Bagni di Gong e ispirazioni toscane al cavolo nero

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Chi di voi ha mai fatto un Bagno di Gong? No, non è il nome dell’ultimo bagnoschiuma di Lush né questo fantomatico bagno necessita di immersioni in acqua calda, con Bagno di Gong si intende una sessione meditativa di massaggio sonoro, dove il partecipante è  immerso in un oceano di vibrazioni prodotte da speciali gong, i gong planetari, che vengono sintonizzati con la frequenza base del pianeta corrispondente. L’ascoltatore quindi non deve far altro che sdraiarsi, lasciarsi andare e rilassarsi con il profondo e pieno suono dei gong. Le vibrazioni del gong sintonizzano il nostro corpo con frequenze benefiche che portano le cellule a rigenerarsi, il corpo rilascia la rigidità quotidiana e si rilassa, si rinnova l’armonia e la creatività è ampiamente stimolata. Durante l’intera sessione (un’ora e mezza circa) siamo sottoposti a sensazioni uniche dove il corpo e l’anima vengono completamente coccolati e massaggiati, anche se non sempre in maniera piacevole, possiamo sentire ogni minimo muscolo, ogni sensazione è amplificata e i pensieri si proiettano e si ingarbugliano fino a creare nuove combinazioni geniali. Le sensazioni sono ovviamente soggettive, ma non posso negare che è stata un’esperienza magica, e per tutto questo devo ringraziare mia sister-friend Viola, che mi ha dato modo di partecipare a questa bellissima esperienza organizzata dalla sua maestra di yoga.  Le Planetarie (così si facevano chiamare le suonatrici di gong) dicevano che il lavoro di questa meditazione non era soltanto immediato ma si sarebbe protratto nel tempo e manifestato con coincidenze, realizzazioni di speranze o desideri, novità o, ancora, momenti di ispirazione e creatività. La mia natura pratica non mi fa completamente abbandonare alla cieca credenza in tutti questi cambiamenti, ma sono sicura che qualcosa è cambiato, anche di poco, che sia forse quel minuscolo puntino in più di fiducia in se stessa? O magari l’ispirazione per la ribollita al cavolo nero? Beh anche la cucina è arte e creatività, quindi non mi stupirei se i gong mi avessero ispirato a fare una delle cose che più mi piace; anche se lo zampino del fruttivendolo questa volta è stato notevole!

Ingredienti:

pane toscano raffermo

1 carota

1 cipolla bionda

1/2 porro

1 gambo di sedano

2 patate

un mazzo di cavolo nero (abbondante)

300-400 g di passata di pomodoro

250 fagioli cannellini lessati

1 foglia di alloro

salvia

rosmarino

sale e pepe

Tagliare la cipolla, il porro, la carota, le patate e il gambo di sedano e far soffriggere qualche minuto con un cucchiaio di olio evo. Aggiungere anche le foglie di cavolo nero, lavate bene e tagliate a striscioline fini, chiudere con il coperchio e lasciar cuocere ancora qualche minuto. Frullare 2/3 dei cannellini precedentemente lessati, aggiungerli alle verdure in pentola assieme alla polpa di pomodoro, il rosmarino, l’alloro e la salvia, chiudere nuovamente con il coperchio e far cuocere per almeno 30-45 minuti. A questo punto, per renderla più cremosa ho dato una frullatina a circa 1/3 della verdura (ma ina eh! giusto due secondi), aggiungere i fagioli rimasti, il sale, il pepe e cuocere ancora per una mezz’ora. A cottura ultimata aggiustare di spezie, aggiungere i pezzi di pane e  lasciar riposare la ribollita fino al giorno dopo, in modo che si insaporisca bene. Riscaldare la zuppa prima di servirla e condire con un bel giro di olio buono.

Buon appetito e buon inizio settimana ;)

 

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