico della città, ma non avevo idea che il posto ed il cibo mi avrebbero fatto totalmente innamorare. Premetto che quando si parla di pizza la sottoscritta è veramente una rompiscatole, deve essere sottile ma non troppo, ben cotta e possibilmente preparata con il lievito madre e senza farine raffinate, per evitare di stare male tutta la notte e ritrovarmi con un pancione che neanche una gravidanza di 7 mesi. Tuttavia ero molto incuriosita dal messaggio lanciato da questo ristorante, basato sul consumo consapevole, l’utilizzo di prodotti biologici e a km 0 e la grande attenzione dimostrata per l’ambiente. Senza dubbio uno stupendo biglietto da visita che si è dimostrato all’altezza delle aspettative (anche di più!) e così posso felicemente dire che il Daltrocanto è diventato la mia pizzeria preferita in assoluto. L’ambiente è caldo e familiare e c’è addirittura la possibilità di acquistare prodotti del Commercio Equo e Solidale da un piccolo negozietto allestito all’interno. Da allora è diventata una tappa fissa quando decidiamo di andare fuori a cena, dato che non soltanto le pizze sono eccellenti, ma anche la cucina non è da meno, con ampia scelta di piatti vegetariani e combinazioni particolari di ingredienti diversi e deliziosi. Ma che c’entra il budino?  E’ proprio grazie alla complicità tra un buonissimo e vellutatissimo flan di nocciole assaggiato durante la mia ultima visita al Daltrocanto e al ricordo di un bellissimo post della Capretta sull’autoproduzione del latte di nocciole letto qualche tempo addietro che è nata l’ispirazione per un budino nocciolato 100% vegetale. Ho sperimentato sia una versione con il latte di nocciole e l’okara, sia una con il latte di soia e le nocciole ridotte in farina e devo ammettere che sono entrambe buonissime e non molto diverse, quindi, sia che vi sentiate sperimentosi e in vena di autoproduzione o più pigri state pur tranquilli che il risultato è comunque molto buono, a voi la scelta!

Le nocciole, come la frutta secca in generale, sono una miniera di proprietà benefiche, ricche vitamina E e B, di sali minerali (calcio, magnesio, ferro..), aiutano a promuovere il metabolismo di proteine e carboidrati e sono ricchissime di grassi buoni, quindi perché non provare a consumarle in maniera diversa oltre al canonico sgranocchiamento?! L’esempio che porto per primo è quello del latte vegetale di nocciole, realizzabile in pochissimi minuti (escludendo il tempo di ammollo della frutta secca). In questo modo, in soli 5 minuti avremo un latte delizioso, fresco e molto più economico del prodotto finito venduto in commercio. Inoltre, seguendo questo procedimento non solo si ottiene una buona e sana bevanda ma  oltre al latte, si ricava anche l’okara di nocciole, ossia il residuo del latte frullato con la frutta secca dopo averlo filtrato, utilizzabile in moltissime ricette, dolci o salate; un esempio è questo budino o i biscotti proposti dalla Capra nel post sopracitato. Per l’autoproduzione del latte mi sono rifatta alla sua ricetta che riporto qui pari pari (grazie Capretta!):

Ingredienti per 1 litro di latte:

100 g di nocciole

1 l di acqua

dolcificante a piacere

Lasciate le nocciole (non tostate) in ammollo per una notte, poi sciacquatele e mettetele in un recipiente dai bordi alti con l’acqua. Col minipimer frullatele molto bene,  infine con un colino a maglia stretta filtrate il latte separandolo dall’okara. Dolcificate a piacere (io ho usato un pochino di sciroppo d’acero) e conservate in frigorifero per un paio di giorni.

Pronto il latte mi sono dedicata al budino, per il quale ho usato l’agar agar come addensante. E’ un gelificante naturale e 100% vegetale prodotto da una particolare lavorazione delle alghe rosse e termo reversibile (il che significa che il composto solidificato può essere nuovamente disciolto e ancora rassodato). Solitamente utilizzo quello in polvere, 2-3 g (che corrispondono quasi a 6 fogli della comune gelatina) per mezzo litro di liquido , porto il composto a bollore (tra gli 85° e i 90°) per attivare la sua funzione gelificante e poi lascio raffreddare. Anche se il composto appare liquido fidatevi, si rassoda poi raffreddandosi!

Ingredienti per 4 budini:

500 ml di latte di nocciole autoprodotto o latte di soia

60 g di zucchero grezzo di canna

2-3 g di agar agar

l’okara ricavata da 500 ml di latte di nocciole o 50 g di nocciole

30 g di cioccolato fondente tagliato a pezzi

Se abbiamo deciso di lanciarci con l’autoproduzione prepariamo il latte di nocciole come descritto sopra e tostiamo, in forno o in un padellino, l’okara ricavata da 500 ml di latte. Se invece utilizziamo le nocciole stesso discorso: le tostiamo in un padellino e le lasciamo intiepidire per poi frullarle nel tritatutto per ridurle in farina, facendo attenzione a non surriscaldarle se no si rischia di ritrovarsi con un composto burroso, buonissimo, ma ben diverso da quello di cui abbiamo bisogno. Prendiamo un pentolino e mescoliamo assieme l’okara tostata, o la farina di nocciole, con lo zucchero e l’agar agar, e aggiungiamo piano piano il latte. Mettiamo il pentolino sul fuoco e cuociamo a fiamma medio-bassa, sempre mescolando con la frusta, finché non raggiunge il bollore. Aggiungere la cioccolata a pezzettini, mescolare bene per farla sciogliere e versare tutto negli stampini/tazzine. E’ normale che il composto risulti completamente liquido, è tipico dell’agar agar e si addenserà raffreddandosi. Lasciamo allora raffreddare a temperatura ambiente i nostri budini per almeno 2 ore e poi li riponiamo in frigo ad addensare per altre 2 orette.  Al momento di servire sformare il budino su un piattino e decorare con malto d’orzo e granella di nocciole. 

Buon inizio settimana!

Questa ricetta partecipa all’iniziativa 100% VEGETAL MONDAY!

http://lacucinadellacapra.wordpress.com/2013/02/18/100-vegetal-monday/
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Quando l’arancia incontra il cioccolato: frollini

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Non sono mai stata un’amante del cioccolato (a meno che non sia 70%-98% fondente), preferisco di gran lunga le creme o le marmellate. Ci sono però delle certezze che non posso negare, come l’abbinamento arancia e cioccolato, pera e cioccolato o, per i più audaci, cioccolato e peperoncino. Questo inverno, così come lo scorso, ho portato a casa una cassa di arance di Sicilia buonissime, dolci, succose e con la buccia spessissima. La cassetta di frutta in sé non è durata poi tantissimo (siamo folli divoratori di arance), ma la scorza della frutta, appositamente pelata, lavata e tagliuzzata riempie un terzo del mio congelatore. Così, con solo pochi pezzettini di scorza, anche il dolcino più insulso si trasforma in una profumatissima delizia all’arancia! Impossibile allora resistere alla tentazione di preparare dei frollini ciocco-aranciosi con la speciale partecipazione del succo di mandarino (visto che il fruttivendolo me ne ha regalati un vagone!)

Ingredienti:

200 g di farina 1Floriddia

70 g di zucchero di canna grezzo

30 ml di olio d’oliva

1 bicchierino da caffè di succo di mandarino (circa) 

50 g di cioccolata fondente

5 g di lievito

scorza d’arancia

In una ciotola mescoliamo zucchero, farina e lievito con le scorzette d’arancia e il cioccolato fondente fatto a pezzettini. Di seguito aggiungiamo l’olio d’oliva ed il succo di mandarino, poco alla volta. Ne mettiamo quando basta, dato che dipende molto dalla farina che si usa e dalla quantità di liquido che assorbe. Impastiamo bene finché la consistenza non è simile alla frolla (aggiungendo acqua o farina se serve)  e stendiamo la pasta alta circa mezzo centimetro. Ritagliamo i biscotti e li inforniamo a 170°-180° per 15 minuti circa. Se riusciamo a resistere li lasciamo freddare un po’, giusto il tempo di mettere su una bella tazza di tè, magari aromatizzato agli agrumi!