Necci toscani alla crema di pere, vaniglia e nocciole caramellate

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Bisogna fare attenzione a ciò che si desidera. Questa è una delle prime lezioni che ho imparato guardando ‘Labyrinth’, un vero gioiello della cinematografia. Quando da bambina mi trovavo a desiderare ardentemente che qualcosa cambiasse o che le situazioni si evolvessero in maniera diversa mi tornava sempre in mente la scena di quando Sarah esprime il desiderio di sbarazzarsi del fratellino piccolo in modo da riacquistare la felicità perduta e, inaspettatamente, questo viene esaudito.  A quel punto allora iniziavo a provare un po’ di paura ma soprattutto ero scossa dall’adrenalina e dalla curiosità: cosa sarebbe successo se il Re dei goblin mi avesse portato nel suo labirinto? Sarei rimasta con lui oppure sarei tornata a casa dalla mia famiglia? Tutte domande emblematiche ed esistenziali per una bambina che credeva nei propri desideri ma non voleva deludere la sua famiglia scappando con il Re dei goblin, che dilemma!

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Gli anni sono passati e a poco alla volta ho dimenticato questa importante lezione tanto da ritrovarmi alle porte del labirinto o, meglio, davanti alle due porte sorvegliate dai guardiani che mi accolgono con quel terribile indovinello e io, per la cronaca, non sono mai stata brava con gli indovinelli. Quindi che fare?! Beh nient’altro se non rimboccarsi le maniche e cercare di uscire dal labirinto e, come Sarah prima di me, fortunatamente posso contare sull’aiuto di molti compagni che passo dopo passo, svolta dopo svolta, stanno uscendo insieme a me da questo enorme rompicapo. Durante il mio viaggio ho comunque fatto delle conoscenze interessanti, come quella di un carinissimo e ospitale Vermetto che, tra una chiacchiera e l’altra, allietandomi con i più disparati aneddoti mi ha svelato la ricetta per una crema alle pere strepitosa che ho subito pensato di riproporre accompagnata ai necci, una sorta di crepes preparate con farina di castagne, tipiche toscane. Solitamente sono accompagnate con la ricotta o con i miele ma ho preferito stravolgere le tradizioni e proporre un ripieno più leggero, naturalmente dolce, aromatizzata alla vaniglia e con una componente croccante data dalle nocciole caramellate. Sicuramente il viaggio dentro al labirinto ha portato i suoi frutti ;)

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Ingredienti per 4 necci:

100 g di farina di castagne (per me dell’Azienda Agricola Cerasa della Garfagnana)

170 ml di acqua

Ingredienti per la crema:

200 g di pere mature

2 cucchiai di malto di riso

30 g di nocciole tritate

200 ml di acqua

30 g di farina di riso

mezza stecca di vaniglia

Per prima cosa si prepara l’impasto dei necci: basta setacciare la farina di castagne in una ciotolina e aggiungere acqua poco alla volta mescolando con una frusta per non creare grumi. Scaldare una padella antiaderente a fuoco medio e, quando sarà bella calda, adagiare mezza mestolata di composto inclinando la padella come si fa con le crepes (il composto è più viscoso di quello delle crepes quindi non c’è da preoccuparsi se i nostri necci assomiglieranno di più a dei grandi pancake schiacciati :b è tutto regolare) cuocendole una trentina di secondi per lato. Procedere in questo modo fino ad esaurimento dell’impasto. Nel frattempo prepariamo la crema: tagliamo la pera a pezzettini, uniamo un cucchiaio di malto di riso, i semini di mezza stecca di vaniglia  e frulliamo con il frullatore ad immersione. Trasferiamo la purea di pere in un pentolino a iniziamo a scaldarla a fuoco basso. Sciogliamo 30 g di farina di riso con 200 ml di acqua e aggiungiamoli poco alla volta alla purea di pere che sarà ormai bella calda. Mescoliamo la crema energicamente con una frusta finché non sarà mediamente densa e mettiamola da parte. Sciogliamo in un padellino antiaderente il restante cucchiaio di malto e ricopriamolo con le nocciole tritate. Facciamo andare a fuoco medio mescolando spesso fino a che le nocciole non avranno acquisito un colore brunito e saranno caramellate. Aggiungerle alla crema di pere e vaniglia e mescolare bene per far amalgamare il tutto. A questo punto si può procedere con il montaggio: spalmiamo i necci con la crema di pere, vaniglia e nocciole e ripieghiamoli come più ci piace, che sia a cannellone, a crespella o direttamente a metà. Servire caldi accompagnati da un buon tè, per una colazione energica o una golosa merenda!

“con questa ricetta partecipo al contest The Mystery basket ideato da La mia famiglia ai fornelli e ospitato per il mese di Ottobre da In cucina con Fischio“.

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Il castagnaccio toscano

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Lo so, l’autunno è già passato da un po’, ma  questo clima mite è ingannevole e sembra volermi far credere d’essere ancora in ottobre. Quindi quale momento migliore di questo per qualche esperimento con la farina di castagne?! Rimane solo da scegliere la ricetta da cucinare, il che non è cosa da poco, visto che vorrei provarne a centinaia; dai biscotti agli gnocchi, ai necci o,  perché no, una super morbidissima torta?!  Ma alla fine, tanto per rimanere sul tradizionale,  decido per un bel castagnaccio toscano, un dolce tipico che rievoca tanti bei ricordi. Apro allora il sacchetto della farina castagna e immediatamente vengo inebriata da un dolcissimo profumo autunnale, così intenso da non farmi più smettere di annusare; con la testa direttamente infilata nel sacchetto eh! Quando finalmente riesco a staccare (tristemente) la testa dal sacco di farina, mi metto sotto con la preparazione. La ricetta è davvero semplicissima, però è indispensabile ricordare che, visto che non è prevista l’aggiunta di zucchero, è necessario avere la farina di castagne perfetta, dolce e profumata, una farina che, soltanto annusandola, ti lascia il sapore delle caldarroste in bocca; non quelle da supermercato insomma. Trovata la farina adatta (io l’ho presa alle Molina, vicino Stazzema, ma in alternativa c’è quella della Garfagnana, buonissima!) ero pronta  per la sperimentazione e, di sicuro, con una farina così buona le possibilità di far venir fuori un troiaio erano pressoché inesistenti  :b

Ingredienti:

200 g di farina di castagne (di Neccio della Garfagnana o una buona, ma buona sul serio)

25 g di pinoli

25 g di uvetta (io l’ho omessa)

un rametto di rosmarino

un pizzico di sale

Olio extravergine di oliva

Acqua

Setacciare la farina di castagne in una ciotola ampia e aggiungere il pizzico di sale. Versare acqua quando basta, mescolando bene con una frusta per non creare grumi (io ne ho aggiunto circa 350ml, a occhio). L’impasto deve risultare liscio e omogeneo, quasi simile a quello delle crepes. Di seguito aggiungere una parte dei pinoli, una di uvetta e qualche foglia di rosmarino, sempre mescolando. Scegliere una teglia dai bordi bassi  (tipo quelle da pizza) da 28 cm di diametro circa, oliarla per bene e versare il composto, stando attenti a mantenere il composto alto un centimetro e non di più.. Decorare con i restanti uvetta, pinoli e rosmarino. Infornare per 30-40 minuti a 180°. Il dolce è pronto quando i sulla superficie  appaiono le crepe tipiche del castagnaccio ed i pinoli sono ben tostati. Si mangia sia tiepido che freddo, ed è superfluo dire che è favoloso in entrambe le varianti ;)