Zuppa dei 22 spicchi d’aglio per il secondo compleanno del buco hobbit; anche se in ritardo

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Tra poco devo uscire per andare a lavoro, quindi ho decisamente poco tempo a disposizione. E allora che cosa posso fare per occupare questa mezz’oretta? Non posso mettermi a studiare, leggere o iniziare attività lunghe ed impegnative; non c’è allora momento migliore per dare una spolveratina veloce al blog,  sistemare qualche foto e… cosa?????? L’occhio mi cade su una notifica di wordpress che calorosamente mi ricorda che sono passati già due anni dall’apertura del buco hobbit: sì esattamente il 15 dicembre del 2013 scrivevo il mio primo post. Rimango di sasso: come accidenti ho fatto a dimenticarmelo?! Mi sento come una madre snaturata che ha dimenticato il compleanno del figlio o una di quelle persone che a un “ti voglio bene” risponde “grazie” (si ok, questo forse può essere capitato sul serio..); in sintesi mi sento davvero molto dispiaciuta, basti pensare che solo qualche mese fa avevo anche pensato al perfetto dolce di compleanno; non sapevo ancora se fare una crostata di noci oppure una crostata con pistacchi, cioccolato fondente e lamponi, che forse sarebbe diventata una bavarese o forse ancora una soffice torta a strati. Poi sono arrivate le feste e con loro un’immensa mole di lavoro (fortunatamente!) che non mi ha quasi dato tregua fino ad oggi (sì, ok c’è ancora befana da affrontare, ma posso assicurarvi che in confronto al resto è una passeggiata!). E allora eccomi qui, pronta a festeggiare con voi il secondo compleanno del buco hobbit anche se un po’ in ritardo. Lo scorso anno proposi la mia torta preferita, quella di mele, quest’anno invece non vi offrirò alcun dolce, bensì vi scalderò con una zuppa goduriosissima e profumatissima (per chi non ha inibizioni di alito con il/la proprio/a comoagno/a!), che si sposa perfettamente con questo tempo uggioso e freddo (finalmente!). La ricetta è di Sonia Piscicelli, autrice del bellissimo blog (e poi libro) ‘Il pasto nudo’, che vi consiglio caldamente di seguire. L’unica differenza che ho apportato è stato eliminare il latte, che rende il sapore dell’aglio meno penetrante, e i formaggi, per il resto vi rimando direttamente al suo post a questo link dove è già tutto spiegato in maniera adorabile!

Tanti auguri buco hobbit e buon appetito ;)

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Quinoa con peperoni aromatizzati al tandoori masala per salutare l’estate

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L’autunno è finalmente arrivato con il suo vento, la sua pioggia e i tappeti di foglie di mille colori. Tuttavia, prima di prepararci a gustare le prelibatezze che la terra ci offre mi sembra doveroso dare un degno saluto alla stagione appena passata, che a parte il fastidioso e terribile caldo, ci ha donato gustosissimi e abbondanti tesori, dai cocomeri, alle pesche, ai peperoni, ai pomodori.. e chi più ne ha più ne metta. Io la saluto a questo modo, con peperoni, carote e cipolla spadellati con tandoori masala, accompagnati da una buona e proteica porzione di quinoa, quale modo migliore per salutare il sole e dare il benvenuto all’autunno?!
Scappo e vi auguro buon fine settimana ;)

Ingredienti (2 porzioni):

1 peperone giallo medio

1 peperone rosso medio

1 cipolla bionda

2 carote

1 cucchiaio abbondante di tandoori masala

120/140 g di quinoa

Mettere la quinoa in una pentola e sciacquarla con abbondante acqua fredda. Aggiungere il doppio di acqua rispetto al suo peso e portare a bollore a fuoco vivo; quando l’acqua bolle mettere il fuoco al minimo, coprire e aspettare che l’acqua sia completamente assorbita, a quel punto la quinoa sarà quasi sicuramente pronta, in caso allungare con un pochino di acqua in più. Nel frattempo tagliare a cubettini la cipolla, le carote e metterle a cuocere nel wok con un pochino di acqua. Quando saranno leggermente ammorbidite aggiungerei peperoni tagliati fini, mescolare, salare e cuocere a fuoco basso con il coperchio per almeno 10/15 minuti. Aggiungere il tandoori masala, mescolare bene e cuocere ancora 5 minuti, o a seconda dei propri gusti, se si vuole una verdura più croccante o più cotta, diminuire o aumentare i tempi di cottura. A cottura ultimata servire una porzione di quinoa accompagnata dalle verdure saltate e condite con un giro d’olio buono.

Buon appetito ;)

Primavera nel piatto: quinoa con asparagi e cipollotti

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“Cosa prepari oggi?!”

“Beh pensavo di fare un po’di quinoa con le verdure, magari con gli asparagi, li adoro!”

“Chi-.. che?”

È capitato anche a voi? A me spessissimo, ma il vero problema è quando inizi a spiegare questo ingrediente sconosciuto. Solitamente l’interlocutore si guarda intorno spaesato, cercando di non far notare il proprio disappunto e conclude con frasi del tipo “Ah, si ma allora è tipo il miglio. Nono quella cosa la faccio mangiare agli uccellini”. Medesima reazione verso il porridge “Avena??! Ma non sei mica un cavallo”.

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Vediamo allora che cos’è questa fantomatica quinoa, tanto di moda e anche tanto snobbata. Prima di tutto bisogna specificare che la quinoa di per se non è effettivamente un cereale, nonostante i suoi semi siano ricchissimi di amido, viene considerata uno pseudocereale, fa infatti parte della stessa famiglia di spinaci e barbabietole. I semini della quinoa, cioè la parte della pianta che solitamente ci troviamo nel piatto, sono vagamente somiglianti al miglio, molto energetici (60/70% di carboidrati) e proteici, ricchi di sali e microelementi (come manganese, potassi, ferro, fosforo, zinco e vitamine A ed E), un preziosissimo tesoro alimentare. Appurato che ci troviamo di fronte ad un cibo che tutti noi dovremmo consumare per le sue proprietà benefiche ora vediamo come consumarlo.

 “Eh si non dev’essere facile cucinare queste cose, hai bisogno di tempo. Io?! no seeee, io di tempo non ne ho mica, butto la pasta e via, così faccio prima!”

Sbagliato, sbagliatissimo! La preparazione della quinoa è semplicissima, simile alla preparazione del riso, anzi molto più semplice. Si inizia sciacquando bene i semi per eliminare una sostanza chiamata saponina che li renderebbe amari in cottura, dopodiché si cuoce in pentola con una quantità di acqua doppia rispetto al peso della quinoa, si fa arrivare a bollore l’acqua a fuoco vivo e poi si abbassa il fuoco al minimo e si mette il coperchio. La quinoa sarà pronta quando l’acqua sarà completamente assorbita. Ed ora siamo pronti a condirla con il sugo o le verdure che più si preferisce, se no la si può cucinare anche “a risotto”, aggiungendo l’acqua poco alla volta; la si può utilizzare per delle polpette, per sformati, addirittura per preparazioni dolci, insomma come al solito questi ingredienti sono terribilmente versatili e  l’unica cosa della quale hanno bisogno per essere cucinati non è il tempo, ma la fantasia e la creatività, quindi sbizzarritevi e giocate con gli accostamenti ;)

Ingredienti (1 porzione):

70 g di quinoa

12 asparagi

2 cipollotti bianchi

vino bianco per sfumare (a piacere)

sale, pepe

Tritare i cipollotti e mondare gli asparagi, privandoli anche delle punte e lasciarle da parte. Coprire la pentola con un velo d’olio e far soffriggere dolcemente le verdure (si può fare anche senza olio mettendo solo l’acqua, come faccio di solito). Nel frattempo sciacquare bene la quinoa e aggiungerla alle verdure. Mescolare bene per farla tostare un pochino e sfumare con il vino bianco, se si preferisce, se no aggiungere acqua poco alla volta. A metà cottura unire un pochino di sale e le puntine degli asparagi, continuando ad aggiungere acqua finché la quinoa non risulterà cotta. A cottura ultimata aggiustare di sale e pepe, servire con un giro d’olio buono e magari un bel bicchiere di vino bianco fresco e profumato ;)

Edit 18.05.2016:

Con questa ricetta partecipo alla raccolta L’orto del bimbo intollerante di Senza è buono e Una favola in tavola – Il Mondo di Ortolandia”

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Vellutata di carote, un giorno di pioggia e la fiducia in se stessi

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Questo argomento mi ronzava in testa già da tempo ma non mi piace tediare chi legge (qualcuno sta leggendo?!) con discorsi su l’aspetto fisico o lamentele velate su quanto sia difficile perseguire un obiettivo anche quando sembra che niente riesca a migliorare. Sono cose futili, mi dicevo, confrontate a quello che succede in politica, alle guerre, all’economia e poi non lo so, insomma non volevo cadere nella fossa di “ci sono cose più importanti alle quali pensare” ed uscirne colpevole e bastonata, così mi sono astenuta fino ad oggi. Ora basta, mi sono decisa a dare voce a questo “futile” argomento, perché alla fine proprio futile non è, visto che molte ragazze e ragazzi soffrono di patologie molto gravi derivate dalla loro ossessione per il peso, che finisce per tradursi in una vera e propria malattia, molte volte mortale. Voglio parlare di questo perché è un problema a me molto vicino, forse il centro dei miei obiettivi nell’ultimo anno. Ecco, io sono una persona regolare, mangio bene ed in modo giusto, vado in palestra tutti i giorni e non ho vizi particolari; sfortunatamente nell’ultimo periodo qualche medicinale e qualche strappo frequente alle giuste regole alimentari mi ha portato ad accumulare quattro bei chiletti, tutti in vista sui fianchi e difficoltosi da mandare via nonostante l’allenamento; il motivo?! Una cura ormonale troppo bassa che mi ha rallentato in maniera badipesca il metabolismo e ora sto aspettando i risultati delle nuove analisi per vedere se ci sono stati dei miglioramenti, continuando la mia vita in maniera regolare. Ed è qui che si arriva al punto, nonostante siano quattro chili, non riesco più ad accettarmi, a piacermi con nessun vestito e sto vivendo un periodo dove mi sento molto a disagio con il mio corpo, dove il mio riflesso allo specchio continua a deludermi. Ecco ci sono arrivata, mi sono scoperta, ho scritto nero su bianco il mio futile problema, e non mi interessa se “ci sono cose più importanti alle quali pensare”, questo è il mio spazio, quindi get over it! Tuttavia ci sono momenti nei quali mi sento un po’ stupida, quando invece di desiderare le magre e lunghissime gambe di una ragazza con il fisico statuario mi trovo a desiderare la determinazione e la tranquilla accettazione di sé di quella ragazza con qualche chiletto in più che non intende conformarsi alla massa ma vuole soltanto essere felice ed essere soprattutto se stessa con il suo pregi ed i suoi difetti. Sì, in questi casi mi sento così piccola e ottusa da non vedere che il mondo sta cambiando, sempre più case di moda, negozi o personaggi dello spettacolo si stanno impegnando ad abbattere i pregiudizi legati al corpo perfetto, che vedono l’idolo e la perfezione in ragazze non in salute e osannano una magrezza ossuta. Sono felice di come si stanno evolvendo i parametri di giudizio utilizzati per giudicare la bellezza di un corpo e devo veramente ringraziare queste celebrità per la loro lotta a livello mediatico contro gli standard, le loro foto non convenzionali e le continue campagne di incoraggiamento all’accettazione di sé; e grazie alle persone imperfette come me e sicure di sé, con un’aura così forte da essere meravigliosamente contagiosa, grazie perché forse mi avete aiutato ad aprirmi e forse questo post è l’inizio per riuscire ad accettarmi ma non per smettere di combattere per raggiungere il mio peso forma, questo è un inizio per essere, diciamo, un pochino più tranquilla, meno angosciata, più rilassata e magnanima quando mi trovo in un camerino ;)
Detto questo, più leggera e spensierata, penso sia meglio passare a cose più gustose, come una colorata e fumante vellutata di verdure in un giorno uggioso di pioggia, semplice semplice (quasi da vergognarsi a postarla!), veloce e gustosa!

Ingredienti (per una ciotola come in foto):

3 belle carotone

1 porro

un rametto di rosmarino

un cucchiaino di miso (o sale)

pepe

Tagliare le carote ed il porro a cubettini, metterli in una pentola insieme al rametto di rosmarino, aggiungere due dita d’acqua e lasciar cuocere un quarto d’ora con il coperchio, controllando di tanto in tanto che l’acqua non evapori tutta e non si brucino le verdure. Quando le carote ed il porro saranno morbidi mescolare in mezzo bicchiere d’acqua calda (ma non bollente) il cucchiaino di miso e aggiungerlo alle verdure (in alternativa salarle a piacere). Frullare il tutto con il frullatore ad immersione e aggiustare di densità aggiungendo o meno acqua. Io la preferisco molto densa quindi ne ho messa pochina, ma è solo una questione di gusti. Trasferire in una bella ciotola capiente, condire con pepe, un giro d’olio buono ed il gioco è fatto.

Buon appetito e buon inizio settimana, e mi raccomando, siate sempre sicuri di voi, fiduciosi della vostra immagine e della vostra bellezza, siate dei fott**i badass ;)

Happiness is only real when shared

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Da circa una settimana una delle mie migliori amiche è partita per l’Australia dove starà (per il momento) solo (solo?!oddio no è tantissimo) sei mesi. Si chiama Nicole, l’autrice di questo meraviglioso blog, la conoscete? Beh conoscetela, seguitela e appassionatevi alle sue vicende talvolta tragicomiche, alla sua naturalezza, semplicità e dolcezza, alla sua capacità di parlare di argomenti forti e controversi in maniera divertente ma senza sminuirne l’importanza (la trovate anche su youtube, dove gestisce anche la posta del “quore” con lo pseudonimo di NiQ, ma nessuno sa che è lei, shhh!). Cosa stavo dicendo? Ah si, Nicole è partita, ed io e Viola la supportiamo quotidianamente da lontano grazie ai potenti mezzi della tecnologia. Sinceramente la sua partenza mi ha fatto riflettere,  non sono mai stata così lontano da una di loro; inseparabili al liceo, con il passare degli anni ognuna ha preso la sua strada, ma siamo sempre rimaste unite, nonostante gli spostamenti in su e giù per l’Italia c’è sempre stato un legame e abbiamo sempre trovato il modo di vederci, anche se, in certi periodi, molto poco. E ora mi trovo a pensare a tutte le vicende trascorse, al bellissimo presente e al futuro ancor più bello che ci aspetta, a tutte le cose che abbiamo ancora da vivere e a tutte quelle vissute assieme e non posso che dirvi grazie per la felicità condivisa con voi. E che dire di Alessio? Anche lui storico membro del nostro quartetto (pensavi mi fossi dimenticata eh?! scherzetto!), il mio primo compagno di avventure nerdiche e di sessioni di gioco che si prolungavano fino alle prime luci dell’alba (e continuavano dopo una bella colazione), grazie amico mio. Ok, ora io sono imbarazzata per la piega sentimentale presa dal mio post e voi sarete altrettanto perplessi, perché alla fine questo è un blog di cucina, mica un diario segreto, ma si sa che senza amore e senza felicità non si può cucinare (almeno cose buone e fatte con il cuore), quindi immersa nella mia gioia vi propongo i miei semplicissimi gnocchi di patate, veloci e buonissimi, 100% vegetali e dalla consistenza così vellutata che si sciolgono in bocca ;)

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Ingredienti:

250 g di patate cotte al vapore o lesse

80 g circa di farina tipo 1 (circa un terzo del peso delle patate)

sale

pepe

Per prima cosa cuocere le patate al vapore oppure lessarle, con la buccia però, mi raccomando, almeno assorbiranno meno acqua. Infilzare le patate con una forchetta per controllare la cottura e quando saranno pronte spellarle da calde (e gioia e giubilo per le nostre povere dita) e schiacciare in una ciotola con lo schiacciapatate o con la forchetta. Lasciar intiepidire un pochino (se le patate sono troppo calde tendono ad incorporare più farina) ed iniziare a versare la farina, poco per volta, mescolando con un cucchiaio e poi impastando con le mani, ma non con troppa forza. Quando l’impasto avrà una consistenza lavorabile fare dei filoncini e tagliarli a pezzettini di 1/2 cm a seconda del tipo di gnocco che volete fare, se delle palline o gnocchetti un po’ più grandi con le righe. Lasciarli riposare un quarto d’ora circa e poi tuffali in acqua bollente con un cucchiaio di olio per non farli attaccare. Quando verranno a galla saranno cotti e pronti per essere spadellati con il sugo preferito.

Buon inizio settimana ;)

Ravioli integrali di spinaci e tofu

Ricordo che, durante le feste natalizie, la mia emilianissima nonna era solita preparare i cappellacci, dei bei tortelli di zucca tipici delle sue parti. Passava intere giornate a fare la sfoglia, a preparare il ripieno e poi ad assemblare il tutto, velocissima e precisa. La aiutavo spesso, chiudendo qualche tortello o assaggiando il ripieno, che, si sa, bisogna assaggiarlo bene per essere sicuri che sia venuto come si deve. Il mio aiuto era comunque limitato dato che passavo la maggior parte del tempo incantata nel vedere la creazione di una pasta fresca ripiena, sicura che da sola non sarei mai riuscita a fare una cosa simile. Lo scorso anno allora ho deciso di mettermi alla prova, mi sono fatta coraggio e ho tirato fuori la nonna papera della nonna (non papera) e tutto il resto è venuto da solo, è stato facile come respirare; certo qualche buchetto nella pasta è capitato, o tortelli che si splattavano dentro l’acqua bollente, ma è stata comunque una grandissima soddisfazione. A questo punto il primo passo era compiuto: finalmente ero riuscita a preparare una pasta fresca ripiena, ora dovevo soltanto superare il test dell’assaggio. Al che riunisco tutta la famiglia per cena e, in un silenzio quasi religioso, servo a ognuno di loro qualche raviolo condito con una salsina di pomodoro fresco; non potete immaginare la mia sorpresa nel vedere i loro volti, erano stupiti e apprezzavano veramente il gusto ed il sapore del ripieno di tofu e spinaci in contrasto con la pasta rustica. Ecco qua la vera soddisfazione!

Ingredienti per due persone

Per il ripieno:

150g di tofu (un panetto)

300g di spinaci già cotti

uno spicchio d’aglio

sale e pepe

Per la pasta:

85g di farina integrale

15g di semola

1 cucchiaino di curcuma

acqua tiepida

sale

In una ciotola capiente mescolare la farina, la semola e un pizzico di sale. Sciogliere la curcuma in un pochino di acqua tiepida e unirla poco alla volta alla farina. Impastare bene e lasciar riposare la pasta coperta da un canovaccio per un quarto d’ora circa. Nel frattempo schiacciare bene il tofu con una forchetta, tritare l’aglio e saltare tutto in padella con gli spinaci in modo che i sapori si amalgamino per bene. Aggiustare di sale e pepe, assaggiare e dare una veloce frullatina al composto con il frullatore ad immersione, giusto un poco per togliere la “sfilacciosità” degli spinaci. Riprendere la pasta e stenderla con la nonna papera (o con il mattarello se siete volenteriosi e un pochino masochisti) fino ad arrivare al 6, quando la pasta è alta circa 2/3 mm. Prendere un bicchiere o un coppapasta e iniziare a tagliare dei cerchietti di pasta per fare i nostri ravioli. Al centro di ogni cerchietto mettiamo un cucchiano di impasto, chiudiamo a metà e sigilliamo bene con i rebbi di una forchetta. Procediamo così fino ad esaurimento ingredienti e dovremmo ritrovarci con un piccolo battaglione di raviolini vegetali pronti per essere tuffati in acqua bollente. Portare allora l’acqua a bollore e preparare il condimento. Fossimo in stagione la vera morte di questi ravioli sarebbe una salsina di pomdoro fresco, aglio e basilico, ma essendo gennaio possiamo accontentarci di una semplice passata di pomodoro spadellata con aglio, sale e pepe o un filo d’olio a crudo, come ho deciso di servirli io. Quando l’acqua avrà raggiunto il bollore tuffare i ravioli e cuocere per 4/5 minuti, scolare e condire a piacere. Buon appetito ;)

Bagni di Gong e ispirazioni toscane al cavolo nero

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Chi di voi ha mai fatto un Bagno di Gong? No, non è il nome dell’ultimo bagnoschiuma di Lush né questo fantomatico bagno necessita di immersioni in acqua calda, con Bagno di Gong si intende una sessione meditativa di massaggio sonoro, dove il partecipante è  immerso in un oceano di vibrazioni prodotte da speciali gong, i gong planetari, che vengono sintonizzati con la frequenza base del pianeta corrispondente. L’ascoltatore quindi non deve far altro che sdraiarsi, lasciarsi andare e rilassarsi con il profondo e pieno suono dei gong. Le vibrazioni del gong sintonizzano il nostro corpo con frequenze benefiche che portano le cellule a rigenerarsi, il corpo rilascia la rigidità quotidiana e si rilassa, si rinnova l’armonia e la creatività è ampiamente stimolata. Durante l’intera sessione (un’ora e mezza circa) siamo sottoposti a sensazioni uniche dove il corpo e l’anima vengono completamente coccolati e massaggiati, anche se non sempre in maniera piacevole, possiamo sentire ogni minimo muscolo, ogni sensazione è amplificata e i pensieri si proiettano e si ingarbugliano fino a creare nuove combinazioni geniali. Le sensazioni sono ovviamente soggettive, ma non posso negare che è stata un’esperienza magica, e per tutto questo devo ringraziare mia sister-friend Viola, che mi ha dato modo di partecipare a questa bellissima esperienza organizzata dalla sua maestra di yoga.  Le Planetarie (così si facevano chiamare le suonatrici di gong) dicevano che il lavoro di questa meditazione non era soltanto immediato ma si sarebbe protratto nel tempo e manifestato con coincidenze, realizzazioni di speranze o desideri, novità o, ancora, momenti di ispirazione e creatività. La mia natura pratica non mi fa completamente abbandonare alla cieca credenza in tutti questi cambiamenti, ma sono sicura che qualcosa è cambiato, anche di poco, che sia forse quel minuscolo puntino in più di fiducia in se stessa? O magari l’ispirazione per la ribollita al cavolo nero? Beh anche la cucina è arte e creatività, quindi non mi stupirei se i gong mi avessero ispirato a fare una delle cose che più mi piace; anche se lo zampino del fruttivendolo questa volta è stato notevole!

Ingredienti:

pane toscano raffermo

1 carota

1 cipolla bionda

1/2 porro

1 gambo di sedano

2 patate

un mazzo di cavolo nero (abbondante)

300-400 g di passata di pomodoro

250 fagioli cannellini lessati

1 foglia di alloro

salvia

rosmarino

sale e pepe

Tagliare la cipolla, il porro, la carota, le patate e il gambo di sedano e far soffriggere qualche minuto con un cucchiaio di olio evo. Aggiungere anche le foglie di cavolo nero, lavate bene e tagliate a striscioline fini, chiudere con il coperchio e lasciar cuocere ancora qualche minuto. Frullare 2/3 dei cannellini precedentemente lessati, aggiungerli alle verdure in pentola assieme alla polpa di pomodoro, il rosmarino, l’alloro e la salvia, chiudere nuovamente con il coperchio e far cuocere per almeno 30-45 minuti. A questo punto, per renderla più cremosa ho dato una frullatina a circa 1/3 della verdura (ma ina eh! giusto due secondi), aggiungere i fagioli rimasti, il sale, il pepe e cuocere ancora per una mezz’ora. A cottura ultimata aggiustare di spezie, aggiungere i pezzi di pane e  lasciar riposare la ribollita fino al giorno dopo, in modo che si insaporisca bene. Riscaldare la zuppa prima di servirla e condire con un bel giro di olio buono.

Buon appetito e buon inizio settimana ;)

 

Insalata di grano Etrusco e broccoli

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Il grano Etrusco (“Triticum turanicum turgidum”), originario del medio oriente, è una varietà “antica” di grano duro, molto digeribile, ricco di proteine buone (dal 20 al 40% in più rispetto al grano normale), amminoacidi, vitamine e minerali. Insomma una vera e propria bomba, anche se, prima di assaggiarlo ero molto scettica riguardo il sapore. Infatti, qualche mese prima provai a fare un pane con la farina ottenuta dalla macinatura di questo grano Etrusco e, sinceramente, non riuscì ad apprezzarlo moltissimo; troppo dolciastro per i miei gusti. Il sapore ricorda benissimo quello del Kamut, che, per inciso, non amo quasi per niente. Allora quando ricevetti in omaggio un sacchettino di grano Etrusco non sapevo veramente cosa farci, sicura che il sapore fosse il medesimo della farina. Quindi ha preso comodamente il suo posto in mezzo ai vari sacchettini di zuppe e cereali in dispensa, in attesa di essere utilizzato come “scorta d’emergenza” nei momenti di magra. L’occasione per testarlo mi si è presentata giusto l’altro giorno quando, finite le zuppe, finiti i cereali, rimaneva soltanto quel sacchettino solo soletto. E allora volente o nolente il momento era giunto, così, la sera prima,ho  messo a bagno la mia porzione di cereale per il pranzo del giorno dopo. Non potevo assolutamente immaginare che sarei rimasta così piacevolmente sorpresa: il grano Etrusco è buonissimo! Non riesco ad amarlo sotto forma di farina nei prodotti da forno, ma per le insalate fredde o fatto a mo’di risotto è delizioso! Quindi, se qualcuno fosse curioso, qui trova qualche informazione in  più riguardo al cereale e direttamente il catalogo online per acquistare il prodotto.

Ingredienti per una porzione

70 g di grano Etrusco Floriddia

6-7 cimette di broccolo

1/2 porro

sale

pepe

peperoncino

La sera prima, mettere il cereale a bagno e lasciarlo in ammollo almeno 10 ore. Sciacquarlo poi accuratamente e metterlo in pentola con una quantità doppia di acqua fredda. Cuocere a fiamma viva finché l’acqua non inizia a bollire, a questo punto abbassare al minimo il fuoco e coprire con il coperchio. Il cereale è pronto quando l’acqua sarà completamente assorbita (o se è ancora un po’ duretto aggiungere un pochino di acqua e coprire nuovamente con il coperchio). Questo è il metodo che preferisco perché permette di non disperdere i nutrienti del cereale rispetto al metodo “bollitura”, dove l’acqua viene buttata via (per qualche info in più sulla cottura ad assorbimento dei cereali qui e qui). Nel frattempo tritare il porro e stufarlo leggermente in padella con un dito d’acqua. Dopo poco aggiungere i broccoli e lasciar cuocere a fuoco basso e con il coperchio per un 10-15 minuti, mescolando di tanto in tanto. Quando i broccoli saranno quasi pronti, aggiungere il cereale già cotto, aggiustare di sale, pepe, peperoncino e  cuocere ancora qualche minuto, mescolando bene per fare insaporire il tutto. A cottura ultimata impiattare e servire con un giro d’olio buono.
Buon appetito :)