Un tè con il Signor Conte Dracula ed il suo segreto.

 

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Noi tutti, immagino, abbiamo partecipato a una festa di Halloween, che fosse alle tre del pomeriggio organizzata nel garage di un nostro amico delle elementari o, da più grandi, in una location da brivido per trascorrere una serata all’insegna del divertimento e dell’adrenalina. Io personalmente odio aver paura, rifiuto categoricamente ogni film che comprenda la parola horror possessionecasa (si perché anche la parola casa solitamente è legata ai film da brivido), bambola, cimitero e via dicendo, per la sfortuna di Jonny, che invece è un amante del brivido, anche se oramai ci ha fatto l’abitudine visto che rifiuto anche di montare su ogni tipo di giostra che non sia un safari tra gli animaletti di plastica, dove l’età media dei partecipanti si aggira tra i 5 e i 6 anni. Tuttavia nonostante sia una vera e propria fifona mi è sempre piaciuto travestirmi e inventare costumi originali; non c’è stato un Halloween nel quale non mi sia data da fare per vestirmi in maniera adeguata e dal 2006 non è mancato un Lucca Comics (tranne gli ultimi due anni che ho saltato a causa del lavoro, sigh) che non abbia onorato con un cosplay diverso ogni anno (grazie alla collaborazione delle mie sarte di fiducia mamma e nonna ♥).Quest’anno fortunatamente, anche se solo per un giorno, riuscirò a partecipare a questa bellissima manifestazione e subito si inizia a pensare al cosplay da portare. In realtà mi sono presa molto tardi con i tempi, dato che immaginavo che avrei dovuto saltare anche questa edizione, quindi, non appena ho realizzato di poter partecipare ho dovuto darmi da fare per preparare qualcosa di efficace, in linea con il trend dell’anno e che fosse fattibile da portare in coppia. Le decisione è stata indirizzata da caratteristiche mie (colore di capelli soprattutto) e la barba di Jonny, molto folta e abbondante. Dopo qualche ricerca ci è capitato di pensare ad una serie tv, una vista così just for fun durante il pranzo a casa insieme e ci siamo soffermati a pensare che effettivamente la folta barba di Jonny, adeguatamente sbiancata, avrebbe potuto farlo decisamente assomigliare al protagonista; e io? Beh non vi sono personaggi con i capelli rossi ma fortunatamente la serie tv è piena di zombie di ogni sorta e genere, quindi non poteva capitarmi occasione migliore e più semplice da poter realizzare.

Così il progetto è partito, ci siamo muniti degli accessori, degli abiti e dei trucchi necessari ma mancava ancora una cosa: il sangue. Personalmente diffido molto dei prodotti commerciali, soprattutto visto che devo mettermeli in bocca oltre che in faccia, quindi ho chiesto al più famoso esperto di sangue che ci sia in giro, il Signor Conte Vlad, o per gli amici semplicemente Conte Dracula, che mi ha svelato un segreto preziosissimo!

Il nostro caro amico Dracula è un vero e proprio golosone e, per soddisfare la sua dipendenza da dolci e non sfigurare di fronte agli altri vampiri che lo considerano una leggenda, ha ideato un vero e proprio escamotage coi fiocchi grazie a del semplicissimo sciroppo d’acero. Praticamente, mi raccontava giusto l’altro giorno di fronte ad un tè, basta mescolare sciroppo d’acero con cacao amaro, colorante rosso e maizena, scaldarlo un pochino sul fuoco ed il gioco è fatto, si ottiene così un boccale pieno di sangue che in realtà sangue non è, delizioso e altamente commestibile, anche se un pochettino calorico!

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Il Signor Conte Dracula mentre ci illustra il suo sangue appena fatto.

Appena tornata a casa ci ho provato e, che dire, è perfetto! Rimane benissimo sui vestiti che devo sporcare e rende molto bene come trucco da inserire nei buchi fatti con i lattice per simulare una ferita aperta, anche se la resa è un pochino appiccicosa lo consiglio vivamente per un trucco all’ultimo minuto o per un travestimento che necessita un pochino di sangue e, visto che è anche commestibile, in questa maniera non rischiamo di metterci impiastri chimici addosso. Beh non rimane che ringraziare il caro nonno Vlad!

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Il rito di leccare il cucchiaio dopo la preparazione è d’obbligo anche per uno come il Conte Dracula.

Ingredienti:

200 ml di sciroppo d’acero

1 e 1/2 cucchiaio di maizena

1 cucchiaio di cacao amaro

colorante rosso liquido

Mettere lo sciroppo d’acero in un pentolino, aggiungere il cacao amaro e la maizena e frullare con il frullatore ad immersione. Aggiungere poi il colorante rosso poco alla volta finché non avremo ottenuto il colore desiderato che sia il più possibile simile al sangue. Scaldare il sangue a fuoco medio sempre mescolando finché non raggiunge il bollore ed inizierà ad addensarsi. Lasciar raffreddare e dare sfogo alla fantasia :D

Buon Halloween ;D

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Burgerini senza glutine di fagioli e zucca con salsa al radicchio, cipolla e mele

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Lo scorso ottobre decisi di cambiare endocrinologo per affidarmi ad un professionista nel campo della tiroide. Le analisi da fare furono molte e lunghissime ma, ancor prima di visitarmi mi disse che avrei dovuto eliminare completamente il glutine dalla mia dieta. Per me quello fu un vero e proprio shock. Adoro il pane, la focaccia e la pizza, rinfrescavo settimanalmente la pasta madre ed ero solita panificare a casa con molta frequenza e tutto questo era andato in frantumi nel giro di mezzo secondo. Certo, l’uomo non vive di solo pane, ma per una che preferisce un pezzo di focaccia a una fetta di torta abituarsi a un regime alimentare del genere può essere molto difficile. Non potevo pensare niente di più sbagliato, con il senno di poi posso ammettere che eliminare il glutine è stata letteralmente una benedizione, il mio corpo si è risvegliato dal torpore, le mie energie si sono fatte più presenti e la stanchezza è stata debellata. In generale, anche se all’inizio, come succede in tutte le disintossicazioni, è stata dura ora sto notando i macroscopici cambiamenti del mio corpo e i benefici apportati dal cambiamento di dieta priva di glutine e quasi priva di carboidrati (a parte quelli presi dalle verdure e dalla frutta). Tuttavia una volta ogni tanto, non essendo allergica, una birra me la concedo, o un pezzettino minuscolo di pane con l’olio novo (un vizio al quale ho ceduto giusto l’altra sera, quando un amico ci ha portato una bottiglina di olio novo che aveva spremuto al suo frantoio il pomeriggio stesso, squisito!!!). Il pane e la focaccia mi mancano ma posso farne a meno, il seitan idem, quando voglio straviziare con un dolce posso prepararlo senza glutine ma come fare per quanto riguarda i miei burger? Beh cos’altro se non armarsi di tanta pazienza e voglia di sperimentare per creare una nuova versione tutta gluten free?! Le prove sono state molteplici ma alla fine ne sono venuta a capo con questi burger dal sapore autunnale che si sposano perfettamente con questa salsina di radicchio e mele, dove l’amaro viene copensato dalla dolcezza della frutta.

Non facciamoci mai scoraggiare dai cambiamenti, per quanto possa sembrare che ci cambino la vita, che ci impediscano di vivere come abbiamo fatto fino ad ora quasi sempre si tratta di cambiamenti positivi che, alla lunga, daranno i suoi frutti ed è proprio in quei momenti che, guardandoci indietro, possiamo essere felici del cammino percorso e sentirci soddisfatti per non aver mollato!

“Con questa ricetta partecipo al contest The Mystery basket ideato da La mia famiglia ai fornelli e ospitato per il mese di Settembre da Senza è buono”.

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Ingredienti per 7 mini burger:

250 g di fagioli secchi già ammollati e cotti

250 g di zucca cotta al vapore o al forno

2 cucchiai abbondanti di farina di ceci

sale

1 cucchiaio di battuto di rosmarino e aglio

farina di mais per la panatura

Per la salsina:

1 cipolla bionda

1/2 mela

4 foglie di radicchio

Dopo aver cotto sia i fagioli che la zucca eliminare la buccia da quest’ultima (se non fosse stato fatto previa cottura) e frullate grossolanamente il composto. Aggiungere il pesto di rosmarino e aglio, il sale e lasciar raffreddare per bene. Quando il composto sarà ben freddo aggiungere la farina di ceci, mescolare bene ed iniziare a fare delle palline con le mani, che andranno successivamente schiacciate e impanate con la farina di mais. Nel frattempo tritare finemente la cipolla, la mela e metterle a cuocere in un padellino antiaderente senza aggiungere liquido, solo un pizzico di sale. Mescolare spesso e dopo circa 5 minuti aggiungere il radicchio tagliato a striscine fini, lasciar cuocere per almeno altri 5 minuti mescolando frequentemente. Quando le verdure saranno stufate per bene frullarle con il frullatore ad immersione aiutandosi con uno o due cucchiai di acqua. La nostra salsina ora è pronta. Scaldare un padellino antiaderente con un cucchiaino di olio e cuocere le polpettine due minuti per lato. Servire freddo o calde accompagnate alla salsina agrodolce :)

Inaspettatamente Liebster Award!

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Ieri, mentre stavo guidando per andare a comprare l’avena ed il succo di mirtillo suona il telefono, una notifica. Al primo semaforo rosso acchiappo il mio samsung dal sedile del passeggero e, curiosa, guardo di cosa si tratta. Scorro veloce il testo con gli occhi e con mia grande sorpresa scopro di essere stata nominata per il Liebster Award. No, no niente vestito da sera, acconciature che sfidano la forza di gravità o discorsi in pubblico, questa è una semplice nomination tra blog, immagino ideata per cercare di sponsorizzare quelli meno conosciuti che, nonostante la loro piccolezza, magari meritano una qualche occhiatina in più e non hanno niente da invidiare ai grandi blog (beh forse qualcosa sì, ok, un po’ di cose ma siamo bellini lo stesso). A questo proposito ringrazio di cuore La Dispensa per la nomination (e per avermi rallegrato la giornata!) come blog “amabile”, perché “liebster” significa proprio questo, non carino o bello, ma bensì qualcosa di più caldo, un “premio” che ti fa venire voglia di accoccolarti con il sorrisetto sulle labbra mentre sorseggi una tisana. Ci sono però delle semplici regole da rispettare che elencherò qui sotto:

  • ringraziare il blog che ti ha nominato (ancora grazie La Dispensa)
  • rispondere alle 10 domande poste dal blog che ti ha nominato
  • nominare a mia volta 10 blog “amabili”
  • porre 10 domande ai blog nominati e comunicare la nomina

Le dieci domande che mi sono state fatte sono:

  1. Da dove è nata l’ispirazione per aprire un blog? Dalla mia continua voglia di parlare di cibo, sperimentare in cucina e condividere le ricette. Mi ero stufata di stressare chi mi sta vicino e allora mi sono data al web!
  2. Quale è la storia del tuo blog? Niente di appassionante, nasce quasi per gioco in un pomeriggio di dicembre, quando vivevo ancora a Padova e stavo preparando la tesi, un passatempo che è diventato uno spazio ora indispensabile.
  3. Quale è la filosofia che si cela dietro le tue ricette? Eliminare i troppi grassi e zuccheri e preferire cibi salutari, la stagionalità, evitare il più possibile la sofferenza animale, il riciclo, la semplicità ed il gusto.
  4. L’ingrediente che ami di più? le mele, assolutamente non potrei vivere senza.
  5. E quello che ami di più cucinare? La zucca, la cucinerei in ogni maniera.
  6. Perchè questo ingrediente? E’ delizioso, profumato, versatile e mi porta alla mente tanti bei ricordi.
  7. La tua specialità in cucina? Mhhh, forse i risotti o il cheesecake.
  8. A chi ti ispiri quando cucini? Domanda difficile, sinceramente non ne ho idea, più che altro ricevo input esterni soprattutto dalla situazione metereologica, vengo ispirata a seconda del tempo che fa fuori dalla mia finestra.
  9. Chi assaggia solitamente i tuoi piatti? Oltre me di solito il mio (s)fortunato compagno!
  10. Quale è il ricordo più bello legato a un piatto o alla sua preparazione? Assolutamente quello legato alla torta di mele che preparavo con mia mamma, è un pezzo della mia infanzia.

I dieci blog (in ordine casuale) che nomino al Liebster Award sono:

(Cene sono tanti altri che seguo assiduamente ma molto più famosi, ne approfitto per lasciare qualche link, come ad esempio Peanut cooksLa cucina della CapraJul’s Kitchen, Una V nel piatto, VivirveganLa tana del riccio…)

 

E ora le mie domande:

  1. Cibo o piatto preferito?
  2. Dolce o salato?
  3. Se avessi la possibilità di mangiare un piatto o un ingrediente a volontà senza ripercussioni di salute o fisiche quale sceglieresti?
  4. Quando hai iniziato ad avvicinarti alla cucina?
  5. Qual è la persona per la quale preferisci cucinare?
  6. Il tuo modo di cucinare ha mai subito drastiche svolte (es. da onnivora a vegana, da una cucina con zuccheri a una senza…)?
  7. Ti piace sperimentare nuovi sapori o preferisci il tradizionale?
  8. Quando viaggi cerchi di assaggiare i cibi del posto (nei limiti del possibile derivati da scelte etiche)?
  9. Un piatto che ti ricorda l’infanzia.
  10. Colazione, pranzo o cena, qual è il tuo momento preferito?

Bene, questo è quanto, grazie ancora, a voi la parola and spread the word ;)

“In realtà io sono uno hobbit (in tutto tranne che nella statura). Amo i giardini, gli alberi e le fattorie non  meccanizzate; fumo la pipa e apprezzo il buon cibo semplice (non surgelato), ma detesto la cucina francese […] Vado matto per i funghi (raccolti nei campi); ho un senso dell’umorismo semplice […]” [ J.R.R. Tolkien ]

Pipa a parte posso dire lo stesso. Nonostante lo smartphone, l’indossare scarpe, la comodità di internet, non c’è “razza” alla quale mi senta più affine degli hobbit. Una hobbit avventurosa, che si è allontanata dalla Contea toscana da circa 3 anni e trasferita in una grigia città del nord  che non le piace per niente. Tuttavia, fortunatamente, mancano solo pochi mesi al mio rientro in patria, ma, come si può immaginare, gli ultimi momenti sono sempre i più duri. Però, come ogni buona avventura che si rispetti, questo viaggio a livello spaziale è stato in parallelo anche un percorso individuale molto importante; ho imparato molto, scoperto nuove passioni e la voglia irrefrenabile di condividerle. Così nascono le interminabili telefonate con mammahobbit sui miei dubbi amletici in ambito culinario “maaaa le patate le lesso prima o no?, ma la temperatura sarà troppo alta?, forse ci vuole un pochino più di cannella, che dici?”, ed il mio appartamento diventa un laboratorio di esperimenti, che, molto spesso, lasciano il segno… sia olfattivo che visivo (come le “profumatissime” zuppe di cavolo e cipolla che solitamente cucino la sera!!). Sono una hobbit che ama cucinare e, naturalmente, mangiare! Considero i momenti dedicati ai pasti come qualcosa di mistico e magico, momenti importanti della giornata in cui ti fermi e ti metti a sedere con la famiglia, il compagno hobbit o chicchessia, assapori un buon piatto, parli della tua giornata, nel tuo ambiente confortevole e caldo. Il pranzo e la cena “sanno di famiglia”; per non parlare della colazione!

Bene, dopo questa lunghissima introduzione (il mio standard solitamente sono messaggi stile telegramma!) inizio questo blog, per condividere le avventure culinarie (e non solo!) di una hobbit vegetariana e un po’ matta, che vive nel suo buchetto con il compagno hobbit (amante di gilet e panciotti lui!), primo giudice/cavia dei miei “artistici” esperimenti.