Ricordi di delica(tezze) arancioni al forno

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Certo che è sempre così, non riesci mai ad apprezzare a pieno una cosa fintanto che non la perdi. Se dovessi infatti dire tutte le cose che mi mancano del Veneto di certo nessuno ci crederebbe, dato che, quando ancora me ne stavo al Nord, continuavo incessantemente a lamentarmi di quanto fosse grigia la città, dello smog.. senza riuscire a focalizzarmi sulle cose che invece avrei rimpianto. Anche qui in Toscana ci sono cose che proprio non mi vanno giù e altre cose venete delle quali ho molta nostalgia; tuttavia sono riuscita a cambiare e ad imparare a guardare le cose nella loro interezza, cercando di analizzare (anche molto matematicamente) gli aspetti positivi e negativi, senza farmi prendere troppo la mano nello spostare la bilancia da una parte o dall’altra soltanto sotto l’impeto di una qualche forte reazione emozionale troppo spesso negativa. Io amo la mia regione e le sue meraviglie ma c’è qualcosa che, ahimè mi spiace dirlo, qui proprio non si trova, qualcosa per cui ho una dipendenza spietata: la zucca. Ora direte voi: “ma certo che si trova, basta andare in un qualsiasi supermercato o fruttivendolo che trovi certe zuccone!”. Eh beh sì, certamente, ma sapete perché non posso comprare quelle belle zuccone?! Per lo stesso principio per cui non compro le zucchine, i peperoni o i pomodori a gennaio, perché sono essenzialmente surrogati pseudoplastici immangiabili e noi in Toscana, Signore e Signori, le zucche proprio non le sappiamo fare! Sarà il clima, la vicinanza del mare, il dialetto toscano che sdegna i semini di zucca che non si sentono stimolati a produrre un bel frutto dalla polpa morbida, saporita e polposa; sarà quel che sarà ma da quando son tornata sono solo riuscita a sognare e ricordare vagamente le deliziose zucche venete. Lì non c’era verso, qualsiasi zucca tu potessi comprare (violina, tonda, lunga, gialla, arancione, verde..) era sempre ottima, il che è veramente importantissimo per chi, come me, la mangia il più al naturale possibile (compresa la buccia). Qui invece neanche a parlarne, già quando le guardi lo senti, sì sì, lo senti proprio a pelle, ti trasmettono una sensazione di finto, di costruito, tanto che pure loro si vergognano di essere lì in esposizione e bollate come vere e proprie zucche. Fortunatamente, come tutte le belle favole della buonanotte, c’è stato un lieto fine; sì perché in un giorno qualsiasi mentre mi aggiravo nel mio negozio bio di fiducia vedo una zucchina, non tanto grande di colore verde scuro. La guardo, mi metto i guanti di plastica e la tocco, la studio e immediatamente provo un senso di calore e felicità: era lei l’avevo trovata (anche se a caro prezzo!)! Così scopro questa qualità di zucche, la “Delica” (che diosanto non è la Mantovana come tutti voi fruttivendoli vi ostinate a dirmi con faccina pseudo sorridente da chi ne sa di più), meravigliosa, arancionissima e che sa di zucca!

La zucca, come le mele ( e un miliardo di altre cose) la mangerei in tutte le salse, ma voglio proporvi il mio modo preferito di gustarla, mi raccomando però dev’essere una zucca veramente buona e di qualità, se no non è buona nemmeno per un passato di verdura.

Ingredienti:

Zucca delica

sale

cumino ( a piacere)

Tagliare la zucca a metà, privarla dei semi (conservateli se volete tostarli, sono buonissimi!) e sciacquarla bene sotto l’acqua corrente, soprattutto la buccia. Tagliarla a pezzi possibilmente simili e metterli in una pirofila. Cospargere la zucca con un pochino di sale e cumino a piacere. Cuocere in forno a 180°-200° per una ventina di minuti circa, finché la forchetta non affonderà bene nella polpa di zucca. Servire come contorno o, in abbondanza, come piatto unico accompagnato a una proteina, magari un delizioso hummus di ceci o uno speziato dahl di lenticchie ;)

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