Nuovo appartamento, vecchie abitudini

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Appena l’agente immobiliare ci fece entrare nell’appartamento alzammo subito lo sguardo per contemplare le bellissime travi a vista, ci innamorammo della stanzina in più, che nelle nostre menti era già diventata la nostra sala hobbistica per pc, libri e miniature, rimasi colpita dalla bellissima cucina, dallo spazio e dall’aria fresca che entrava dalle finestre grazie alla presenza di una vicina riserva naturale ricca di alberi. Così decidemmo che la nostra nuova tana doveva essere proprio quella e, dopo settimane di impacchettamenti, smontaggi e rimontaggi di vecchi e nuovi mobili, eccoci qui, finalmente con quasi tutte le nostre cose in ordine pronti per iniziare una nuova avventura. Ammetto di essere entusiasta, il posto mi piace molto, sono nel centro di un paese ma a pochissimi minuti dalle bellissime colline toscane che, nonostante l’abitudine, mi lasciano sempre senza fiato, ho una bellissima cucina e finalmente un forno (quanto ho aspettato questo momento!), sono vicino a bellissime cittadine come Vinci, più vicino a Firenze (che adoro), immersa in posti importanti per la produzione vitivinicola, anche se, tuttavia, nonostante l’emozione non posso ignorare l’altra faccia della medaglia, nonché  la tristezza che inevitabilmente si prova nel trasferirsi e nel lasciare le persone,  le abitudini e i luoghi così familiari che ti hanno accompagnato per abbastanza tempo da farti stringere il cuore al solo pensiero. Penso che ricorderò sempre con affetto i due anni e mezzo passati a Camaiore, come i quasi quattro anni passati a Padova, ma adoro le avventure e non ho intenzione di voltarmi indietro, bensì di correre in avanti portando con me tutti queste belle esperienze strette strette nel mio cuore.

Poteva quindi mancare un collaudo del forno giusto il primo giorno di fine montaggio mobili?! Certo che no! Ed è così che nascono questi biscotti, ispirati alla mia dolce metà, che adora l’accoppiata cocco-cacao, per  coccolarlo durante le sue colazioni e addolcire la sua giornata!

Ingredienti:

200 g di farina tipo 1

30 g di farina di cocco

20 g di cacao amaro

70 g di zucchero di canna integrale

50 ml di olio di semi

90 ml di acqua tiepida

8-9 g di lievito per dolci

Mescolare tra loro gli ingredienti secchi (farina, farina di cocco, cacao amaro, zucchero di canna integrale e il lievito per dolci). Aggiungere l’olio di semi e poco alla volta l’acqua tiepida, sempre mescolando. Iniziare ad impastare il panetto per qualche minuto, farne una pallina e lasciarla riposare in frigo per dieci minuti circa. Dopodiché spolverare la spianatoia con farina di cocco e stenderci sopra la pasta (che andrà lasciata alta circa mezzo centimetro). Ritagliare i biscotti, ri-spolverarli con altra farina di cocco e infornare a 180° a forno già caldo per 15 minuti circa, quando in casa si sarà già diffuso un delizioso aroma di cocco e cacao!

Buon fine settimana ;)

Funghetti di frolla definitivi

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“Questo fu quanto Beorn promise di fare: per il loro viaggio verso la foresta avrebbe dato un pony a ciascuno, e un cavallo per Gandalf, e li avrebbe caricati tutti di cibo sufficiente per molte settimane, se amministrato con cura, e imballato così da poter essere trasportato il più facilmente possibile- noci, farina, vasi di frutta secca, pentole rosse di coccio piene di miele, e gallette che sarebbero durate a lungo, piccole quantità delle quali sarebbero bastate a sostenerli per lunghi tratti di strada. La ricetta di queste gallette era uno dei suoi segreti; ma c’era dentro del miele- come la maggior parte del suo cibo- ed erano buone da mangiare, anche se facevano venire sete.”

[Lo Hobbit]

Quando andavo alle elementari ero una di quelle bambine fortunate che poteva avere la mamma tutta per sè diversi giorni della settimana. E lei, con un passato da maestra, era sempre pronta ad inventarsi mille modi creativi per farmi giocare e divertire; tuttavia quelli che in assoluto preferivo erano quelli dove ci si doveva sporcare, impastare o dipingere. Qualche volta con la pasta di sale, altre volte con il diversi materiali malleabili da poter modellare o, altre ancora, con la magica pastafrolla  (per la mia felicità questa volta qualcosa di commestibile!). La ricetta, frutto di prove, consigli e basi tramandate da sua nonna, era gelosamente custodita nel libro di ricette di Nonna Papera e, non appena vedevo uscire quel fogliettino ormai invecchiato e stropicciato che riportava passo passo tutti i procedimenti rituali per la creazione dei deliziosi biscottini, l’emozione era unica.

Con il passere degli anni poi ho cambiato alimentazione, diventando più consapevole delle cose che ingerivo, del loro apporto energetico e ho sviluppato una grande attenzione per le materie prime che compongono un qualsiasi piatto, cercando di scegliere sempre quelle meno industriali e raffinate. Tuttavia, nonostante i tentativi, le diverse combinazioni di più ricette e gli esperimenti che “mmh si dai è buona per essere vegana”, non sono più riuscita a trovare una frolla come quella che facevo con mia madre da piccola. Una pasta che sia croccante, friabile ma scioglievole allo stesso tempo; non sono mai stata soddisfatta delle mie frolle fino a poco tempo fa, quando è ri entrato in gioco il libro di “Pasticceria Naturale” di Pasquale Boscarello, che con la sua frolla al naturale mi ha riportato indietro di così tanti anni da farmi emozionare come quando ero bimba! E allora non potevo non condividerla con voi, la frolla al naturale definitiva ed emozionante ;)

Ingredienti:

250 farina di tipo 1

60 g di zucchero di canna o malto

60 ml di olio (per me evo)

70 ml di acqua tiepida

10 g di cremor tartaro

un pizzico di bicarbonato

1-2 cucchiaini di cannella (io abbondo sempre)

un pizzico di sale

una spolverata di noce moscata

Mescolare gli ingredienti secchi tra di loro (farina, zucchero, cremor tartaro, bicarbonato, sale, cannella e noce moscata). Aggiungere l’olio e di seguito l’acqua tiepida, poco per volta, in maniera da amalgamare bene il composto. Lavorarlo bene sulla spianatoia e creare la classica pallina, che andrà fatta riposare per una mezz’oretta coperta da un panno, ma se siete come me e solitamente (quando possibile!) prediligete saltare questi passaggi, niente paura, posso assicurarvi che il risultato è comunque identico. Dopodiché stendere la pasta alta circa mezzo centimetro, ritagliare i biscottini e infornare a 180° a forno già caldo per 15 minuti circa, a seconda della potenza del vostro forno. Lasciar raffreddare il più possibile ed eccoli qua, i biscottini supersonici!

Abbracciare la diversità per creare l’armonia, le girelle

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Strano a dirsi, quando ho avuto molto tempo a disposizione le novità non sono state molte, ma non appena è iniziata la stagione lavorativa sono stata letteralmente investita da un sacco di nuove ispirazioni ed esperienze, anche piccole, ma comunque significative. Prima tra tutte è stato l’iniziare a partecipare ai corsi di aerobica della mia palestra, una news che può sembrare di poco conto, ma che in realtà ha aggiunto un pizzico di fiducia in più alla mia scarsa autostima; adoro allenarmi duramente, sentire i muscoli in fiamme, fare esercizi creativi che mettono a dura prova la stabilità e la potenza fisica, adoro incastrarmi con il trx, cadere per poi imparare, sudare come se fossi insieme a Frodo e Sam dentro il Monte Fato.. sono cose che mi fanno sentire libera, soddisfatta e capace di fare qualsiasi cosa, sì, tutto questo solo grazie a delle lezioni di aerobica!

Come seconda news posso felicemente annunciare di essere diventata mamma! Eh si, perchè contribuendo all’iniziativa ‘Adotta un castagno’ dell’Azienda Agricola Cerasa, per la salvaguardia dei famosi alberi del pane ora minacciati da un terribile insetto nocivo, (per info e adozioni www.associazionecastanicoltori.it) ho ricevuto in adozione un bellissimo castagno di nome Raimondo. Sfortunatamente l’adozione è a distanza, ma non vedo l’ora che sia ottobre per andare a visitare il mio bambino secolare e cogliere i suoi meravigliosi frutti. Prendo quindi l’occasione per consigliare a chinque sia interessato alla salvaguardia dell’ambiente di pensare seriamente a questa iniziativa ci sono ancora 130 castagni secolari che hanno bisogno di essere adottati, diamoci da fare!

Ed eccoci all ‘ ultima novità, che è anche il punto focale di questo post. Venerdì 19 giugno, come regalo di compleanno (anche se in anticipo di un mese), sono stata ‘spedita’ a Bologna da mia madre, per partecipare al ‘Festival dell’Oriente’. Ovviamente nel pacchetto regalo era compresa la sua compagnia, non si sarebbe mai lasciata sfuggire l’occasione di poter godere di centinaia di monili, incensi, abiti, cibi, musiche.. provenienti da ogni parte dell’Oriente, e neanche io, per niente al mondo! Non appena siamo entrate (eravamo davanti allo stabile di Bologna Fiere già un’ora prima dell’apertura, neanche fosse un concerto) siamo state catapultate in un mondo fantastico, dove le etnie, le culture e le diverse lingue si mescolavano in una melodia perfetta. Siamo state guidate dai profumi delle spezie marocchine, trasportate dai fantastici spettacoli di danza e di canto che offrivano bellissimi e diversi scorci culturali, siamo rimaste incantate dai monili tibetani, ipnotizzate dai mantra musicali recitati dai monaci Buddhisti, deliziate dalle prelibatezze indiane, meravigliate dalla cerimonia del tè e dalla vestizione del kimono giapponesi, per poi concludere un un favoloso massaggio ayurvedico, non potevo chiedere una giornata migliore di questa, mi sono letteralmente emozionata ogni cinque minuti. Trovarsi immersa in un luogo del genere, dove le diversità e le mescolanze culturali sono in perfetto accordo tra di loro è assolutamente un’esperienza unica. Personalmente credo che l’eterogeneità sia importante, il confronto e le diversità non possono fare altro se non accrescerti, darti la possibilità di esplorare universi diversi dal tuo, considerare punti di vista estranei al proprio modo di pensare; può sembrare strano ma sono proprio queste situazioni che favoriscono il percorso conoscitivo di se stessi e aiutano a scoprire nuove cose del proprio essere, o almeno così capita a me.
Ed è così che nascono questi biscotti di frumento orientale, dove si mescolano armoniosamente il sapore amaro e caldo del caffè con la dolcezza vanigliata del grano egiziano; una perfetta celebrazione di connubio tra le diversità!

Ingredienti:

300 g di farina di kamut

180 g di malto di riso

1 cucchiaio raso di cacao amaro

2 cucchiaini di polvere di caffè

1 caffè espresso lungo

70 ml di olio evo

1 pizzico di bicarbonato

Per prima cosa ho preparato due impasti dividendo la farina, il malto e l’olio in due parti uguali. Per l’impasto bianco ho mescolato 150 g di farina di kamut con 90 g di malto, 35 ml di olio, un pizzichino di bicarbonato e ho impastato bene il tutto. A questo punto lasciar riposare in frigo il tempo necessario per dedicarsi all’altro impasto. Per la pasta al caffè basta mescolare gli altri 150 g di farina con i restanti 90 g di malto, i 35 g di olio, la polvere di caffè ed il cacao amaro.  Stendere i due impasti con il mattarello, aiutandosi con un pochino di farina, fino ad arrivare a uno spessore di pochi millimetri e cercando di dare ad entrambi la stessa forma rettangolare. Adagiare l’impasto al caffè sopra a quello bianco, avvolgere la girella con attenzione e lasciarla riposare in freezer per una ventina di minuti (in alternativa, dopo aver sovrapposto i due impasti, si possono tagliare delle striscioline e poi arrotolarle per creare direttamente i biscotti, in questo caso non credo sia necessario il riposo in freezer). Trascorsi i venti minuti tagliare con un coltello a sega affilato i biscotti, io li ho fatti alti circa 1/5 cm, cercando di non spiaccicare il nostro salamino. Adagiare i biscotti nella teglia coperta di carta forno e schiacciarli in po’ con le dita, in modo da non avere dei biscottoni troppo alti, altrimenti tenderanno a essere crudi all’interno.  Cuocere a forno caldo a 180° per circa 10-12 minuti.

Buona settimana ;)

Back to basic with a limoncello drop

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Ricomincia la settimana, arriva il mio giorno libero e, nonostante il caldo, sento il frizzante umore settembrino alla vista delle foglie ingiallite che iniziano a cadere dai grandi alberi. Con l’arrivo di settembre anche il lavoro è stato molto più calmo e ho avuto la possibilità di leggere un pochino più spesso e di cucinare cenette un po’ più gustose rispetto alla solita insalata o verdura cruda sgranocchiata all’ultimo minuto, tanto utili al corpo quanto allo spirito. Sembra che le cose inizino a tornare a posto, che la ruota stia girando per il verso giusto, ma allora che cosa c’è che non va in questo quadretto idilliaco?! Beh tanto per rompere le uova nel paniere mi sono ammalata e ho passato il primo giorno libero completamente raffreddata continuando a sembrare un untore di peste bubbonica per tutta l’intera settimana fino a che la cura intensiva di echinacea e propoli non mi ha portato fuori dal tunnel dei fazzoletti moccicosi; in più, non so come né  perché, in questi giorni avevo un umore nerissimo che, giuro non è proprio da me. Come al solito allora sono corsa ai ripari sicuri della mia terapia: cucinare. Stavolta non avevo voglia di novità o di esperimenti, avevo solo bisogno di qualcosa di rodato, una ricetta base, possibilmente del panorama comfort-food, e così sono tornati i miei biscottini alldays, con farina integrale e cacao ma con un pizzichino di brio in più dato dalle scorze di limone utilizzato dal babbo per la produzione di limoncello. Allora, accoccolata con due biscottini caldi appena sfornati, ho ritrovato il buon umore, e un po’ di sana alcolica allegria ;)

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Ingredienti:

200 g di farina di tipo 1

50 g di farina integrale

85 g di zucchero di canna

40 ml di olio evo

cioccolata fondente

scorze di limone (io alcoliche)

un pochino di limoncello

latte di soia

un pizzico di bicarbonato

Tritare le scorze di limone e la cioccolata fondente e mettere da parte. Mescolare le due farine con lo zucchero ed il pizzico di bicarbonato e di seguito aggiungere l’olio mescolando finché non si ottiene un composto bricioloso. Ora aggiungere le scorze e la cioccolata tritati e un pochino di limoncello. Iniziare ad impastare e aggiungere, poco alla volta, tanto latte di soia quanto basta ad ottenere un panetto simile alla frolla. A questo punto stendere l’impasto alto mezzo centimetro, ritagliare i biscotti e infornare a 175° circa per 15 minuti. La cucina sarà invasa da un dolce aroma alcolico di limone speziato, o almeno questo è quello che mi dicono quelli che ancora riescono a respirare con entrambe le narici senza problemi influenzali :)

Buona settimana!

 

 

 

Trasloco e biscotti al limone e vaniglia

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Questi sono giorni veramente intensi e l’appartamento si sta a poco a poco trasformando in uno schema del tetris, dove una miriade di scatoloni si incastrano tra loro e trasformano il semplice “andare in bagno” in un’epica avventura. In breve stiamo traslocando per dirigerci nuovamente nella nostra Contea, questa volta definitivamente. A dirla tutta sognavo questo momento da anni, ma proprio ora che tutto questo si sta realizzando vorrei solo avere più tempo, non per fare niente in particolare, ma solo qualche momento in più per godermi le piccole cose di tutti i giorni e le abitudini che mi ero costruita negli anni, in attesa di sostituirle con le nuove.  Vorrei avere un po’ più di tempo per salutare le bellissime persone conosciute in questi anni, grazie alle quali sono riuscita a sentirmi a casa nonostante fossi in un posto del tutto nuovo; un po’ più di tempo semplicemente per realizzare tutto quello che sta accadendo, perché, giuro, non me ne sto ancora rendendo conto!! In questi casi di confusione la cosa migliore da fare è sedersi, respirare bene e bersi un buon tè caldo a piccoli sorsetti, con magari anche qualche bel biscottino da inzuppare e, non appena si è un pochino più rilassati, mettersi comodi e leggere un bel libro: ed è quello che farò proprio ora, con una tazzona di tè verde, i biscottini al limone e il mio mattonazzo di libro!

Ingredienti:

120 g di farina 1

50 g di maizena

30 g di crusca d’avena

60 g di zucchero di canna grezzo

30 ml di olio evo

un pizzico di bicarbonato

scorza di 1/2 limone

55-60 ml di latte di soia

una stecca di vaniglia

Scaldare a fiamma medio-bassa il latte di soia con la stecca di vaniglia tagliata a metà nel senso della lunghezza (raschiare per bene anche i semini dentro al baccello per aromatizzare meglio il latte). Nel frattempo mescolare la farina con la maizena, la crusca, lo zucchero, la scorza di limone e il pizzico di bicarbonato. Aggiungere l’olio e mescolare bene fino a creare l’effetto “crumble”che si ha quando l’olio viene assorbito dalla farina. Versare allora nel composto il latte vanigliato (dopo aver tolto la stecca), poco alla volta, sempre impastando, fino a raggiungere la consistenza desiderata. Stendere la pasta alta mezzo cm, ritagliare i biscotti e infornare per 12-15 minuti a 180°.

Buon pomeriggio limonoso :)

I cantucci (quasi) di casa

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Ultimamente, tra le ore dedicate allo studio e quelle  passate con l’influenza, sono mancati sia il tempo che  energie per le sperimentazioni culinarie; ma, resuscitata dalla febbre (grazie alla partecipazione straordinaria di un valoroso combattente che, incurante di moccio e germi, mi ha preparato colazione e medicine tutti i giorni!) e con l’esame alle spalle (di cui aspetto ancora il risultato.. incrociamo le dita!) sono prontissima a ritagliarmi qualche momentino per buttarmi a pesce tra i fornelli.

Da buona toscana vado matta per la tradizione eno-gastronomica e culinaria che offre la mia bella regione. I piatti, nonostante la grande presenza di pesce e di carne, sono molto vari e non mancano mai quelli a base di legumi o di pane; dopotutto si parla di cucina povera, nonché la migliore in assoluto, a mio parere. C’è stata quindi la volta della cecina, della pappa al pomodoro con il cantuccio di pane avanzato, le bollenti zuppe multicolor di cereali e legumi.. ma non mi ero ancora cimentata nella preparazione dei tipici biscotti di Prato: i famigerati cantuccini. Ecco, devo però dire in tutta sincerità che di biscotti di Prato come quelli del Mattei non ce n’è in giro, nossignore! Ma essendo qui, lontano lontano mi arrangio come posso e provo a creare il mio cantuccino; che sì, ha i sapori di casa, ma con gli ingredienti che scelgo io. Quindi sciò alle farine e agli zuccheri raffinati e benvenute fibre e zucchero grezzo. Una piccola premessa; lo zucchero, essendo grezzo di canna, ha un sapore molto forte che tende quasi a dissimulare le mandorle. La prossima volta credo che diminuirò un po’ lo zucchero e metterò del miele di acacia, molto più leggero. La ricetta originale di per se ha le uova (solo farina, mandorle, zucchero e uova), ma le ho omesse; per veganizzare basterà solo sostituire il malto al miele (forse il più azzeccato è quello di riso).

Ingredienti

200 g di farina tipo 1

80 g di mandorle leggermente tostate in forno

90-100 g di zucchero (meglio diminuire la dose sostituendo con un pochino di miele)

10 g di miele (io ho usato il Miele di Cansiglio della Rigoni di Asiago)

un cucchiaino di polvere lievitante

2 cucchiai di olio di oliva

un cucchiaio di vino rosso (meglio Vin Santo ma non ce l’avevo, vergogna!)

scorza di limone a piacere (io ho omesso)

acqua

Mescolare la farina con lo zucchero, il lievito e aggiungere di seguito le mandorle tostate. Nel frattempo mescolate l’olio con il miele, il vino e due cucchiai d’acqua. Versate gli ingredienti liquidi nella ciotola dei secchi e mescolate. Aggiungere acqua finché la consistenza che si raggiunge non è simile (vagamente) alla frolla. Insomma non deve appiccicare ma neanche essere farinosa per intendersi. Formare due filoncini di non più di 6 cm circa (evitate di fare come me, che con un filoncino solo mi sono venuti cantucci XL!) e adagiarli sulla teglia ricoperta di carta da forno, distanziandoli di circa 5-6 cm. Spennellare la superficie con miele e acqua o con latte di soia. Infornare a 180° per un 20-25 minuti (io 170° per 35 minuti). A cottura ultimata tirare fuori la teglia e, con un bel coltello da pane, tagliare i filoncini ancora tiepidi di traverso (dando ai biscotti la tipica forma dei cantucci) di uno spessore di circa 1 cm. Disporre i biscotti “sdraiati” sulla teglia e tostarli un 5-10 minuti in forno. Far raffreddare e buon appetito! Buonissimi inzuppati nel Vinsanto, da soli, o con il tè!

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