Budino morbido alla nocciola e cioccolato e autoproduzione del latte di nocciole

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Circa due mesetti fa, sotto consiglio di un’amica, sono andata a provare la pizza di un nuovo locale nel centro storico della città, ma non avevo idea che il posto ed il cibo mi avrebbero fatto totalmente innamorare. Premetto che quando si parla di pizza la sottoscritta è veramente una rompiscatole, deve essere sottile ma non troppo, ben cotta e possibilmente preparata con il lievito madre e senza farine raffinate, per evitare di stare male tutta la notte e ritrovarmi con un pancione che neanche una gravidanza di 7 mesi. Tuttavia ero molto incuriosita dal messaggio lanciato da questo ristorante, basato sul consumo consapevole, l’utilizzo di prodotti biologici e a km 0 e la grande attenzione dimostrata per l’ambiente. Senza dubbio uno stupendo biglietto da visita che si è dimostrato all’altezza delle aspettative (anche di più!) e così posso felicemente dire che il Daltrocanto è diventato la mia pizzeria preferita in assoluto. L’ambiente è caldo e familiare e c’è addirittura la possibilità di acquistare prodotti del Commercio Equo e Solidale da un piccolo negozietto allestito all’interno. Da allora è diventata una tappa fissa quando decidiamo di andare fuori a cena, dato che non soltanto le pizze sono eccellenti, ma anche la cucina non è da meno, con ampia scelta di piatti vegetariani e combinazioni particolari di ingredienti diversi e deliziosi. Ma che c’entra il budino?  E’ proprio grazie alla complicità tra un buonissimo e vellutatissimo flan di nocciole assaggiato durante la mia ultima visita al Daltrocanto e al ricordo di un bellissimo post della Capretta sull’autoproduzione del latte di nocciole letto qualche tempo addietro che è nata l’ispirazione per un budino nocciolato 100% vegetale. Ho sperimentato sia una versione con il latte di nocciole e l’okara, sia una con il latte di soia e le nocciole ridotte in farina e devo ammettere che sono entrambe buonissime e non molto diverse, quindi, sia che vi sentiate sperimentosi e in vena di autoproduzione o più pigri state pur tranquilli che il risultato è comunque molto buono, a voi la scelta!

Le nocciole, come la frutta secca in generale, sono una miniera di proprietà benefiche, ricche vitamina E e B, di sali minerali (calcio, magnesio, ferro..), aiutano a promuovere il metabolismo di proteine e carboidrati e sono ricchissime di grassi buoni, quindi perché non provare a consumarle in maniera diversa oltre al canonico sgranocchiamento?! L’esempio che porto per primo è quello del latte vegetale di nocciole, realizzabile in pochissimi minuti (escludendo il tempo di ammollo della frutta secca). In questo modo, in soli 5 minuti avremo un latte delizioso, fresco e molto più economico del prodotto finito venduto in commercio. Inoltre, seguendo questo procedimento non solo si ottiene una buona e sana bevanda ma  oltre al latte, si ricava anche l’okara di nocciole, ossia il residuo del latte frullato con la frutta secca dopo averlo filtrato, utilizzabile in moltissime ricette, dolci o salate; un esempio è questo budino o i biscotti proposti dalla Capra nel post sopracitato. Per l’autoproduzione del latte mi sono rifatta alla sua ricetta che riporto qui pari pari (grazie Capretta!):

Ingredienti per 1 litro di latte:

100 g di nocciole

1 l di acqua

dolcificante a piacere

Lasciate le nocciole (non tostate) in ammollo per una notte, poi sciacquatele e mettetele in un recipiente dai bordi alti con l’acqua. Col minipimer frullatele molto bene,  infine con un colino a maglia stretta filtrate il latte separandolo dall’okara. Dolcificate a piacere (io ho usato un pochino di sciroppo d’acero) e conservate in frigorifero per un paio di giorni.

Pronto il latte mi sono dedicata al budino, per il quale ho usato l’agar agar come addensante. E’ un gelificante naturale e 100% vegetale prodotto da una particolare lavorazione delle alghe rosse e termo reversibile (il che significa che il composto solidificato può essere nuovamente disciolto e ancora rassodato). Solitamente utilizzo quello in polvere, 2-3 g (che corrispondono quasi a 6 fogli della comune gelatina) per mezzo litro di liquido , porto il composto a bollore (tra gli 85° e i 90°) per attivare la sua funzione gelificante e poi lascio raffreddare. Anche se il composto appare liquido fidatevi, si rassoda poi raffreddandosi!

Ingredienti per 4 budini:

500 ml di latte di nocciole autoprodotto o latte di soia

60 g di zucchero grezzo di canna

2-3 g di agar agar

l’okara ricavata da 500 ml di latte di nocciole o 50 g di nocciole

30 g di cioccolato fondente tagliato a pezzi

Se abbiamo deciso di lanciarci con l’autoproduzione prepariamo il latte di nocciole come descritto sopra e tostiamo, in forno o in un padellino, l’okara ricavata da 500 ml di latte. Se invece utilizziamo le nocciole stesso discorso: le tostiamo in un padellino e le lasciamo intiepidire per poi frullarle nel tritatutto per ridurle in farina, facendo attenzione a non surriscaldarle se no si rischia di ritrovarsi con un composto burroso, buonissimo, ma ben diverso da quello di cui abbiamo bisogno. Prendiamo un pentolino e mescoliamo assieme l’okara tostata, o la farina di nocciole, con lo zucchero e l’agar agar, e aggiungiamo piano piano il latte. Mettiamo il pentolino sul fuoco e cuociamo a fiamma medio-bassa, sempre mescolando con la frusta, finché non raggiunge il bollore. Aggiungere la cioccolata a pezzettini, mescolare bene per farla sciogliere e versare tutto negli stampini/tazzine. E’ normale che il composto risulti completamente liquido, è tipico dell’agar agar e si addenserà raffreddandosi. Lasciamo allora raffreddare a temperatura ambiente i nostri budini per almeno 2 ore e poi li riponiamo in frigo ad addensare per altre 2 orette.  Al momento di servire sformare il budino su un piattino e decorare con malto d’orzo e granella di nocciole. 

Buon inizio settimana!

Questa ricetta partecipa all’iniziativa 100% VEGETAL MONDAY!

http://lacucinadellacapra.wordpress.com/2013/02/18/100-vegetal-monday/
 photo 100-veg-monday-logo_zps1c27bd84.jpg

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