Un pampapato ferrarese rivisitato per un Natale molto speciale e consapevole

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Quest’anno il Natale è arrivato in punta di piedi, silenzioso e inesorabile. Già a metà Novembre avevo iniziato a comprare i regali, cosa stranissima per me che sono solita prendermi sempre all’ultimo minuto e, invece, per i primi di Dicembre avevo già impacchettato tutto. Ero riuscita a meravigliarmi di me stessa, quest’anno mi sono organizzata bene, mi dicevo, vedrai che riuscirò a fare tutto in tempo e mentre mi crogiolavo in questa grandissima soddisfazione non mi sono accorta dello scorrere dei giorni e, in men che non si dica, è già praticamente Natale, come lo scorso anno, ho dimenticato di festeggiare il compleanno del blog (tre anni!!!! auguriauguriauguriii), non ho ancora preparato niente per la nostra cena di Natale in famiglia né fatto post natalizi come avrei voluto tanto fare, non ho ancora sfornato i biscotti né preparato il vinglögg. Insomma a parte  aver impacchettato per bene i regali  e fatto l’alberello sono un po’ indietro su tutta la linea, ma cosa importa?! Sorridi, canta, muoviti e liberati! Non creare ansie e problemi per le sciocchezze quotidiane, assicurati di risparmiare le energie  per i momenti nei quali i problemi saranno più importanti, reali, quando questi si presenteranno più forti e duri che mai, invalicabili, a quel punto allora tu sii più forte, più dura, affrontali con lo spirito giusto, con la forza ed il sorriso della sicurezza, della serenità interiore che non può portare altro che al successo più grande e importante: al successo dentro se stessi.

Quest’anno non è stato semplice, non mi sono sentita sempre bene, non mi sono sentita forte né all’altezza di fare niente di importante o di utile, ma ho imparato che tutto passa, le cose cambiano, noi stessi cambiamo in continuazione e ci innalziamo sempre più verso qualcosa di più grande, la consapevolezza e le esperienze ci accrescono e la sicurezza e la serenità ci pervadono. Siamo esseri speciali in grado di fare cose meravigliose per noi e per gli altri, utilizziamo questo nostro potere per rendere la nostra vita migliore e passo dopo passo, per rendere anche il mondo un posto più sicuro, un luogo empatico, un pianeta ricco di amore e povero di indifferenza.

Questo Panpepato (o Pampapato come direbbe lei) ferrarese in versione crudista senza glutine e zucchero è dedicato a mia nonna, anche lei di origine ferrarese, una donna stupenda, che ha vissuto una vita difficile e ha affrontato situazioni che per me sarebbero inimmaginabili con una forza e una tenacia incredibili; forse lei non so sa ma per me è veramente un onore essere sua nipote e sarò felice se riuscirò a diventare almeno la metà della donna che è lei. Questo vale anche per mia madre, mio padre ed il mio compagno che non hanno mai smesso di credere in me, di sostenermi quando ne avevo bisogno e di stringermi la mano quando avevo paura. Ora è il momento di rendervi tutto quello che mi avete donato, è il momento di mostrarvi che la vostra fiducia in me era ben riposta, è il momento di  dare una scossa alla routine e di aiutarvi a ottenere la serenità che meritate. Non posso poi non nominare i miei amici e le mie sorelle, sparsi per l’Italia ( e non solo!) che mi mancano ogni giorno ma che porto sempre con me dentro a bellissimi ricordi, anche se qualche volta i soli ricordi non riescono a bastarmi e la lontananza si fa sentire terribilmente. Un grandissimo pensiero va anche alla mia allenatrice che mi sta aiutando a raggiungere obiettivi che non mi sarei mai sognata, sono soltanto all’inizio ma sono determinata ad andare sempre avanti senza mollare mai (a parte dopo un minuto di sedia, ecco in quel caso mollo volentieri!), che mi ha fatto scoprire un mondo bellissimo ed è una trainer fantastica!

Least but not last c’è la mia piccolina, la dolcezza fatta a micia, la cucciola più dolce e migliore che potessi desiderare, matta, scalmanata, chiacchierona e splendida.

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Vi lascio ora a questo dolce speciale, una mia versione rivisitata di quello originale, senza zuccheri, crudista, e ricco di grassi buoni, che profuma di Natale, non appesantisce come i soliti dolci delle feste ed è perfetto per chiudere un pasto assieme ad un caffè o, per rimanere in tema natalizio, ad una tazza di vin brulè o vinglögg.

Buon Natale e buon compleanno caro blog :)

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Ingredienti:

80 g di farina di mandorle

100 g di concentrato di dattero

60 g di  cacao amaro

80 ml di olio di cocco

1 cucchiaio abbondante di cannella

pepe nero

noce moscata

chiodi di garofano macinati

nocciole

mandorle

noci

Per prima cosa setacciare il cacao amaro in polvere in una ciotola, aggiungere l’olio di cocco sciolto (stando attenti a non superare i 40° di temperatura) e mescolare bene. Aggiungere anche il concentrato di dattero, la farina di mandorle e mescolare fino a che non si ottiene una crema leggermente liquida.  Questo è il momento delle spezie: aggiungere la cannella, due o tre chiodi di garofano tritati, una macinata generosa di pepe e di noce moscata, una manciata di nocciole, mandorle e noci (intere); mescolare bene e disporre in una tortiera (foderata di carta forno) e lasciar compattare in frigo per almeno 45 minuti. Si può anche trasferire il composto o uno stampo di silicone oppure, perché no, fare delle mini porzioni, utilizzando stampini più piccoli, arrotolarlo come un salame o utilizzare una scatolina quadrata per ottenere un cubo di cioccolato da affettare tipo “cremino”.. beh le scelte sono molteplici, quindi via libera alla fantasia e buone e dolci feste :)

Brownies super cremosi alle banane, cocco e cacao

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Oggi è lunedì, il mio giorno di festa e, guardandomi indietro e riflettendo sulla settimana lavorativa appena passata non posso che essere felice, sentirmi soddisfatta e grintosa come non mi sentivo ormai da molto tempo. Gli ultimi due anni sono trascorsi molto veloci ma, tra gioie e dolori, tra le delusioni che alla fine erano sempre maggiori di quanto fossero le soddisfazioni, il lavoro è sempre rimasto il solito, niente di più, niente di meno ed io ero costretta a rimanere, ahimè, la solita, senza poter dare dimostrazione di alcun miglioramento e senza avere la possibilità di esprimere le mie idee o di proporre qualche novità. No, perché le persone di un certo tipo si spaventano, perché iniziano ad escluderti, perché la precaria e innaturale armonia che si venuta a creare è tenuta in piedi soltanto da basi irreali e prive di alcuna sincerità. Non vi era alcuno spazio che potessi riempire, alcuna porta alla quale potessi bussare o tantomeno aprire, per me rimaneva soltanto un angolo nel quale rannicchiarmi e solo la mia testa dove raccogliere i pensieri senza alcuna libertà di espressione. Pensavo che avrei finito con lo spezzarmi, ero spaventata da questo pensiero ed ero estremamente delusa da me stessa perché pensavo di essere una persona resistente, una persona forte, pensavo di essere qualcosa di diverso da ciò che in realtà stavo mostrando a me e agli altri. Poi, quando ormai ogni speranza di miglioramento era perduta, avviene un cambiamento repentino, una scossa e allora io ne approfitto. Contorcendomi e facendo forza nella fenditura la apro sempre di più, creo uno squarcio che poi diventa grande come una porta, come un portone, fino a che non mi ritrovo completamente a cielo aperto: l’aria è fresca, pulita, frizzante, si sente il profumo dei fiori di tiglio portati dal vento, ma anche delle foglie bagnate, il cielo è pieno di stelle tanto da illuminare a giorno tutta la zona ed io mi sento libera, leggera e felice. Il cambiamento è stato grande, mi sono ritrovata quasi tutta la gestione addosso ma finalmente posso dimostrare quanto valgo, posso esprimermi, posso non avere più paura di proporre le mie idee o di portare  qualche novità. Posso ridere, posso scherzare, posso vivere serenamente la mia vita e soprattutto posso di nuovo credere in me stessa.

Alla fine questa esperienza mi ha insegnato una cosa: io non sono debole, ora finalmente l’ho capito.

Per festeggiare questa rinascita propongo un bel pezzettino di brownies, naturalmente senza glutine e cremosissimo, dal sapore di cacao, banana e ricordo di cocco.

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Ingredienti:

70 g di farina di riso

40 g di farina di cocco

40 g di maizena

40 g di cacao amaro

70 g di zucchero

35 ml di olio di mais

2 banane mature

200 ml di acqua

1 cucchiaino di lievito biologico

Mescolare gli ingredienti secchi (farina di riso, maizena, farina di cocco, cacao amaro, zucchero e lievito) e aggiungere una banana schiacciata bene. Mescolare bene e versare l’olio nell’impasto e di seguito l’acqua, poco per volta, sempre mescolando, si deve ottenere una consistenza mediamente liquida. Trasferire in una tortiera da 24 cm di diametro (ahimè avevo solo quella tonda e non rettangolare ma niente paura, vi svelerò un segreto: i bordi possono essere mangiati dalla cuoca prima di servire i brownies)  decorare con la rimanente banana tagliata a rondelle e infornare a 180° a forno già caldo per 40/45 minuti.

Con questa ricetta partecipo alla raccolta di ricette “Un dolce Senza è buono per tutti” del blog Senza è Buono

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Join the dark side, we have extra dark chocolate chip cookies 

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Sono i primi di Ottobre, le temperature sono più basse e la micia passa gran parte del tempo accoccolata sulle coperte di pile come se fosse già arrivato l’inverno. D’altro canto anch’io mi sto già bachizzando, avvolta nel mio pseudo poncho a forma di Totoro con tanto di calzini lunghi e una tazza di tè fumante sulla scrivania. Le mie ferie sono appena iniziate e con esse anche la mia pace. Dovevo aspettarmelo, dovevo immaginare che tutta l’oscurità si sarebbe ben presto diradata, è bastata la vicinanza delle persone che amo e un po’ più di tempo da dedicare a me stessa per fare yoga, allenarmi o semplicemente fermarmi a pensare e a riflettere per trasformare le mie paure, incertezze e timori in solidissime basi sulle quali costruire veramente qualcosa. È bastato avere un po’ più di tempo. Semplice e puro tempo, la cosa più preziosa che possiamo dedicare alle persone, dedicare a noi stessi e a quello che amiamo fare. Quindi basta sprecarlo, basta guardare l’orologio con ansia o preoccupazione, la lancetta continuerà a scorrere in ogni caso, che noi si viva in maniera ansiosa oppure no il tempo non fermerà la sua corsa. Impariamo a volerci bene e a godercelo questo tempo, non ce ne viene concesso molto, quindi facciamone buon uso.

E quale miglior uso se non quello di mettersi ai fornelli? Si pesano gli ingredienti, si mescolano, se ne odora il profumo e poi si inizia a impastare. Sono gesti terapeutici, rilassanti, che fanno bene a noi stessi e sicuramente anche ai nostri cari, mai a corto di biscotti! Questi maxi cookies extra fondenti sono nati così, dalla mia voglia di rilassarmi e di preparare una golosa e sana colazione per la mia dolce metà, golosissimo di cookies. Ovviamente non sono nemmeno lontani parenti della ben più pesante versione americana, ma sanno comunque difendersi molto bene, sono croccanti all’esterno ma con una consistenza frollosa accompagnata dalle scioglievoli gocce di cioccolato. Poi, si sa, sono i biscotti da colazione preferiti di Dart Fener; perché mai credete che Palpatine sia riuscito a convertire Anakin, per salvare Padme? La madre? Per l’illimitato potere o per abbordare le ragazze perché i più cattivi solitamente son sempre i più fighi? No miei cari, Anakin ha abbracciato il lato oscuro per far colazione con questi biscotti, d’altronde era stanco della cucina macrobiotico-crudista di Obi-wan Kenobi  e dei vari digiuni proposti da Yoda . Suvvia, lo possiamo anche capire, no?!

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Ingedienti per 6 maxi biscotti:

40 g di nocciole tritate in farina

90 g di farina di riso integrale

30 g di cacao amaro

50 g di zucchero di canna mascobado

40 ml di olio di semi

50 ml di acqua tiepida

5 g di lievito per dolci

Scaglie di cioccolato fondente

un pizzico di sale

Mescolare tra loro gli ingredienti secchi (farina, cacao amaro, zucchero mascobado e lievito). Aggiungere le scaglie di cioccolato e l’olio. Mescolare e aggiungere acqua poco alla volta mentre si inizia ad impastare con le mani. Si deve ottenere una consistenza simile alla frolla, molto morbida ma non appiccicosa. Fare delle polpettine con le mani e schiacciarle con le dita in modo da conferire il classico aspetto del cookie. Sistemare i maxi biscotti nella teglia coperta di carta forno e infornare a forno già caldo a 180° per 18 min circa (o anche 20, ma nel mio caso sono bastati due minuti in più per bruciacchiarli ai lati :/). Lasciar raffreddare e conservare in un barattolo con chiusura ermetica. Sono perfetti anche dopo diversi giorni, ottimi per una colazione sulla Morte Nera ;)

Con questa ricetta partecipo al contest The Mystery basket ideato da La mia famiglia ai fornelli e ospitato per il mese di Settembre da Senza è buono”., come sempre un favoloso contest al quale è impossibile non partecipare <3

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Cashew cake di compleanno con ciliegie, crema alla vaniglia e cacao

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Non so perché ma quasi tutti i sapori e profumi dei piatti che mi viene in mente di cucinare mi riportano alla mente esperienze legate all’infanzia o a quando ero piccola; dai più tradizionali e regionali a quelli dal gusto internazionale. Mia madre era solita preparare quasi tutto da sola in casa, qualche volta anche con il mio ‘aiuto’, rendendomi partecipe dei diversi esperimenti culinari. Una volta però, così per gioco, ci venne voglia di provare uno di quei preparati per torta della Cameo, così chimici da far paura, uno di quelli per la torta fredda allo yogurt. Il sapore era totalmente diverso rispetto a quelli ai quali eravamo abituate, era sicuramente un gusto artificiale ma la cosa che mi colpì di più fu la consistenza della crema, così soffice e allo stesso tempo leggera. Non comprammo più un preparato per dolci ma quella crema rimase per me una piccola sfida personale: dovevo provare a riprodurla ad ogni costo. Contando che adoro il cheesecake a freddo ho provato molte volte a cambiare gli ingredienti della crema utilizzando come unica costante l’agar agar come addensante. Buonissima con lo yogurt greco, con il formaggio fresco, il tofu, lo yogurt magro.. ma non riuscivo ad essere ancora soddisfatta dalla consistenza e anche dalla digeribilità (le trovavo estremamente pesanti). Così girando per il web mi sono imbattuta nella cashew cake ed è stato subito amore! Adoro gli anacardi e la consistenza cremosa che si ha in questa torta è qualcosa di paradisiaco, rimane perfettamente digeribile, non appesantisce e soprattutto non fa male. ‘Ma è ricca di grassi!’ Beh effettivamente di grassi ce ne sono ma si tratta di grassi buoni, che si trasformano in energia e ci aiutano a sostenerci durante la giornata. Si tratta anche di un dolce molto fresco, perfetto per l’estate, tanto buono da essere stato scelto come dolcino per il mio compleanno (dopo una tradizione ventennale di crostate alla frutta!), personalizzabile con ogni tipo di frutta, aroma o essenza. Io ho scelto di fare una base di grano saraceno leggermente aromatizzata al cacao coperta da strati di crema di ciliegie alternata a crema alla vaniglia, coperte da una glassa di cacao amaro e ciliegie. Cosa si può desiderare di più da un dolcino?! Beh sicuramente di mangiarne una bella fetta ;)

Buona settimana e buon (ormai) non-compleanno a me :)

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Ingredienti:

Per la base:

100 g farina di grano saraceno

1 cucchiaio scarso di cacao amaro

70 ml di sciroppo di riso*

40 g di frutta secca mista ridotta in farina

1/2 cucchiaio di lievito

35 g di olio di arachide

1 cucchiaio di acqua

Per la crema:

400 g di anacardi

Un baccello di vaniglia

2 cucchiai di olio di cocco

4 cucchiai di sciroppo di riso

2 cucchiai di succo di limone

Una cassettina piccola di ciliegie

Per la glassa:

20 g di olio di cocco

1 cucchiaio di cacao amaro

1 cucchiaio di sciroppo di riso

*per chi la gradisse più dolce utilizzare 30 g di zucchero mascobado e 30 g di sciroppo di riso

Mescolare gli ingredienti secchi (la farina di grano saraceno, il cacao amaro, la frutta secca ridotta in farina ed il lievito). Aggiungere lo sciroppo di riso e l’olio e iniziare ad impastare. Aggiungere il cucchiaio di acqua e impastare finché non si raggiunge la consistenza e l’elasticità tipiche della frolla (aggiungere altra acqua se occorre,a me comunque è bastato un solo cucchiaio). Ricoprire la base di una tortiera da 18 cm di diametro (precedentemente rivestita di carta forno), bucherellare con i rebbi di una forchetta e coprire con altra carta forno riempita di riso o fagioli per non far alzare troppo la base in cottura. Infornare a forno già caldo a 180° per una decina di minuti. Estrarre la base, eliminare i fagioli o i cereali e proseguire la cottura per altri 5 minuti,  in modo che cuocia in maniera uniforme. Trascorso il tempo di cottura lasciar raffreddare e dedicarsi alla crema.

Tenere gli anacardi in ammollo per almeno otto ore o, ancora meglio, tutta la notte. Dopodiché scolarli dall’acqua e dividerli in due parti uguali. Denocciolare pazientemente le ciliegie, lasciandone qualcuna intera per decorazione, e metterle a cuocere in una in una casseruola a fuoco basso basso finché saranno morbide. Frullarle con il frullatore a immersione e continuare a cuocere qualche altro minuto fino a raggiungere il bollore, spegnere il fuoco e lasciar raffreddare. Nel frattempo mettere a scaldare l’olio di cocco e lo sciroppo di riso in un padellino, bastano solo pochissimi secondi. Prendere il mixer più potente che si ha a disposizione e frullare metà degli anacardi, aggiungere metà del composto di sciroppo di riso e olio di cocco, un cucchiaio di succo di limone e la “marmellatina” di ciliegie. Frullare a più non posso fino a che gli anacardi non saranno diventati belli cremosi. Ora si mette da parte la crema alle ciliegie e ci dedichiamo alla crema di vaniglia: prendere l’altra metà degli anacardi e frullarli con il restante olio di cocco e sciroppo di riso sciolti, un cucchiaio di succo di limone, l’interno del baccello di vaniglia grattato e procedere come per la crema alle ciliegie. Riprendere la base della torta (ancora nella tortiera a cerniera) e iniziare l’assemblaggio: distribuire metà della crema di ciliegie sopra alla base, procedere con la crema di anacardi e nuovamente con quella di ciliegie (se avete più tempo della sottoscritta lasciate in freezer il dolce tra uno strato e l’altro per creare lo stacco di colore ben definito). Mettere la torta in freezer per almeno un’ora. Preparare la glassa mettendo sul fuoco 20 g di olio di cocco, cacao amaro e sciroppo di riso, far scaldare per pochi secondi e rovesciare sopra il dolce ghiacciato. La glassa tenderà a raffreddarsi subito. Decorare con le ciliegie rimaste e conservare in freezer. Prima di servire il dolce lasciarlo almeno una mezz’oretta fuori frigo per avere un risultato più cremoso.

Vi assicuro che questa cake vi stregherà ;)

Nuovo appartamento, vecchie abitudini

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Appena l’agente immobiliare ci fece entrare nell’appartamento alzammo subito lo sguardo per contemplare le bellissime travi a vista, ci innamorammo della stanzina in più, che nelle nostre menti era già diventata la nostra sala hobbistica per pc, libri e miniature, rimasi colpita dalla bellissima cucina, dallo spazio e dall’aria fresca che entrava dalle finestre grazie alla presenza di una vicina riserva naturale ricca di alberi. Così decidemmo che la nostra nuova tana doveva essere proprio quella e, dopo settimane di impacchettamenti, smontaggi e rimontaggi di vecchi e nuovi mobili, eccoci qui, finalmente con quasi tutte le nostre cose in ordine pronti per iniziare una nuova avventura. Ammetto di essere entusiasta, il posto mi piace molto, sono nel centro di un paese ma a pochissimi minuti dalle bellissime colline toscane che, nonostante l’abitudine, mi lasciano sempre senza fiato, ho una bellissima cucina e finalmente un forno (quanto ho aspettato questo momento!), sono vicino a bellissime cittadine come Vinci, più vicino a Firenze (che adoro), immersa in posti importanti per la produzione vitivinicola, anche se, tuttavia, nonostante l’emozione non posso ignorare l’altra faccia della medaglia, nonché  la tristezza che inevitabilmente si prova nel trasferirsi e nel lasciare le persone,  le abitudini e i luoghi così familiari che ti hanno accompagnato per abbastanza tempo da farti stringere il cuore al solo pensiero. Penso che ricorderò sempre con affetto i due anni e mezzo passati a Camaiore, come i quasi quattro anni passati a Padova, ma adoro le avventure e non ho intenzione di voltarmi indietro, bensì di correre in avanti portando con me tutti queste belle esperienze strette strette nel mio cuore.

Poteva quindi mancare un collaudo del forno giusto il primo giorno di fine montaggio mobili?! Certo che no! Ed è così che nascono questi biscotti, ispirati alla mia dolce metà, che adora l’accoppiata cocco-cacao, per  coccolarlo durante le sue colazioni e addolcire la sua giornata!

Ingredienti:

200 g di farina tipo 1

30 g di farina di cocco

20 g di cacao amaro

70 g di zucchero di canna integrale

50 ml di olio di semi

90 ml di acqua tiepida

8-9 g di lievito per dolci

Mescolare tra loro gli ingredienti secchi (farina, farina di cocco, cacao amaro, zucchero di canna integrale e il lievito per dolci). Aggiungere l’olio di semi e poco alla volta l’acqua tiepida, sempre mescolando. Iniziare ad impastare il panetto per qualche minuto, farne una pallina e lasciarla riposare in frigo per dieci minuti circa. Dopodiché spolverare la spianatoia con farina di cocco e stenderci sopra la pasta (che andrà lasciata alta circa mezzo centimetro). Ritagliare i biscotti, ri-spolverarli con altra farina di cocco e infornare a 180° a forno già caldo per 15 minuti circa, quando in casa si sarà già diffuso un delizioso aroma di cocco e cacao!

Buon fine settimana ;)

Crostata con frolla al cacao, crema di mandorle, pere e noci caramellate al dattero

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La primavera, così come l’inverno e l’autunno, mi mette sempre di buon umore. I prati si ricoprono di erbetta fresca, le gemme degli alberi iniziano a comparire e le prime foglioline, verdissime, iniziano a cercare i raggi del sole, ora più intensi. In più, da qualche anno a questa parte, la primavera è sempre un periodo di novità. Soltanto due anni fa scrivevo un post simile sui cambiamenti che avrei affrontato di lì a poco: una nuova casa, un lavoro al ristorante, il ritornare in patria lasciando il Veneto; tutte cose che all’inizio mi hanno abbastanza destabilizzato, nonostante, generalmente, affronti con positività i cambiamenti. Quest’anno, invece, i cambiamenti saranno meno radicali, ci sposteremo nel centro Toscana, più vicini al lavoro, dove, tuttavia, ci troveremo davanti situazioni nuove da dover affrontare e nelle quali dovremo cercare di ricreare nuovamente il nostro equilibrio. Sono fermamente convinta che non avremo problemi; ho già trovato una bellissima palestra dove andare (anche se i corsi che mi interessano non seguono i miei orari abituali di allenamento), dove fare la spesa e comprare frutta e verdura, l’erboristeria e anche il negozio bio dove prendere gli ingredienti più strani. L’appartamento, a parte la mancanza di giardino e terrazzo, è adorabile: ci sono le travi di legno a vista, la cucina è strepitosa e provvista di forno (finalmente!!!) e abbiamo una stanza in più dove storare tutto lo stuff geek/nerd, questa stanza in particolare è già stata minuziosamente organizzata, sarà infatti provvista di due scrivanie con i nostri pc, le librerie strabordanti di libri e vetrine con miniature di Wharhammer con tanto di mini studio di pittura. Che dire, si percepisce la mia emozione?! Nonostante mi dispiaccia moltissimo lasciare questo appartamento al quale ero tanto affezionata, le mie favolose allenatrici, i vecchissimi amici ai quali ero finalmente riuscita ad avvicinarmi, i miei negozietti.. beh nonostante  questo sono comunque felice, è una nuova avventura ed io sono innamorata delle avventure! E poi mica vado in capo al mondo, anche se un giorno forse potrei farlo :b

Oggi, per festeggiare l’arrivo della primavera e i cambiamenti che ci aspettano ho pensato di fare una golosa crostatina primaverile con frolla la cacao senza glutine, una vellutata cremina di mandorle e malto e pere e noci caramellate al concentrato di datteri; una vera golosità 100% senza glutine, zucchero e derivati, con la quale partecipo al bellissimo contest di Senza è buono, perché a noi piacciono le sfide e perché senza è più che buono ;)

Con questa ricetta partecipo alla raccolta L’orto del bimbo intollerante di Senza è buono e Una favola in tavola – Il Mondo di Ortolandia”

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Ingredienti (per una tortiera da 18cm):

40 g di nocciole tritate finemente

100-110 g di farina di riso

1 cucchiaio abbondante di cacao amaro

2 cucchiai di malto di riso

30 ml di olio di girasole

30-40 ml circa di acqua

1/2 cucchiaio di lievito

Per il ripieno:

4 perine abate (o 2 grandi)

2 manciate generose di noci

2 cucchiai di concentrato di dattero

200 g di malto di riso

100 g di mandorle pelate

50 g di amido di mais o mix senza glutine

270-300 ml di acqua

Per prima cosa preparare il ripieno. Tagliare a cubettini le pere dopo averle lavate e mondate (io ho comunque lasciato la buccia perché rimanessero più compatte) e metterle in una padella antiaderente con le noci e il concentrato di dattero. Cuocere a fuoco medio e mescolare spesso finché, dopo una ventina di minuti circa, le pere e le noci saranno ben caramellate; lasciar raffreddare e dedicarsi alla crema. Per creare il latte di mandorle macinare finemente le mandorle e frullarle con l’acqua, che andrà aggiunta poco per volta. In un pentolino versare circa 250 ml di latte di mandorle, unire il malto e mescolare a fuoco basso in modo che si sciolga per bene. Nel frattempo mescolare l’amido di mais con il restante latte di mandorle e, quando il composto di latte e malto avrà raggiunto l’ebollizione, aggiungerlo poco alla volta mescolando bene con una frusta per non creare grumi. Mescolare energicamente finché la crema non diventerà abbastanza soda ed inizierà a ‘fare le bolle’; lasciar raffreddare e iniziare a preparare la frolla.  Tritare le nocciole fino a renderle quasi burrose, aggiungere la farina di riso, il malto, il cacao amaro ed il lievito. Di seguito aggiungere l’olio a filo, mescolare bene e versare l’acqua poco alla volta, regolandosi sulla quantità necessaria. Impastare bene e lasciar riposare il panetto una ventina di minuti (fuori frigo). Oliare leggermente la tortiera e rivestirla con la frolla al cacao, lasciandola alta circa 3-4 mm. Riempire con le pere e noci caramellate e infornare a forno già caldo a 175° per 25 minuti circa. Lasciar raffreddare completamente (anche se nessuno vieta di rischiare di scottarsi per assaggiare qualche noce caramellata che ‘sicuramente’ è di troppo e rischia di stonare con l’equilibrio cosmico del dolce, anzi è un nostro dovere!!) e servire accompagnata da tè nero alla pera o da un english breakfast ;)

Buona settimana ;)

Non è mai troppo tardi per la torta di San Giuseppe

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‘Vivo la vita un quarto di miglio alla volta’, disse una volta un tamarrissimo Vin Diesel (sinceramente non ho mai visto il film da cui è presa la citazione, ma ormai l’ho sentita così tante volte da farla mia e annoverarla tra quelle di ‘cultura generale’), sulla falsa riga di questo il Capitano Picard (anche se io sono della fazione Kirk o Janeway) o Han Solo potrebbero dire ‘Vivo la  vita un quarto di parsec alla volta’, la sottoscritta invece vive la sua vita un quarto d’ora di ritardo ogni volta. Giuro che ci provo a essere puntuale, ma succede sempre qualcosa che mi fa perdere tempo o, magicamente grazie alla mia ‘memoria di ferro’, mi torna in mente qualcosa che devo assolutamente fare prima di uscire quando, ormai, sto già mettendo un piede fuori dalla porta. Questa volta, ad esempio, non ho scordato dove ho messo occhiali/chiave/cellulare, non ho blandamente cancellato dalla memoria un appuntamento o ricordato, giusto cinque minuti prima di uscire, di stendere una lavatrice infinita di panni bagnati, questa volta invece ho dimenticato di postare un dolce che, insieme alla torta di mele, alla frolla e a molti altri dolci che non mancherò di riproporre in versione 100% vegetale, fa parte della mia infanzia e mi ricorda dei momenti passati a pasticciare con mia madre dietro ai fornelli. Si tratta di una crostata golosissima, che nella cittadina dove sono cresciuta, viene tradizionalmente preparata il giorno di San Giuseppe. La base è una crostata di frolla farcita con riso, cioccolata, uvetta e pinoli. Inutile dire che è qualcosa di buonissimo, per chi come me è affezionato ai sapori dei dolci ripieni di riso, ma anche di abbastanza consistente. Soluzione?! Beh come al solito provare a riproporla in versione più leggera e vegetale, ma senza penalizzare il gusto. Mi sarebbe piaciuto proporla nel giorno della sua festività, ma ero a lavoro e sinceramente me ne ero completamente dimenticata., tuttavia non è mai troppo tardi per una bella crostata di San Giuseppe, al massimo ne gustiamo una fettina per festeggiare l’inizio della primavera ;)

Per la frolla senza glutine ho preso spunto da questa bellissima ricetta di cui mi sono seriamente innamorata. La frolla non ha niente da invidiare a quella classica all’olio, rimane fragrante ma non dura e si mantiene per giorni, in poche parole è perfetta!!! Ho soltanto modificato un pochino gli ingredienti in base alle cose che avevo a disposizione.

Ingedienti per tre crostatine o una crostata piccola:

35 g di mandorle tritate quasi ridotte in farina

75 g di farina di grano saraceno

50 g di farina di riso

35 ml di olio di mais

50 g di zucchero di cocco

50 ml di acqua (a me sono bastati, ma se serve aggiungere)

1/2 cucchiaio di lievito

Per il ripieno:

70 g circa di riso

2-3 cucchiai di zucchero di cocco

2 manciate di uvetta

2 manciate di pinoli

2 cucchiai di cacao amaro

Mettere il riso a cuocere con abbondante acqua insieme a due cucchiai di zucchero e l’uvetta. Nel frattempo preparare la frolla: mescolare le farine con le mandorle tritate, il lievito e lo zucchero. Aggiungere olio e acqua poco per volta fino a raggiungere la consistenza di una frolla, impastare bene e lasciar riposare qualche minuto. Adesso il riso dovrebbe essere a metà cottura e pronto per aggiungere i pinoli ed il cacao amaro. Mescolare bene, aggiustare di zucchero e lasciar stracuocere il riso fino a che non diventerà una crema, aggiungendo acqua all’occorrenza. Quando sarà pronto aggiustare di cacao o zucchero e lasciar raffeddare. A questo punto riprendere la frolla e foderare gli stampini da crostatina (precedentemente oliati), riempirli di crema di riso e infornare a 180° per 12 minuti circa, quando in casa si diffonderà l’inconfondibile profumo di cacao. Servire possibilmente fredde, se riuscite a resistere ;)

Buona settimana e buona primavera!!!

Abbracciare la diversità per creare l’armonia, le girelle

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Strano a dirsi, quando ho avuto molto tempo a disposizione le novità non sono state molte, ma non appena è iniziata la stagione lavorativa sono stata letteralmente investita da un sacco di nuove ispirazioni ed esperienze, anche piccole, ma comunque significative. Prima tra tutte è stato l’iniziare a partecipare ai corsi di aerobica della mia palestra, una news che può sembrare di poco conto, ma che in realtà ha aggiunto un pizzico di fiducia in più alla mia scarsa autostima; adoro allenarmi duramente, sentire i muscoli in fiamme, fare esercizi creativi che mettono a dura prova la stabilità e la potenza fisica, adoro incastrarmi con il trx, cadere per poi imparare, sudare come se fossi insieme a Frodo e Sam dentro il Monte Fato.. sono cose che mi fanno sentire libera, soddisfatta e capace di fare qualsiasi cosa, sì, tutto questo solo grazie a delle lezioni di aerobica!

Come seconda news posso felicemente annunciare di essere diventata mamma! Eh si, perchè contribuendo all’iniziativa ‘Adotta un castagno’ dell’Azienda Agricola Cerasa, per la salvaguardia dei famosi alberi del pane ora minacciati da un terribile insetto nocivo, (per info e adozioni www.associazionecastanicoltori.it) ho ricevuto in adozione un bellissimo castagno di nome Raimondo. Sfortunatamente l’adozione è a distanza, ma non vedo l’ora che sia ottobre per andare a visitare il mio bambino secolare e cogliere i suoi meravigliosi frutti. Prendo quindi l’occasione per consigliare a chinque sia interessato alla salvaguardia dell’ambiente di pensare seriamente a questa iniziativa ci sono ancora 130 castagni secolari che hanno bisogno di essere adottati, diamoci da fare!

Ed eccoci all ‘ ultima novità, che è anche il punto focale di questo post. Venerdì 19 giugno, come regalo di compleanno (anche se in anticipo di un mese), sono stata ‘spedita’ a Bologna da mia madre, per partecipare al ‘Festival dell’Oriente’. Ovviamente nel pacchetto regalo era compresa la sua compagnia, non si sarebbe mai lasciata sfuggire l’occasione di poter godere di centinaia di monili, incensi, abiti, cibi, musiche.. provenienti da ogni parte dell’Oriente, e neanche io, per niente al mondo! Non appena siamo entrate (eravamo davanti allo stabile di Bologna Fiere già un’ora prima dell’apertura, neanche fosse un concerto) siamo state catapultate in un mondo fantastico, dove le etnie, le culture e le diverse lingue si mescolavano in una melodia perfetta. Siamo state guidate dai profumi delle spezie marocchine, trasportate dai fantastici spettacoli di danza e di canto che offrivano bellissimi e diversi scorci culturali, siamo rimaste incantate dai monili tibetani, ipnotizzate dai mantra musicali recitati dai monaci Buddhisti, deliziate dalle prelibatezze indiane, meravigliate dalla cerimonia del tè e dalla vestizione del kimono giapponesi, per poi concludere un un favoloso massaggio ayurvedico, non potevo chiedere una giornata migliore di questa, mi sono letteralmente emozionata ogni cinque minuti. Trovarsi immersa in un luogo del genere, dove le diversità e le mescolanze culturali sono in perfetto accordo tra di loro è assolutamente un’esperienza unica. Personalmente credo che l’eterogeneità sia importante, il confronto e le diversità non possono fare altro se non accrescerti, darti la possibilità di esplorare universi diversi dal tuo, considerare punti di vista estranei al proprio modo di pensare; può sembrare strano ma sono proprio queste situazioni che favoriscono il percorso conoscitivo di se stessi e aiutano a scoprire nuove cose del proprio essere, o almeno così capita a me.
Ed è così che nascono questi biscotti di frumento orientale, dove si mescolano armoniosamente il sapore amaro e caldo del caffè con la dolcezza vanigliata del grano egiziano; una perfetta celebrazione di connubio tra le diversità!

Ingredienti:

300 g di farina di kamut

180 g di malto di riso

1 cucchiaio raso di cacao amaro

2 cucchiaini di polvere di caffè

1 caffè espresso lungo

70 ml di olio evo

1 pizzico di bicarbonato

Per prima cosa ho preparato due impasti dividendo la farina, il malto e l’olio in due parti uguali. Per l’impasto bianco ho mescolato 150 g di farina di kamut con 90 g di malto, 35 ml di olio, un pizzichino di bicarbonato e ho impastato bene il tutto. A questo punto lasciar riposare in frigo il tempo necessario per dedicarsi all’altro impasto. Per la pasta al caffè basta mescolare gli altri 150 g di farina con i restanti 90 g di malto, i 35 g di olio, la polvere di caffè ed il cacao amaro.  Stendere i due impasti con il mattarello, aiutandosi con un pochino di farina, fino ad arrivare a uno spessore di pochi millimetri e cercando di dare ad entrambi la stessa forma rettangolare. Adagiare l’impasto al caffè sopra a quello bianco, avvolgere la girella con attenzione e lasciarla riposare in freezer per una ventina di minuti (in alternativa, dopo aver sovrapposto i due impasti, si possono tagliare delle striscioline e poi arrotolarle per creare direttamente i biscotti, in questo caso non credo sia necessario il riposo in freezer). Trascorsi i venti minuti tagliare con un coltello a sega affilato i biscotti, io li ho fatti alti circa 1/5 cm, cercando di non spiaccicare il nostro salamino. Adagiare i biscotti nella teglia coperta di carta forno e schiacciarli in po’ con le dita, in modo da non avere dei biscottoni troppo alti, altrimenti tenderanno a essere crudi all’interno.  Cuocere a forno caldo a 180° per circa 10-12 minuti.

Buona settimana ;)

Tripudio di cioccolata degli eterni ritardatari

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Sono in ritardo, come sempre, potrei quasi dire che il famoso quarto d’ora accademico  fa parte della mia filosofia di vita, cosa che ovviamente manda su tutte le furie le persone precise, ordinate e anche un po’ pignole, come  per esempio il fidanzato che, un giorno o l’altro, son sicura, finirà per sabotare gli orologi di casa pur di vedermi puntuale almeno una volta. Insomma anche questa volta sono in ritardo, mi ero ripromessa di condividere gli esperimenti cioccolatosi del week end direttamente a inizio settimana e invece sono stata talmente sommersa da impegni di lavoro e privati da dimenticarmi di pubblicare (ma non di assaggiare!) la ricetta della torta glassata al cioccolato. Questa torta nasce giusto il mese scorso, ideata appositamente come dolce di compleanno per la mia cara Viola che, come me, ama il cacao amaro ed il suo connubio perfetto con l’arancia. Soprannominata da un amico “Saracher”, un gioco di parole tra il mio nome e quello della famosa torta austriaca, prende ovviamente ispirazione dalla Sachertorte, altrettanto cioccolatosa e glassata ma arricchita con arancia e noci, un tripudio di cioccolato e morbidezza! Ed ecco qui, meglio tardi che mai ;)

Ingredienti:

130 g di farina tipo 1

20 g di fecola di patate

50 g di cacao amaro

100 g di zucchero mascobado + qualche cucchiaio

50 ml di olio evo

200-220 ml di latte di soia 

1/2 bicchierino di Brandy

1 bustina di lievito

una manciata generosa di noci

3-4 arance

200 g circa di cioccolata fondente a barre

Mescolare la farina, la fecola, il cacao amaro, il lievito e mettere da parte. In un’altra ciotola mescolare lo zucchero con l’olio e aggiungere gli ingredienti secchi precedentemente mescolati. Tritare grossolanamente le noci e aggiungerle all’impasto insieme a mezzo bicchierino di Brandy e al latte di soia, poco per volta, sempre mescolando. Rivestire di carta forno una tortiera da 18 cm di diametro, versare il composto e infornare a 170º-180º per 30-40 minuti circa. Nel frattempo pelare le arance, frullarle, metterle in una casseruola con due cucchiai di zucchero e cuocere a fiamma viva. Continuare la cottura a fuoco dolce, finché non si raggiunge la consistenza di una marmellatina.Quando la torta sarà pronta lasciarla raffreddare bene e tagliarla a metà, farcirla con la marmellata di arance e procedere alla preparazione della glassa. Sciogliere la cioccolata a bagnomaria con poca acqua e rivestire tutta la torta. Lasciar raffreddare qualche ora (meglio tutta la notte) e servire. Buon appetito :)

Brownies morbidosi al cioccolato, noci e arancia

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La primavera si avvicina; di già?! Tra i mille progetti, le nuove avventure per il futuro, la preparazione della tesi ed il conseguimento della laurea mi ritrovo a controllare il calendario e a stupirmi di essere già in marzo inoltrato. Mi accorgo soltanto ora che il tempo è trascorso in maniera velocissima ed il momento di ritornare a casa e cambiare vita si avvicina sempre di più. C’è paura, incertezza, timore di non essere all’altezza, ma ci sono anche diverse sicurezze sulle quali so di poter contare, che mi danno forza e speranza e alimentano in maniera creativa, forse anche un po’ troppo, i millemila progetti che mi frullano nella testa. Presa allora coscienza del cambiamento stagionale ho immediatamente tirato fuori la giacca leggera, ho ripreso a correre sull’argine e a fare belle passeggiate sotto a un tiepido solicino. In realtà non sono mai stata una sostenitrice dell’estate, mi piacciono molto le mezze stagioni e l’inverno, potessi legherei indissolubilmente giugno a settembre, così da saltare a piè pari l’estate (sì, sacrificherei anche il mio compleanno in luglio!), però quest’anno, sicuramente complice un inverno troppo caldo e destabilizzante, mi ritrovo ad aspettare con trepidazione e a gioire per una bella giornata di sole! Tuttavia ormai ho imparato a non agitarmi troppo al primo segno di cambiamento, infatti, come volevasi dimostrare, stamani la città era coperta da uno spesso manto di nebbia e umidità: una scena comunque affascinante che mi ha invogliato a farmi una bella passeggiatina sull’argine e ispirato, al ritorno, a preparare dei morbidissimi brownies al cioccolato. Si lo so, è senza dubbio un dolcetto invernale, ma in una giornata del genere, una tiepida coccola al cioccolato proprio male non ci sta!

Ingredienti per una teglia 15 x 24:

75 g di farina 1

40 g di fecola di patate o maizena

35 g di cacao amaro in polvere

70 g di zucchero di canna grezzo

35 ml di olio evo

226 ml di latte di soia

1 cucchiaino di lievito

1 pizzico di bicarbonato

30 g di cioccolato fondente fatto a pezzi

4 noci a pezzettini

scorza d’arancia

Mescolare la farina con la fecola, il cacao amaro, il lievito ed il pizzico di bicarbonato. A parte sbattere bene lo zucchero con l’olio ed il latte di soia. Versare pian piano i liquidi nella ciotola dei secchi, sempre mescolando e, per ultimo, aggiungere le noci, la scorza d’arancia e il cioccolato fondente tagliati grossolanamente. Ungere una teglia rettangolare da 15×24, versare il composto.  Infornare a 180° per 20 minuti (regolarsi comunque con la potenza del proprio forno), controllando spesso verso fine cottura e stando attenti a non stracuocerli. La cottura è la parte più importante per la buona riuscita di questi dolcetti, che devono rimanere molto morbidi, quindi non c’è da allarmarsi se lo stecchino per verificare la cottura del dolce non esce completamente pulito, anzi deve avere un po’ di pasta umida attaccata, in modo che, una volta freddi, i brownies mantengano la loro scioglievolezza. A cottura ultimata lasciar intiepidire nella teglia e poi tagliare a quadrotti.

Buon inizio settimana :)