Se la vita ti dà dei limoni fatti una limonata; se ti dà pomodori, beh, fatti una bella pomarola

 photo Untitled design_zpscukkalod.jpg

Riapro il blog, polverosissimo e un po’ assonnato, e stento a credere ai miei occhi: sono più di due mesi che non scrivo niente! Beh, perché non crederci, alla fine sono più di due mesi che non esco, non vado a cena fuori, non passeggio spensierata in giro, non leggo, non studio e, soprattutto, che non ho una giornata libera, perché stupirsi allora?! Tuttavia la cosa mi intristice un pochettino, tra i tanti hobbies messi da parte durante la stagione ho anche trascurato questa piccola parte di me, ma, devo dirlo in tutta sincerità, dopo una giornata passata in cucina non avevo proprio voglia di mettermi ai fornelli anche a casa (con questo caldo poi!), per questo i miei pasti erano molto veloci e freddi, così insulsi da non meritare un posto accanto alle altre ricettine che, poverine, hanno una loro dignità. Ma alla fine, dopo tanto lavoro (fortunatamente!), assieme all’avvicinarsi dell’autunno e delle cose belle, si avvicinano anche momenti più tranquilli, rilassati ma comunque intensi, momenti nel quali potrò cercare di riprendere in mano la mia vita e trovare la mia strada; come al solito sono investita da emozioni contrastanti, paura, puro terrore dell’ignoto, la solita sfiducia in me stessa che mi ipedisce di vedermi all’altezza di qualsiasi cosa, ma tutto sommato non vedo l’ora di confrontarmi con nuove sfide e dimostrare a me stessa che sì, nonostante la statura hobbittesca, riuscirò ad essere all’altezza delle nuove sfide che mi aspettano!

Intanto, per oliare nuovamente gli ingranaggi un po’ arrugginiti, io e la mia entourage familiare femminile ci siamo munite di un passatutto elettrico e miliardi di casse di pomodori pronte per essere trasformate in una poeticissima pomarola da conservare per l’inverno. Così, dopo due settimane di lavoro, le casse sono terminate e le dispense sono piene di barattoloni che non vedo l’ora di aprire, con quel loro familiare ‘tock’ che mi dicorda tanto la mia infanzia,di assaporare il forte profumo di pomodoro, respirarlo a pieni polmoni e, poco alla volta, cucchiaiata dopo cucchiaiata, adagiare questa rossissima e densa salsa nella padella e dare libero sfogo alla fantasia.

Ingredienti per 3/4 barattolini da 500g:

3 kg di pomodori da pomarola

3 cipolle

5 carote

5 coste di sedano

una bella manciata di basilico

sale grosso

Tagliare tutte le verdure a pezzettini, mettere in una pentola da bordi molto alti con basilico e due manciate di sale grosso e cuocere a fuoco medio senza aggiungere liquidi. Quando le verdure saranno cotte (controllare che le carote siano morbide, sono le più difficili a cuocersi) passare con il passaverdure la “proto pomarola”, assaggiare, aggiustare di sale e invasarla caldissima in barattoli di vetro precedentemente lavati e sterilizzati. Rimettere la pentola sul fuoco e adagiare dentro i barattoli di pomarola ben chiusi e fasciati con degli stracci, in modo che non cozzino tra loro. Riempire d’acqua fino a ricoprire completamente i barattoli e accendere il fuoco. dopo 30 minuti circa dal raggiungimento del bollore spegnere e lasciar raffreddare dentro l’acqua. Quando sono ben freddi e sotto vuoto riporre in dispensa pronti per scaldare e colorare i nostri inverni.

Buon fine settimana ;)

Annunci

Aperitivo? Pic nic? Le salsine ci sono!

 photo 20150602_160242_zpst2qvprkk.jpg

La sveglia suona alle 7.41, apro gli occhi e la spengo con noncuranza mentre mi avvio verso il bagno. Esco ed inizio a prepararmi il porridge mentre osservo distrattamente il calendario. Affetto la banana e guardo nuovamente il calendario, no qualcosa non torna. Sorseggio il tè e ancora ho questa sensazione addosso, cosa c’è che non va?! Ma alla fine capisco: siamo a giugno! L’intensissimo fine settimana lavorativo che da giovedì si è protratto fino a ieri, comprendendo ben due comunioni e un matrimonio, mi ha completamente fatto perdere il “mi rinvengo” tanto da perdere la concezione del tempo e così anche la transizione marzo-giugno. Sono state delle lunghe giornate e, si sa, quando si passa troppo tempo in un posto si rischia di alienarsi un po’, anche se non posso dire di essermi effettivamente annoiata, visto che, nonostante la mole di lavoro sono riuscita a ritagliarmi qualche ora per fare delle lunghe passeggiate nei boschi con i miei compagni avventurieri (padre e madre), dove abbiamo respirato il profumo del sottobosco, ci siamo rilassati e abbiamo ricaricato le energie. Nonostante l’aspetto un po’ sudaticcio e sporco eravamo felici del bellissimo contatto con la natura e di poter gioire delle perle che essa ci offre, come la favolosa merenda sotto al ciliegio!

Così ieri, di ritorno da una di queste bellissime passeggiate, avevo voglia di mettermi qualcosa sotto ai denti (come se non avessi già mangiato millesettecentomiliardi di ciliegie), magari una fettina di pane tostato con una cosa spalmabile sopra. Niente cioccolata però, qualcosa di fresco e salato. Allora sbircio in cella e arraffo qualche verdura, olive, dei fagioli, pomodori secchi.. e inizio a frullare, facendomi trasportare dall’ispirazione. Assaggio, approvo e spalmo sul pane ;)

Per la salsa rossa:

200 g di fagioli cannellini lessati

10-15 pomodori secchi sott’olio

metà di uno spicchio d’aglio

Per questa salsina ho preso ispirazione da quella ai pomodori secchi della Cucina della Capra, che ormai ,si sa, è una garanzia. In breve si prendono i fagioli e si mettono nel mixer con i pomodori secchi sgocciolati e l’aglio. Si frulla bene e si aggiusta di sale e olio.

Per la salsa verde:

6 zucchine chiare piccole

2 cipollotti di tropea (piccoli)

2 manciate generose di olive nere (nostrali o denocciolate)

qualche foglia di basilico

una manciata di pinoli

sale

timo

olio

Denocciolare le olive, se non si utilizza quelle senza nocciolo, e metterle nel mixer con gli zucchini ed i cipollotti affettati finemente. Frullare bene, aggiungere il basilico sminuzzato, i pinoli, il timo e un filo d’olio. Frullare ancora e aggiustare di sale e olio.

Perfette sul pane tostato, per rendere più cremoso un goloso hamburger vegetale e, come al solito, ottime anche a cucchiaiate ;)

E io? Beh io porto l’ hummus

 photo 20141225_202506_zpskr20snaw.jpg

A chi non è mai capitato di essere invitato ad una grigliata? O più semplicemente a una cena a casa di amici? Credo a chiunque e credo anche che non sorga il benché minimo problema; si porta una bottiglia di vino, un dolce o qualcosa da spiluccare. Ma mettiamo che ci sia già chi si occupa del vino e che il dolce sia già compreso nella cena e che, per di più, l’invitata in questione sia vegetariana e con un dente del giudizio in meno, tolto giusto la mattina stessa. Beh le cose si complicano decisamente un pochino. La sdentata vegetariana ovviamente si porterà il suo passato di verdura da casa, da mangiare freddo, perché si sa, se mangi roba calda il giorno stesso di un’estrazione rischi di metter su uno spettacolino abbastanza splatter da far passare la fame a tutti i commensali e da farti molto male. E poi? Che cosa si può cucinare per tutti? Ma proprio tutti eh, considerando anche sdentate vegetariane? Ecco che allora arriva la salvezza: ha un sapore libanese, speziato e si chiama hummus. Ed io lo amo tanto mangiato a cucchiaiate. Così anche le sdentate vegetariane possono fare il loro aperitivo in compagnia.

Ingredienti

400 g di ceci

olio evo

2 spicchi di aglio

2 cucchiai di tahin

il succo di un limone

sale

pepe

cumino

paprika

un ciuffetto di prezzemolo

Lessare i ceci e tenere il liquido di cottura. In una padella mettere un filo d’olio e tostare l’aglio, i semi di cumino e i ceci precedentemente scolati. Aggiungere una presa di sale, una macinata abbondante di pepe e mescolare bene per amalgamare gli ingredienti. Cuocere a fuoco medio per qualche minuto e lasciar intiepidire. Quando i ceci saranno quasi freddi metterli nel bicchiere del frullatore insieme all’aglio, il succo di limone e due cuccchiai di tahin. Iniziare a frullare per ottenere una crema, aggiustando di consistenza con l’acqua di cottura dei ceci. Il composto deve risultare cremoso ma non troppo duro. Aggiungere ancora un pochino di olio a filo, frullare e servire dentro una ciotolina, decorato con paprika dolce, un giro d’olio buono e un ciuffetto di prezzemolo