Patate al curry con riduzione al vino e uno nuovo arrivato in famiglia

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Il 2017 si è aperto con una bellissima novità, la famiglia si è allargata e abbiamo una piccola palletta pelosa che si aggira per l’appartamento, ovviamente sotto l’attentissima supervisione della regina di casa che, con una serie indefinita di versi e soffiate,  ricorda continuamente al povero micetto dal carattere da bodhisattva chi è che comanda, anche se, tuttavia, quella che se la fa sotto è proprio lei. Inizialmente eravamo molto perplessi, il carattere di Therin è tremendamente schivo (con qualsiasi persona estranea e/o animale, anche se ne ha visti pochi essendo vissuta in appartamento) e timoroso, quindi eravamo incerti se fare o meno questo passo importante. Non volevamo in nessun modo turbarla o farla sentire trascurata ma la voglia di adottare un altro micio si faceva sentire sempre di più. Inoltre, a causa dei nostri orari a lavoro, eravamo costretti a lasciarla da sola per diverse ore il giorno e, per quanti giochini le avessimo preso, non ero mai tranquilla ad uscire per molto tempo temendo che potesse soffrire, anche se poco, la solitudine. Molti dicono che il gatto non è un animale sociale, che sta bene da solo, ma sinceramente, almeno per quanto riguarda la mia esperienza, posso affermare che questa non è una verità assoluta; certo, ci sono sicuramente gatti che preferiscono starsene per conto proprio ma in definitiva il rapporto che un gatto ha con i suoi umani non potrà mai essere paragonato a quello che ha con i propri simili, per questo, secondo me, è necessario un confronto, è necessario il gioco tra gatti, la lotta e anche le soffiate, sono tutte cose che fanno parte del loro universo e, sinceramente, non ci sembrava giusto precludergliele. Così, in un’assolata giornata invernale è arrivato il maschietto di casa, Zephacleas, un cucciolo di cinque mesi che promette di diventare un bellissimo gattone (pesa già 3 kg a confronto con Therin che, a un anno e mezzo, ne pesa 4,1!!!!), armato di calzini bianchi sul davanti e calzettoni sulle zampette inferiori si è fatto spazio nel nostro cuore e in casa con una velocità impressionante. Appena ha posato i suoi gommini pezzati nel nostro appartamento abbiamo capito che era amore: è il tipico micio-peluche, morbido (quasi da sembrare liquido e privo di uno scheletro), coccolone e pronto a farsi fare di tutto, dai bacini sulla pancia allo stare in braccio a mo’ di bebè. Therin inizialmente, com’era logico aspettarsi, non l’ha presa molto bene, tendeva a soffiargli in continuazione e ad evitare qualsiasi contatto, con il passare dei giorni però il timore sembra affievolirsi per lasciar posto alla curiosità e alla voglia di stare insieme. I due ora iniziano a giocare, a farsi gli agguati e a rincorrersi. Con il tempo sono sicura che riusciranno ad apprezzarsi sempre di più, nel frattempo non posso certo lamentarmi, dopo solo una settimana le cose sono migliorate radicalmente!

Per l’occasione ho pensato di cucinare una cosa che ricordasse l’inizio dei rapporti, che siano di amicizia o amorosi, inizialmente caratterizzati dall’energia della passione e frammentati da qualche piccola asprezza, tipica delle cose appena nate, non ancora mature. In questo caso ho scelto come ingrediente primario le patate che rappresentano perfettamente il carattere del nuovo arrivato e che, cotte in questo modo, sprigionano un’energizzante aroma di curry mitigato dalla riduzione al vino dolce-aspra creando un connubio perfetto e completando un perfetto quadretto chiamato famiglia!

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Ingredienti:

patate di piccole dimensioni

vino rosso, possibilmente morbido e corposo

zucchero

1 cucchiaio di curry

sale e pepe

olio evo

Lavare bene le patate sotto l’acqua corrente (se necessario utilizzare anche una spugnina in modo da eliminare tutte le impurità e la terra in eccesso) senza sbucciarle, tagliarle in quattro e mettere in una ciotola capiente. A parte prepariamo la riduzione di vino rosso: mettiamo vino e zucchero in una padella (2 cucchiaini di zucchero ogni 100 ml di vino) e lasciamo cuocere a fiamma  bassa finché il composto non sarà abbastanza addensato. A questo punto condire le patate con sale, pepe, il cucchiaio di curry e una spruzzata d’olio, mescolare bene in modo da amalgamare tutti i sapori e versare le patate ben condite in una teglia antiaderente che cuoceremo a 180° per 35 minuti circa, finché le nostre patate non avranno fatto una bella crosticina esterna e saranno morbidissime all’interno. Innaffiare le patate con la riduzione al vino rosso e servire.

Buon appetito ;)

Ps. Le bellissime tovagliette nella foto sono un regalo di mia madre, amorosamente e meravigliosamente ricamate da lei ♥♥

Insalata di patate alla tedesca

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Quando andavo alle elementari ero perseguitata da una sorta di maledizione: ovunque andassi un sacco di bambine si chiamava con il mio stesso nome ed io venivo chiamata per cognome o soprannome. Una cosa da niente, certo, per un adulto non ha molta importanza ma per una bambina e in particolar modo per me ce l’aveva. Ho sempre sognato infatti di chiamarmi in modo strano, con un nome esotico, che nessuno avrebbe storpiato, abbreviato o sostituito con il cognome. Caso vuole però che proprio una di queste mie omonime fosse la mia migliore amica, una bambina dolcissima con la quale passavo intere giornate a giocare e che riusciva a capire il mio disagio legato al nome, essendo anch’essa “vittima” di storpiature varie. Una cosa che ricordo benissimo, oltre alle stupende giornate spensierate che passavamo assieme, sono i manicaretti di sua mamma, di origine tedesca, che mi mettevano di fronte a sapori nuovi, particolari e gustosi. Il piatto al quale sono rimasta più affezionata è sicuramente l’insalata di patate fatta come la faceva sua mamma (che fortunatamente poi l’ha insegnato alla mia!), perfetta sia d’inverno che d’estate, per me è una sorta di comfort food salato, godurioso ma da mangiare con moderazione :b

Ingedienti:

4 patate medio/piccole

150/200 ml circa di brodo vegetale

1 cipolla rossa di tropea (fresca)

Salsa di soia

Aceto di vino bianco

3/4 cucchiai di olio evo

Mettere le patate a bollire con  abbondante acqua e nel frattempo preparare il brodo e tritare finemente la cipolla (io ne ho usata una molto grande). Quando le patate saranno lesse sbucciarle ancora calde e riporle dentro una ciotola. Spezzarle grossolanamente, aggiungere la cipolla, un giro di salsa di soia bello generoso, una spruzzata di aceto di vino bianco, l’olio  e il brodo vegetale. Scalzare le patate e far sì che il brodo penetri per bene al di sotto (versarlo poco alla volta, l’effetto finale non deve assolutamente essere liquido, quindi ne potrebbe bastare anche meno), assaggiare e, in caso aggiustare di sale. Lasciar riposare l’insalata di patate per almeno un’ora e servirla accompagnata con le  verdure che più vi piacciono. Unico consiglio: se pensate di prepararla in inverno è imbattibile servita assieme ai crauti :)

Ricordi di delica(tezze) arancioni al forno

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Certo che è sempre così, non riesci mai ad apprezzare a pieno una cosa fintanto che non la perdi. Se dovessi infatti dire tutte le cose che mi mancano del Veneto di certo nessuno ci crederebbe, dato che, quando ancora me ne stavo al Nord, continuavo incessantemente a lamentarmi di quanto fosse grigia la città, dello smog.. senza riuscire a focalizzarmi sulle cose che invece avrei rimpianto. Anche qui in Toscana ci sono cose che proprio non mi vanno giù e altre cose venete delle quali ho molta nostalgia; tuttavia sono riuscita a cambiare e ad imparare a guardare le cose nella loro interezza, cercando di analizzare (anche molto matematicamente) gli aspetti positivi e negativi, senza farmi prendere troppo la mano nello spostare la bilancia da una parte o dall’altra soltanto sotto l’impeto di una qualche forte reazione emozionale troppo spesso negativa. Io amo la mia regione e le sue meraviglie ma c’è qualcosa che, ahimè mi spiace dirlo, qui proprio non si trova, qualcosa per cui ho una dipendenza spietata: la zucca. Ora direte voi: “ma certo che si trova, basta andare in un qualsiasi supermercato o fruttivendolo che trovi certe zuccone!”. Eh beh sì, certamente, ma sapete perché non posso comprare quelle belle zuccone?! Per lo stesso principio per cui non compro le zucchine, i peperoni o i pomodori a gennaio, perché sono essenzialmente surrogati pseudoplastici immangiabili e noi in Toscana, Signore e Signori, le zucche proprio non le sappiamo fare! Sarà il clima, la vicinanza del mare, il dialetto toscano che sdegna i semini di zucca che non si sentono stimolati a produrre un bel frutto dalla polpa morbida, saporita e polposa; sarà quel che sarà ma da quando son tornata sono solo riuscita a sognare e ricordare vagamente le deliziose zucche venete. Lì non c’era verso, qualsiasi zucca tu potessi comprare (violina, tonda, lunga, gialla, arancione, verde..) era sempre ottima, il che è veramente importantissimo per chi, come me, la mangia il più al naturale possibile (compresa la buccia). Qui invece neanche a parlarne, già quando le guardi lo senti, sì sì, lo senti proprio a pelle, ti trasmettono una sensazione di finto, di costruito, tanto che pure loro si vergognano di essere lì in esposizione e bollate come vere e proprie zucche. Fortunatamente, come tutte le belle favole della buonanotte, c’è stato un lieto fine; sì perché in un giorno qualsiasi mentre mi aggiravo nel mio negozio bio di fiducia vedo una zucchina, non tanto grande di colore verde scuro. La guardo, mi metto i guanti di plastica e la tocco, la studio e immediatamente provo un senso di calore e felicità: era lei l’avevo trovata (anche se a caro prezzo!)! Così scopro questa qualità di zucche, la “Delica” (che diosanto non è la Mantovana come tutti voi fruttivendoli vi ostinate a dirmi con faccina pseudo sorridente da chi ne sa di più), meravigliosa, arancionissima e che sa di zucca!

La zucca, come le mele ( e un miliardo di altre cose) la mangerei in tutte le salse, ma voglio proporvi il mio modo preferito di gustarla, mi raccomando però dev’essere una zucca veramente buona e di qualità, se no non è buona nemmeno per un passato di verdura.

Ingredienti:

Zucca delica

sale

cumino ( a piacere)

Tagliare la zucca a metà, privarla dei semi (conservateli se volete tostarli, sono buonissimi!) e sciacquarla bene sotto l’acqua corrente, soprattutto la buccia. Tagliarla a pezzi possibilmente simili e metterli in una pirofila. Cospargere la zucca con un pochino di sale e cumino a piacere. Cuocere in forno a 180°-200° per una ventina di minuti circa, finché la forchetta non affonderà bene nella polpa di zucca. Servire come contorno o, in abbondanza, come piatto unico accompagnato a una proteina, magari un delizioso hummus di ceci o uno speziato dahl di lenticchie ;)

Veggie carrot fries

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Quando torno da un fine settimana di lavoro non ho proprio ben chiara la quantità di verdure rimaste in frigo e, visto che mi dimentico sempre di controllare, finisce che durante la spesa del lunedì mattina svaligio il fruttivendolo e mi ritrovo con qualche doppione a cui, ovviamente, devo dare uno scopo diverso dalla via verso il bidone dell’organico. Questo lunedì era la volta delle carote, con cui ho avidamente riempito un sacchettino, convinta di averle finite. Se non fosse che, quando arrivo a casa e inizio a  sistemare la mole immensa di verdure, vedo altre carotine, risalenti alla scorsa settimana, ormai chiazzate e molto tristi. Il mio rimo pensiero è stato quello di impiegarle per un minestrone o una vellutata, visto che ne consumo in quantità industriali, ma, sinceramente, volevo provare qualcosa di diverso e così mi è balenata l’idea di trasformarle in leggere e salutari french fries, che di french hanno davvero poco e di fries proprio niente, quindi, a mio parere sono assolutamente deliziose :D

Ingredienti:

carote

un filo d’olio

timo

sale

origano

aglio

rosmarino

Prendere lo spicchio d’aglio e tritarlo con il rosmarino per creare un battuto abbastanza fine. Pelare le carote e tagliarle a striscioline di media grandezza, cercando di farle il più possibile omogenee. Metterle in una ciotola e condire con un filo d’olio, il battuto di aglio e rosmarino, il sale, l’origano ed il timo. Miscelare bene e adagiare i bastoncini di carote sulla leccarda coperta di carta forno. Infornare a forno già caldo a… boh non saprei perché ho ereditato il forno della nonna che (non si fa per dire, è veramente il forno che mia nonna ha comprato quando si è trasferita in Toscana circa trent’anni fa) non ha le temperature segnate, però a occhio e croce credo 180°, per una ventina di minuti, a seconda della potenza del forno, per il mio è stato anche troppo, come si può notare dall’abbronzatura della carotine ;b servire assieme a una manciata di frutta secca come merenda completa da gustare comodamente seduti sul divano con la vostra serie tv preferita.

Buon fine settimana ;)

La semplicità: melanzane al forno e zucchini in padella con tropea

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Nessuna preparazione difficile o lunga, nessun ingrediente dal nome strano o ostico da pronunciare, niente di niente di tutto ciò, semplicemente melanzane erborinate al forno e zucchini saltati in padella con tropea e origano; così semplice che sono quasi imbarazzata dal postare questa ricettina, che in realtà è solo una scusa per respirare un pochino l’aria del mio piccolo spazio dopo giornate intense di lavoro, dove la cosa più elaborata e gustosa che ho mangiato è stato un panino integrale pomodoro e cipolla (quando non avevo tempo di prepararmi una giga-insalata) azzannato tra uno spadellamento e l’altro dietro le quinte del ristorante. Non sono tuttavia una presenza essenziale nella preparazione di pietanze onnivore (che preferisco di gran lungo sbolognare al prossimo), non ho alcuna base scolastica riguardante il mondo culinario né ho mai frequentato costosissimi corsi (di cui tra le altre cose non condivido lo stile culinario: tremendamente burroso e ovoso e della serie “non si può fare una torta senza burro e uova se no non lievita, si sfa e che schifo”) ma amo documentarmi, seguire blog e sperimentare e così a poco a poco sto completando la linea per il menù vegetariano che dovrebbe essere inserito tra non più di due settimane (limite massimo, se no madrehobbit mi stacca la testa) di cui, giusto giusto ieri ho venduto i miei primi antipasti! La soddisfazione di veder tornare i piatti vuoti e di sentire i complimenti di vegetariani veri (nessun pescicida in incognito) sulla scelta e l’abbinamento delle pietanze e sull’originalità è stata immensa e spero che, quando anche i primi e i secondi saranno completi al 100% possano sortire lo stesso effetto, aspettiamo e vedremo, nel frattempo cuciniamo!

Per le melanzane:

melanzane viola

rosmarino

aglio

pepe

sale

origano

erbe a piacere

Tagliare le melanzane nel verso della lunghezza e fare delle incisioni abbastanza profonde nella polpa con il coltello per creare una griglia. Nel frattempo fare un battuto con la mezzaluna di rosmarino e aglio. Spolverare la melanzana di sale, pepe e origano e riempire i buchini tra un cubetto e l’altro con il battuto di rosmarino e aglio. Infornare a forno caldo 180°-200° per una ventina di minuti circa e servire con un giro d’olio buono sopra.

Per gli zucchini:

zucchini con il fiore

tropea fresca

origano

rosmarino

aglio

erbe a piacere

Pulire e tagliare gli zucchini e i loro fiori e metterli a scaldare in una padella con un pochettino di acqua. Tagliare anche la tropea a cubettini a aggiungerla agli zucchini. Aggiungere origano, sale e un pochino di battuto di rosmarino e aglio (come quello per le melanzane). Bagnare con un po’ di acqua, coprire con il coperchio e lasciar cuocere per 10-15 minuti. Servire accanto alla melanzana con (ovviamente) un bel giro d’olio buono.

Buon martedì :)

Tofu strapazzato con curcuma e cipolle al cartoccio

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Devo ammettere che il mio primo incontro con il tofu fu abbastanza traumatico. “Delizioso a tocchetti nell’insalata” decantavano i vari vegan-blog che avevo consultato. Perché non crederci allora?! Questi ne sapranno sicuramente più di me, pensai. Così, dopo aver comprato la mia prima scatola di tofu, tutta fiera, mi avviai verso casa pregustando la mia gustosissima insalatina. A vedersi  il pranzetto era bellissimo e colorato, ma alla prima forchettata il sapore del tofu mi riportò alla mente subito due associazioni: “polistirolo e cartone”. Che dire, ero veramente disperata! Fortunatamente dopo poco ho imparato a trattarlo e ad apprezzarne il sapore e ora, a distanza di anni, lo adoro in ogni salsa, da crudo a cotto, nelle preparazioni dolci o salate, insomma lo metterei da tutte le parti! La cosa bella del tofu è la sua capacità di assorbire salse e spezie come fosse una spugna, il che lo rende veramente un jolly in cucina! Solitamente mi piace saltarlo un po’ nel wok tagliato a pezzettini con qualche verdurina di stagione, ma è buonissimo anche cucinato con le spezie, tipo curry o curcuma, fatto alla piastra, in padella con la salsa di soia, marinato e.. sì, ora lo confermo anche io, a tocchetti nell’insalata!

Questa ricetta è davvero semplicissima e velocissima, una delle mie preferite in questo periodo, dove la dolcezza del porro incontra il sapore orientale e vellutato della curcuma.

Ingredienti per 1 porzione:

1/2 panetto di tofu al naturale

1/2  porro

curcuma

sale

Tritiamo bene il porro e lo mettiamo in una padellina con un dito d’acqua per farlo ammorbidire. Nel frattempo tagliamo il tofu a dadini piccoli e, quando il porro è leggermente stufato, lo aggiungiamo in padella. Allunghiamo con altre due dita di acqua e lasciamo cuocere con il coperchio a fuoco basso per qualche minuto. Dopodiché aggiungiamo circa mezzo cucchiaino (o anche meno a seconda dei gusti) di curcuma, aggiustiamo di sale e mescoliamo bene, in modo che tutti i pezzettini di tofu acquistino un bel coloro giallo dorato tipico della curcuma. Facciamo cuocere qualche altro minuto per far evaporare l’eventuale acquetta e, quando siamo soddisfatti, impiattiamo il nostro tofu strapazzato!

Per le cipolle:

2 cipolle bionde medie

un rametto di rosmarino

sale

pepe

mix di 10 erbette secche

Super semplicissimo: accendiamo il forno a 200° e, mentre arriva a temperatura, mondiamo bene le cipolle e le tagliamo in quattro. Adagiamo i pezzettini su un ampio foglio di carta stagnola e condiamo con sale, pepe, rosmarino ed erbette. Chiudiamo bene il nostro cartoccio e inforniamo per 30-40 minuti, finché le cipolle non saranno belle morbide. Condire con un filo d’olio buono a crudo.