Primavera nel piatto: quinoa con asparagi e cipollotti

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“Cosa prepari oggi?!”

“Beh pensavo di fare un po’di quinoa con le verdure, magari con gli asparagi, li adoro!”

“Chi-.. che?”

È capitato anche a voi? A me spessissimo, ma il vero problema è quando inizi a spiegare questo ingrediente sconosciuto. Solitamente l’interlocutore si guarda intorno spaesato, cercando di non far notare il proprio disappunto e conclude con frasi del tipo “Ah, si ma allora è tipo il miglio. Nono quella cosa la faccio mangiare agli uccellini”. Medesima reazione verso il porridge “Avena??! Ma non sei mica un cavallo”.

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Vediamo allora che cos’è questa fantomatica quinoa, tanto di moda e anche tanto snobbata. Prima di tutto bisogna specificare che la quinoa di per se non è effettivamente un cereale, nonostante i suoi semi siano ricchissimi di amido, viene considerata uno pseudocereale, fa infatti parte della stessa famiglia di spinaci e barbabietole. I semini della quinoa, cioè la parte della pianta che solitamente ci troviamo nel piatto, sono vagamente somiglianti al miglio, molto energetici (60/70% di carboidrati) e proteici, ricchi di sali e microelementi (come manganese, potassi, ferro, fosforo, zinco e vitamine A ed E), un preziosissimo tesoro alimentare. Appurato che ci troviamo di fronte ad un cibo che tutti noi dovremmo consumare per le sue proprietà benefiche ora vediamo come consumarlo.

 “Eh si non dev’essere facile cucinare queste cose, hai bisogno di tempo. Io?! no seeee, io di tempo non ne ho mica, butto la pasta e via, così faccio prima!”

Sbagliato, sbagliatissimo! La preparazione della quinoa è semplicissima, simile alla preparazione del riso, anzi molto più semplice. Si inizia sciacquando bene i semi per eliminare una sostanza chiamata saponina che li renderebbe amari in cottura, dopodiché si cuoce in pentola con una quantità di acqua doppia rispetto al peso della quinoa, si fa arrivare a bollore l’acqua a fuoco vivo e poi si abbassa il fuoco al minimo e si mette il coperchio. La quinoa sarà pronta quando l’acqua sarà completamente assorbita. Ed ora siamo pronti a condirla con il sugo o le verdure che più si preferisce, se no la si può cucinare anche “a risotto”, aggiungendo l’acqua poco alla volta; la si può utilizzare per delle polpette, per sformati, addirittura per preparazioni dolci, insomma come al solito questi ingredienti sono terribilmente versatili e  l’unica cosa della quale hanno bisogno per essere cucinati non è il tempo, ma la fantasia e la creatività, quindi sbizzarritevi e giocate con gli accostamenti ;)

Ingredienti (1 porzione):

70 g di quinoa

12 asparagi

2 cipollotti bianchi

vino bianco per sfumare (a piacere)

sale, pepe

Tritare i cipollotti e mondare gli asparagi, privandoli anche delle punte e lasciarle da parte. Coprire la pentola con un velo d’olio e far soffriggere dolcemente le verdure (si può fare anche senza olio mettendo solo l’acqua, come faccio di solito). Nel frattempo sciacquare bene la quinoa e aggiungerla alle verdure. Mescolare bene per farla tostare un pochino e sfumare con il vino bianco, se si preferisce, se no aggiungere acqua poco alla volta. A metà cottura unire un pochino di sale e le puntine degli asparagi, continuando ad aggiungere acqua finché la quinoa non risulterà cotta. A cottura ultimata aggiustare di sale e pepe, servire con un giro d’olio buono e magari un bel bicchiere di vino bianco fresco e profumato ;)

Edit 18.05.2016:

Con questa ricetta partecipo alla raccolta L’orto del bimbo intollerante di Senza è buono e Una favola in tavola – Il Mondo di Ortolandia”

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7 thoughts on “Primavera nel piatto: quinoa con asparagi e cipollotti

  1. Ahaha non ci credo… Capita sempre pure a me! La quicosa…?
    Per non parlare del Boulgur che è subito stato storpiato in MurMur, BurBur… Ahaha!
    Ma alla fine arriva sempre “qualcuno” a chiedere “ma quella cosa che hai fatto la scorsa volta… Ma si, tipo riso ma strano… Me la rifai…?” ;)

    • Ahaha per quanto riguarda il boulgur poi la storpiatura è ancora più frequente, verissimo! Nonostante tutto, alla fine, se non ci perdiamo tanto in chiacchiere e lasciamo che assaggino la prima forchettata i dubbi finiscono per dissiparsi e via libera alla food magic :D

  2. Pingback: L'orto del bimbo intollerante |Senza è buono

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